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STORIA DELLA MIA VOCAZIONE – I RACCONTI DI SUOR GISELA E SUOR MARIA

Dopo i Voti Perpetui del 18 settembre 2022

Dopo aver pronunciato i Voti Perpetui nella Congregazione delle Sorelle Misericordiose, Suor Gisela e Suor Maria condividono con noi la storia della loro vocazione.

 

 


Suor Gisela Lukinja

Sono nata a Iringa, in Tanzania, il 15 novembre 1990. La mia famiglia è composta da padre, madre, cinque sorelle e cinque fratelli.

STORIA DELLA MIA VOCAZIONE

Avevo 14 anni e provai un desiderio forte di voler essere tutta di Gesù, quando studiavo catechismo dalle Suore di Santa Teresa del Bambino Gesù.

Abitavo a Kibaigwa, dalla mia Zia, mentre frequentavo le Scuole pubbliche perché, al mio Paese non c’erano.

Ogni domenica andando alla Santa Messa, incontravo Suor Francesca Ferrari delle Sorelle Misericordiose, e ogni volta sentivo un grande desiderio di voler diventare suora come Lei. Un giorno confidai a Sr. Francesca i miei sentimenti ed Ella mi suggerì di scrivere una lettera di domanda alla Superiore di Dodoma.

LA VOCE DI GESÙ ERA COSÌ FORTE CHE NON POTEVO PIÙ ATTENDERE.

Allora un giorno ritornai al mio paese, per confidare, prima alla mia mamma, la mia intenzione di voler diventare suora. La mia mamma con tutti i miei parenti furono contenti della mia decisione. Preparai, così, la mia valigetta e andai da Suor Francesca che mi fece accompagnare con il pulmino da Sr. Consuelo alla Casa di Formazione di Dodoma. E qui, con altre ragazze, iniziai il cammino di formazione religiosa, con lo studio del Catechismo e gli incontri con la Maestra.

Sentivo tanta gioia e volevo offrire a Gesù tutta me stessa. Questa letizia evangelica mi ha accompagnato sempre nell’ Aspirantato, nel Postulantato, nel Noviziato e come Juniores.

Sono venuta in Italia il 3 gennaio 2020, presso la Comunità di Santhià (Vercelli). Qui sono stata accolta con immensa gioia dalla Madre Generale e da tutte le suore, nonostante fosse proprio il tempo della pandemia che ci teneva isolati. Sono arrivata a Rionero in Vulture per la Festa della Venerabile Suor Maria Santina Collani. Ho pregato tanto quel giorno e nel mio cuore ho sentito una grande forza: veramente questa era la mia vocazione.

Chiedo a tutti una preghiera perché il mio giuramento dei Voti Perpetui, fatto il 18 settembre 2022 davanti a Dio e alla Chiesa – rappresentata dal nostro Vescovo di Melfi – Rapolla – Venosa Mons. Ciro Fanelli – e nelle mani della Madre Generale delle Sorelle Misericordiose, possa essere di sprone a tante ragazze che cercano la felicità della vita.


Suor Maria Juma

Sono nata a Kondoa, in Tanzania, il 26 novembre 1991. La mia famiglia è composta da padre, madre, tre sorelle e due fratelli.

STORIA DELLA MIA VOCAZIONE

Ero giovanissima quando, terminata la Scuola Media, feci una esperienza vocazionale nell’Istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue.

Un giorno incontrai Suor Oliva Songolala, dell’Istituto Sorelle Misericordiose di Dodoma, che era venuta al mio paese per la vacanza e subito mi sono interessata della sua Congregazione. Ogni giorno sentivo forte nel cuore il richiamo di Gesù e il desiderio di voler essere una religiosa. Anche i miei famigliari erano favorevoli alla mia decisione. Un altro giorno chiedo a Sr. Oliva, come dovevo fare per essere accettata nel loro Istituto ed Ella mi diede tutte le indicazioni. Soltanto dopo la riposta alla mia domanda da parte della Superiora delle Sorelle Misericordiose, il mio Parroco, con il permesso dei miei genitori, mi accompagnò a Dodoma. Parlammo con la Superiora Suor Francesca Ferrari e venni subito accettata con gioia da tutte le sorelle.

Lo Spirito Santo, ogni giorno nella Santa Comunione, colmava il mio cuore di tanta gioia e serenità al solo pensiero di ed essere tutta di Gesù. Durante la mia formazione nelle varie tappe della Vita Religiosa avevo sempre tanta voglia di stare in cappella, davanti a Gesù Eucaristia: volevo approfondire la conoscenza di Gesù e studiavo la Parola di Dio.

Arrivai in Italia due anni fa, e nella Comunità di Santhià (Vercelli) venni accolta con amore da Madre Valeria, e da tutte le suore. Durante la Festa di Suor Maria Santina Collani scesi a Rionero in Vulture dove venni aiutata e accompagnata nel cammino di preparazione dal Padre Spirituale e dalla Comunità, fino ad oggi, che con la grazia del Signore ho pronunciato i miei Voti Perpetui alla presenza del nostro amato Vescovo di Melfi – Rapolla –Venosa, Mons. Ciro Fanelli, e della Superiora Generale Madre Valeria Dema e di tutta la Comunità rionerese.

Ringrazio la Madonna, Madre di Misericordia per il dono della vocazione e chiedo a tutti una preghiera affinché io possa essere sempre fedele al mio sposo Gesù.

 


Mercoledì 14 settembre il nostro Vescovo presiederà presso la chiesa dei cappuccini a Melfi la santa messa alle ore 17:00 cui seguirà l'adorazione eucaristica

Adorazione eucaristica per la pace in Ucraina

In tutte le comunità ecclesiali d’Italia mercoledì 14 settembre p.v. si pregherà per la pace. Anche la nostra diocesi  di Melfi-Rapolla-Venosa aderisce all’iniziativa.

