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Solidarietà a Papa Leone XIV dal Vescovo e dall’intera Diocesi di Melfi

Solidarietà a Papa Leone XIV dal Vescovo e dall’intera Diocesi di Melfi

Comunicato

Il vescovo mons. Ciro Fanelli, il presbiterio e i fedeli della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa esprimono piena e totale solidarietà a Papa Leone XIV per il suo Magistero a favore della pace e in difesa dei diritti umani. Mons. Fanelli ha provato grande sconcerto per il fatto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, abbia scelto di scrivere parole così denigratorie ed offensive nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime, non un politico. La Diocesi prega per il Santo Padre e per la pace.

Messaggio del Vescovo per l’ordinazione presbiterale di don Saverio De Rosa

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

«Dio è fedele e il suo amore è per sempre» (Sal 117,1)

ACCOGLIAMO CON GRATITUDINE IL DONO DELL’ORDINAZIONE PRESBITERALE DI DON SAVERIO DE ROSA

 

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

con cuore grato e colmo della gioia pasquale ci apprestiamo a celebrare sabato prossimo, 11 aprile, l’ordinazione presbiterale del diacono don Saverio De Rosa, originario della comunità parrocchiale della Cattedrale di Melfi. Questo evento di grazia che viviamo nel cuore del mistero pasquale, mentre ci incamminiamo verso il Sinodo Diocesano, ci ricorda che la vocazione sacerdotale è un dono grande del Risorto che germoglia e fiorisce nella Chiesa, popolo santo di Dio, e si rafforza nella comunione fraterna di tutto il presbiterio.

Il ministero presbiterale è, come insegna il Concilio, un servizio al sacerdozio comune dei fedeli e alla missione salvifica della Chiesa. Mediante il sacramento dell’Ordine il presbitero viene costituito collaboratore del Vescovo nella missione apostolica per l’edificazione del Corpo di Cristo che è la Chiesa. Con l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria lo Spirito Santo imprimerà in don Saverio un carattere indelebile che lo configurerà per sempre a Cristo sommo e eterno Sommo Sacerdote. Il presbitero è così chiamato a partecipare in modo singolare all’unico sacerdozio di Cristo mediante la celebrazione dei sacramenti, il servizio alla Parola, l’effusione della carità pastorale verso il popolo di Dio.

Nella recente celebrazione della Messa crismale, cuore della vita ecclesiale e segno visibile della comunione presbiterale con il Vescovo, noi ministri ordinati abbiamo ravvivato dinanzi al popolo di Dio la coscienza che il nostro ministero nasce e si rafforza nella Parola, nell’Eucaristia e nella carità pastorale. Il ministero è un dono elargito da Dio alla persona per arricchire la Chiesa e mostrare nella storia il volto della fedeltà di Dio alle sue promesse. Perciò esultanti cantiamo «Dio è fedele e il suo amore è per sempre» (Sal 117,1). Il presbitero, affinché sia guida saggia del popolo, è chiamato ad essere quotidianamente uomo di preghiera nell’intima unione con Cristo.

Nell’accogliere questo singolare dono, la nostra comunità diocesana è chiamata a rafforzare il suo impegno nel creare contesti che favoriscano la maturazione dei germi di vocazioni: famiglie che sanno accompagnare con la testimonianza di vita la crescita umana e cristiana dei figli e comunità parrocchiali evangelicamente attrattive che sanno essere case e scuole di comunione, di preghiera e di carità.

Chiedo a tutta la comunità diocesana di accompagnare don Saverio con la preghiera e con la vicinanza fraterna. La preghiera della comunità ecclesiale è sostegno efficace per il ministero sacerdotale e per la crescita delle vocazioni: la Chiesa intera è corresponsabile di tutte le vocazioni! Preghiamo affinché don Saverio cresca nella fedeltà alla Parola, nello zelo per l’Eucaristia e nella tenerezza della carità, diventando strumento di riconciliazione, ascolto e consolazione per il nostro popolo.

Concludo rinnovando l’invito a sostenere tutte le vocazioni con la preghiera. Solo una Chiesa che vive il Vangelo e si nutre dell’Eucaristia può continuare a generare pastori secondo il cuore di Cristo e a rispondere con coraggio alla missione evangelizzatrice.

Affidiamo don Saverio all’intercessione della Vergine di Nazaret, modello di docilità allo Spirito, e invochiamo su di lui e su tutta la nostra diocesi la benedizione e la pace del Signore Risorto, volto della Misericordia del Padre. Ringrazio ciascuno di voi per l’affetto e la preghiera con cui accompagnate questo dono per chiesa santa di Dio che è in Melfi-Rapolla-Venosa. Il Signore vi benedica.

Melfi 9 aprile 2026.

+ Ciro Fanelli
Vescovo


OMELIA DEL VESCOVO IN OCCASIONE DELLA MESSA CRISMALE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

OMELIA DEL VESCOVO IN OCCASIONE DELLA MESSA CRISMALE

Basilica Cattedrale di Melfi Mercoledì Santo, 1° aprile 2026

 

Carissimi fratelli e sorelle, pace e gioia,
un saluto cordiale nel Signore a S.E. Mons. Rocco Talucci, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate, ai seminaristi e a voi tutti, fratelli e sorelle. Sentiamo nella comunione sacramentale vicini anche i confratelli che, per ministero o per impedimenti, non possono essere fisicamente presenti. Assicuriamo una particolare preghiera per il seminarista Donato Grimolizzi, che oggi sarà ammesso all’ordine del diaconato e del presbiterato, per il diacono don Saverio De Rosa, che sabato “in albis”, 11 aprile, sarà ordinato presbitero, e per il seminarista Luca Vietri, che il prossimo 25 aprile riceverà il ministero dell’accolitato.

1. Questa assemblea radunata nel nome della SS. Trinità manifesta l’unità e la molteplicità delle vocazioni nella nostra Chiesa diocesana (LG 4). La Messa Crismale, epifania della chiesa locale, pone un accento speciale sul sacerdozio ministeriale – i presbiteri rinnovano le promesse sacerdotali davanti al vescovo – senza però oscurare le altre vocazioni che trovano la loro sorgente nel battesimo. La Chiesa cresce nella complementarità dei doni e nel contributo di ciascuno e si rafforza nella misura in cui si cammina insieme. Nel vivere insieme questa carità di Cristo, insieme scopriremo la bellezza della Chiesa che noi amiamo (LG 8). Ci sentiremo uniti dal comune vincolo di carità, che è lo Spirito di Cristo, e saremo sempre più sua Chiesa inviata nel mondo perché ogni uomo sia sciolto dai vincoli del male e sia salvo.

2. Il Sinodo, che con l’aiuto di Dio inizieremo a breve, è strettamente legato a questa santa liturgia che ci immette nel solenne triduo pasquale centro di tutto l’anno liturgico: l’11 ottobre daremo liturgicamente inizio al nostro cammino sinodale. E’ un evento di grazia; è ciò che il Signore si attende dalla nostra Diocesi dopo l’esperienza della Visita Pastorale (cfr. Francesco, Discorso in occasione della Commemorazione del 50.mo anniversario dell’Istituzione del Sinodo dei Vescovi, 17 ottobre 2015). Prima di entrare formalmente nel Sinodo, ricordiamo con gratitudine il cammino della nostra diocesi, dalla stagione post-conciliare fino ad oggi con i Vescovi e i presbiteri che hanno assicurato la premurosa cura del Cristo Buon Pastore. Il prossimo Sinodo è il primo dopo il Concilio Vaticano. Per questa ragione esso è chiamato ad essere un kairos, un tempo di rigenerazione e di rinnovato slancio missionario, per “ridire” il Vangelo in modo credibile nel nostro contesto (cfr. CEI, Lievito di pace e di speranza, Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, 25 ottobre 2025).
3. La Chiesa italiana durante il cammino sinodale, voluto da Papa Francesco, ha indicato tre fasi — narrativa, sapienziale e profetica — che nelle zone pastorali e nelle nostre parrocchie abbiamo vissuto attraverso la costituzione degli organismi di partecipazione e la realizzazione della Visita Pastorale (cfr. CIC 469-494) . Oggi la liturgia ci conferma nella consapevolezza che al centro di ogni autentico cammino ecclesiale e di tutte le strategie pastorali deve esserci l’incontro personale con il signore gesù (cfr. Leone XIV, Discorso ai vescovi della conferenza episcopale italiana, 17 giugno 2026): non si tratta di programmare attività, ma di ritrovare la capacità di lasciarci incontrare da Gesù che – come fece con i due discepoli di Emmaus e attraverso il diacono Filippo con il funzionario della Regina di Candace – precede e prepara la strada.

4. Un segno importante, che è scaturito dalla Visita Pastorale e che intendiamo realizzare anche con la grazia che scaturisce da questa santa liturgia, è la costituzione in Diocesi delle comunità pastorali (cfr. Lettere alle parrocchie dopo la visita pastorale “Sto alla porta e busso” 2023-2025, Melfi 5 ottobre 2025). Tutto questo, insieme al processo di ascolto e di discernimento del Sinodo, richiederà da parte di tutti un grande impegno e non poche fatiche. Per questa ragione rivolgo un grazie particolare a don Angelo Grieco, che ha accolto l’incarico di accompagnare il Sinodo quale Vicario episcopale. Egli con le sue competenze e la sua esperienza pastorale saprà guidare con sapienza il cammino diocesano.

5. La messa crismale ci ricorda che per essere strumenti docili dello Spirito serve rafforzare tra noi i vincoli di comunione, affinché la responsabilità pastorale sia espressione di tutte le realtà presenti in diocesi, di ogni carisma e di tutte le vocazioni (LG 7).
La comunione è la via maestra per progredire nel cammino ecclesiale: comunione con il vescovo, tra i presbiteri e con il popolo santo di Dio. Essa si concretizza nella stima reciproca, segno eloquente dei frutti della vita nuova secondo lo Spirito (Gal 5,22-23). Solo così il nostro ministero sarà credibile e fecondo. La Chiesa è comunione. Senza la concreta e visibile espressione di questa comunione, il suo volto è oscurato, l’azione di Dio, in essa, rallentata e resa poco visibile, talvolta irreperibile. Questa realtà comunionale deve quindi esprimersi materialmente in gesti e parole di speranza, in un’azione congiunta di fede e vita. Tuttavia, non possiamo dimenticare che la comunione e l’azione di una carità, che la rende vera, sono frutto della “comune-unione” con Cristo: è Lui che ci rende coesi! È Lui che permette di dire con convinzione: in Te tutto possiamo! Non basta la nostra buona volontà, è il Signore che unisce i cuori e chiede la vera disponibilità a fare quello “che ci dirà”.

6. Impegniamoci, dunque, come ci ha esortato a fare Papa Leone XIV, a porre Cristo al centro, a riaffermare il kerygma e a trovare linguaggi e strumenti capaci di raggiungere chi è lontano. La Chiesa è chiamata a essere “artigiana di pace”, a promuovere mediazione nei conflitti, iniziative di accoglienza e percorsi di non-violenza. In un tempo segnato da grandi tensioni, da profonde crisi sociali e da epocali innovazioni tecnologiche e culturali, difendiamo la dignità della persona: la fede deve rimanere incarnata, attenta alle fragilità e alla relazione umana. Coltiviamo sempre la cultura del dialogo, l’ascolto intergenerazionale e la cura delle relazioni.

7. Prepariamo, fratelli e sorelle, il Sinodo con una semplicità e letizia: il suo esito è dono della grazia divina, ma anche frutto del nostro impegno. Preghiamo per il buon esito del Sinodo. Non cerchiamo forme appariscenti, ma scelte genuine che aiutino la comunità a rinascere nella testimonianza e nel servizio.
Con gratitudine ricordiamo la recente consacrazione di Giusy Apuzzo nell’ordo virginum e affidiamo, come dicevo, alla Vergine Maria, madre della Chiesa, i nuovi ministeri che si stanno per conferire: il presbiterato di don Saverio (11 aprile) e l’accolitato del seminarista Luca (25 aprile).
Consegno questi coraggiosi giovani, nostri figli e fratelli nella fede, alla preghiera di tutti, in particolare vi consegno Donato, il più giovane, che oggi compie il primo passo nel suo cammino verso il presbiterato.

La Vergine Madre accompagni in modo speciali tutti i nostri sacerdoti, soprattutto gli anziani e gli ammalati, dia loro consolazione e speranza e, con la sua materna intercessione, ci renda una Chiesa coraggiosa, creativa e misericordiosa, sempre unita a Cristo nella preghiera e nell’azione. Amen.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 



Lettera del Vescovo per la Messa Crismale

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

Carissimi fratelli presbiteri,
diaconi, persone consacrate, seminaristi,
fratelli e sorelle in Cristo,
siamo prossimi alla Settimana Santa e, con animo riconoscente per il cammino quaresimale che abbiamo condiviso, vi rivolgo il mio fraterno invito a partecipare alla MESSA CRISMALE che celebreremo in CATTEDRALE A MELFI MERCOLEDÌ SANTO, 1° APRILE 2026, ALLE ORE 17:30.

La Messa crismale si configura come una luminosa epifania della Chiesa locale: radunati attorno al Vescovo — segno visibile dell’unità ecclesiale — manifestiamo la duplice dimensione del sacerdozio cristiano, comune e ministeriale. Nella benedizione del sacro Crisma e degli olii si rivela il cuore sacramentale di ogni vocazione nella Chiesa: il Crisma, segno tangibile della presenza dello Spirito che consacra e fa partecipare all’unico ed eterno sacerdozio di Cristo, sigilla e rende operante la chiamata battesimale; gli oli dei catecumeni e degli infermi, rispettivamente, accompagnano il dinamismo dell’iniziazione cristiana e la partecipazione redentrice della sofferenza nella comunione pasquale del Salvatore. In questo rito si dà così forma visibile alla Chiesa in quanto sacramento universale della salvezza, strumento in cui Cristo continua a santificare il mondo.

Il nome stesso di Cristo, “il Consacrato”, orienta la nostra contemplazione e la nostra lode: ogni ministero e ogni vocazione trova la sua ragione ultima nell’unzione di Colui che è il Servo sofferente. La Messa crismale ci richiama a rinnovare la nostra partecipazione al mistero pasquale: sacerdoti, diaconi e tutto il popolo fedele sono insieme inviati alla missione, rinnovati nell’unzione e nella carità.

Quest’anno la Divina Misericordia si è manifestata per la nostra diocesi con segni particolarmente eloquenti. Oggi, 25 marzo, solennità dell’annunciazione del Signore, gioiamo per la consacrazione nell’Ordo Virginum di GIUSY APUZZO: essa è una radiosa testimonianza di consacrazione sponsale al Signore, che arricchisce la vita ecclesiale con la sua specifica fecondità evangelica. Con altrettanta speranza attendiamo l’11 aprile l’ordinazione sacerdotale di don SAVERIO DE ROSA, dono prezioso per il ministero nella nostra Chiesa: preghiamo che il don Saverio sappia conformare la propria vita all’esempio del Buon Pastore e servire con umiltà e fedeltà il popolo di Dio. Il 25 aprile, invece, il seminarista LUCA VIETRI riceverà il ministero dell’accolitato.

Per tutti questi motivi la Messa crismale non è mai una celebrazione di pochi, ma dell’intero popolo santo di Dio: consacrati e consacrate, presbiteri e diaconi, seminaristi, lettori, catechisti, ministri straordinari della Comunione, responsabili di associazioni e movimenti, membri dei Consigli pastorali, operatori della carità, famiglie e singoli fedeli — tutti sono chiamati a partecipare, offrendo con la loro presenza un segno eloquente di unità, corresponsabilità e comunione missionaria.

Conscio degli impegni e delle difficoltà del tempo, vi chiedo tuttavia uno sforzo fraterno: partecipare a questa celebrazione anche a costo di qualche rinuncia pratica sarà espressione tangibile di amore per la Chiesa e per stringerci con gratitudine ai nostri sacerdoti. A chi non potrà intervenire fisicamente, affido il compito di unirsi spiritualmente alla preghiera e di farsi testimone, nei propri ambiti, della misericordia e della speranza cristiana. Vi attendo, quindi, in Cattedrale a Melfi mercoledì santo, 1° aprile alle ore 17:30: venite come popolo sacerdotale che celebra il dono dell’unzione e si lascia rinnovare per servire, con rinnovata fede e abbandono alla volontà di Dio, il Signore e i fratelli.

Affido l’intera diocesi alla materna protezione di Maria, Madre della Chiesa, e invoco su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie la benedizione Signore, nostra unica speranza.

Melfi, 25 marzo 2026 – Solennità dell’Annunciazione del Signore.
Con affetto in Cristo.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 


Auguri di buon compleanno a Padre Gianfranco Todisco

Auguri di buon compleanno a Padre Gianfranco Todisco, vescovo emerito di Melfi-Rapolla-Venosa

La nostra diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa oggi, nell’80° compleanno, si stringe attorno a Padre Gianfranco Todisco, vescovo emerito, con affetto filiale e stima ecclesiale, grati per la Sua testimonianza di fede.
Da parte mia, dei presbiteri, dei diaconi, dei religiosi e dei fedeli l’augurio di ogni bene nel Signore.

Melfi, 23 marzo 2026

+ Ciro Fanelli
Vescovo

Padre Gianfranco Todisco

La preghiera in coppia – Il dono di cercare Dio insieme, ogni giorno

La preghiera in coppia

Il dono di cercare Dio insieme, ogni giorno

21 marzo 2026 – Chiesa di S. Gerardo Rionero

Il Centro Pastorale per la Famiglia “Mons. Vincenzo Cozzi” organizza una Giornata di Spiritualità per coppie che si terrà sabato 21 marzo a Rionero, presso la Chiesa di San Gerardo.
Sarà un tempo prezioso per fermarsi, ascoltarsi, ritrovarsi, condividere la fede e riscoprire la bellezza del cammino in coppia.
L’incontro sarà guidato dal nostro Vescovo, che accompagnerà la giornata e guiderà anche un laboratorio appositamente pensato per le coppie, un momento dedicato al dialogo, alla riflessione e alla crescita nel cammino di coppia.

Incontro diocesano dei FIDANZATI con il VESCOVO

La GIOIA di amarSI per SEMPRE

Incontro diocesano dei FIDANZATI con il VESCOVO

Domenica 15 marzo 2026 ore 16:00 – Santuario SS. Trinità Venosa

“La preparazione al matrimonio e alla famiglia, è per molti occasione di contatto con la comunità cristiana dopo anni di lontananza.
Deve diventare un percorso di ripresa della fede, per far conoscere Dio, sorgente e garanzia dell’amore umano, la rivelazione del suo Figlio, misura d’ogni vero amore, la comunità dei suoi discepoli, in cui Parola e Sacramenti sostengono il cammino spesso precario dell’amore.
Grande attenzione va dedicata a contenuti e metodo, per favorire accoglienza, relazioni, confronto, accompagnamento. Il cammino di preparazione deve trovare continuità, con forme diverse, almeno nei primi anni di matrimonio.”
Dal documento dei Vescovi italiani “Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia”
(maggio 2004), n. 9

Incontro diocesano del Vescovo con i fidanzati

La parola N. 10 marzo 2026

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L’articolo del Vescovo

I frutti della Visita Pastorale

Tempo intenso di ascolto, preghiera e confronto

Con gioia e profonda riconoscenza desidero condividere con voi i frutti della visita pastorale che ho avuto la grazia di compiere nelle 33 parrocchie della nostra Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, dall’ottobre 2023 all’ottobre 2025. È stato un tempo intenso di ascolto, preghiera e confronto, che ha rivelato volti, speranze e ferite della nostra gente, ma soprattutto la presenza viva del Signore che, come abbiamo meditato insieme, «sta alla porta e bussa».

Un grazie grande e sentito ai parroci e a tutto il clero per l’accoglienza fraterna e per il servizio quotidiano che rendono nelle comunità. La vostra disponibilità e il vostro amore per il popolo di Dio sono stati la prima e più bella testimonianza del Vangelo. Ringrazio inoltre i consacrati, i diaconi, i catechisti, i religiosi, i membri dei consigli parrocchiali, i volontari e tutte le famiglie che si sono impegnate nell’accogliere questa visita: la vostra partecipazione ha reso possibile un dialogo sincero e fecondo.

La parola che ha guidato il cammino della visita — «Sto alla porta e busso» — ci ha aiutato a vivere il discernimento come apertura: riconoscere che il Signore viene, chiede di entrare nelle nostre case, nei nostri cuori e nelle nostre comunità. Ho trovato in molti luoghi semi buoni seminati dallo Spirito: esperienze di fede autentica, iniziative caritative, poveri sostenuti, giovani desiderosi di senso, gruppi che si impegnano nella liturgia e nell’annuncio. Al contempo sono emerse fragilità e sfide: arretratezza economica e sociale, solitudine degli anziani, difficoltà delle famiglie, povertà educativa, precarietà lavorativa, il rischio della marginalizzazione dei giovani, e una crescente complessità culturale segnata anche dalle tecnologie digitali e dai cambiamenti geopolitici.

Nel mio discernimento, sostenuto da un ampio supporto ecclesiale, ho ritenuto necessario convocare il Sinodo diocesano. Credo che il tempo maturato con la Visita Pastorale abbia seminato molte cose: ora è il momento di far germogliare quei semi attraverso un cammino sinodale che aiuti la Chiesa locale a ridire il Vangelo, a rifare comunità e a ridare speranza alla nostra gente e alla nostra società. Il Sinodo non è un evento amministrativo, ma un itinerario di ascolto e di conversione, aperto a tutti i battezzati: sacerdoti, consacrati, diaconi, laici, famiglie e giovani.

I temi che il Sinodo dovrà affrontare riguarderanno in particolare:

  • la formazione cristiana e la cura delle vocazioni;
  • il rinnovamento delle comunità parrocchiali e la corresponsabilità laicale;
  • l’attenzione preferenziale ai poveri e alle fragilità sociali;
  • la pastorale giovanile e familiare;
  • l’uso etico e prudente delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale;
  • l’impegno per la pace e la solidarietà in un tempo segnato da conflitti.

Viviamo un’epoca di grandi sfide che richiedono di essere lette alla luce della fede e della fedeltà all’umano. È necessario farsi prossimi, evangelicamente, alle fragilità del nostro territorio, vigilando sulle implicazioni morali e sociali della tecnologia e impegnandoci per la riconciliazione là dove i conflitti feriscono la dignità umana. Solo così potremo contribuire, come Chiesa, alla costruzione di un mondo più fraterno e solidale. Vi invito a pregare con me e per il Sinodo: perché lo Spirito Santo guidi tutti noi, illumini le coscienze e renda fecondo il nostro impegno. Invito le comunità a partecipare con creatività e responsabilità a questo cammino sinodale, perché la Chiesa non è soltanto una struttura, ma il popolo santo che cammina insieme verso il Regno. Con gratitudine e affetto pastorale, affido la nostra diocesi all’intercessione della Vergine Maria e al cuore misericordioso di Cristo che bussa sempre per entrare.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

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