Il nostro vescovo, S.E. Mons. Ciro Fanelli, mercoledì 14 settembre, presiederà alle ore 17:00 nella Chiesa dei Cappuccini a Melfi l’eucaristia a cui seguirà un tempo di adorazione Eucaristica per la pace in Ucraina.

A lanciare la giornata di preghiera e spiritualità è la Cei, che aderisce all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee).

La Conferenza episcopale italiana infatti partecipa al gesto comunitario di solidarietà per l’Ucraina con un momento di adorazione eucaristica che si terrà nel pomeriggio del 14 settembre.

Il vescovo raccomanda che in ogni comunità parrocchiale si invochi  il dono della pace per l’Ucraina, terra martoriata da una guerra che dura ormai da quasi duecento giorni, da quel 24 febbraio 2022 in cui le armate russe hanno invaso il Paese.

Nel giorno in cui “la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce – ha affermato l’ufficio liturgico della CEI  – ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente. In modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio”.

Facciamo nostro l’accorato appello di Papa Francesco a chiedere il dono della pace per il mondo intero.

 

Si allega lo schema dell’ adorazione eucaristica predisposto dalla CEI.

Adorazione Eucaristica – Pace Ucraina (1)


MESSAGGIO DEL VESCOVO PER L’INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO 2022/23

VALORIZZATE IL TEMPO PRESENTE, PER COSTRUIRE UN FUTURO MIGLIORE

CIRO FANELLI
VESCOVO DI MELFI–RAPOLLA-VENOSA

MESSAGGIO PER L’INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO 2022-2023

“VALORIZZATE IL TEMPO PRESENTE,
PER COSTRUIRE UN FUTURO MIGLIORE”

 

 

Care studentesse e cari studenti…

1. Giovani gioiosi e fieri!
In questo inizio di anno mentre entrate nelle vostre aule scolastiche – vi immagino pieni di gioia e di entusiasmo nel dare inizio al tempo della scuola, ma anche ricchi di sana fierezza! Fierezza e gioia per ciò che state facendo: la scuola!
Noi adulti, con grande sincerità, dobbiamo riconoscere che, purtroppo, l’ora presente, che per voi coincide con una tappa bella e importante della vostra vita, non è delle migliori.
Questo periodo storico, malgrado gli sforzi di donne e uomini di buona volontà, coincide con una fase difficile per l’intera umanità, che, dopo i grandi danni causati dalla pandemia, la brutalità delle tante guerre, note e meno note, richiede l’ascolto del grido di dolore dei poveri e della “madre terra”.

2. Il valore sociale del servizio educativo
Rientrando nelle vostre aule scolastiche, sarete accolti con un credito di fiducia da adulti che hanno dedicato la loro vita alla formazione culturale delle giovani generazioni: i vostri dirigenti scolastici, i docenti e il personale non docente, i quali vivono la loro professionalità come servizio, con competenza ed entusiasmo, nonostante le difficoltà che sono chiamati ad affrontare. Anche ad essi va il mio saluto e il mio grazie!
Il servizio educativo è stato, e continua ad essere, un compito di grande rilievo sociale. Attraverso la cultura, esso è l’espressione di un impegno teso ad aiutare la società contemporanea a costituirsi come “civiltà del dialogo”, dove le differenze di ogni tipo possano serenamente convivere insieme.
Questo compito educativo assume oggi un particolare valore: esso è buon fermento per le nostre comunità, che risentono pesantemente del duplice dramma della disoccupazione e della diminuzione progressiva della popolazione, che portano inevitabilmente ad una crescente desertificazione dei nostri paesi e ad un loro conseguente impoverimento.

3. La scuola: laboratorio di speranza
Proprio per questi presupposti, legati al contesto mondiale e locale, la scuola, con le sue ore di lezione e di studio, diventa un vero laboratorio di speranza.
Ogni ora di lezione, se ben fatta e se accompagnata dall’approfondimento con lo studio personale, è tempo di speranza, perché dedicato alla trasformazione reale di questo nostro mondo, attraverso il miglioramento di voi stessi.
Il mondo di oggi ha fortemente bisogno di giovani formati, propositivi, creativi, innovativi e acuti per uscire dal labirinto culturale e sociale in cui, in alcune circostanze, sembra che ci muoviamo. I nemici da combattere per uscirne vittoriosi sono: la superficialità, l’indifferenza, la mediocrità e il pensiero pessimistico che ci portano a credere che nulla può cambiare.
Io sono convinto che gli adulti, vedendo giovani che mostrano di credere con convinzione nei valori dell’amicizia e dell’impegno, della pace e della giustizia, ritroveranno la forza morale necessaria per creare concreti presupposti sociali, economici e culturali, affinché il futuro possa essere davvero spazio vitale della vostra piena realizzazione.

4. Il “sogno” di Dio sull’umanità: un’umanità libera e inclusiva
In questa prospettiva, il tempo dedicato allo studio diverrà lo strumento più adeguato per condurvi alla piena comprensione di ciò che sta accadendo attorno a voi per rendervi capaci di “combattere” con intelligenza, fermezza e coraggio contro tutto ciò che non è degno dell’uomo e non appartiene al sogno di Dio sull’umanità.
Attraverso due importanti encicliche, “Fratelli tutti” e “Laudato si”, che vi invito a leggere, Papa Francesco, con un linguaggio chiaro ma incisivo, ci ricorda che quel “sogno” non ha limiti ed è intrinsecamente buono e bello, perché vede un’umanità libera, autonoma, emancipata, orientata all’armonia, alla pace e alla giustizia!
Per questa ragione vi invito a vivere il tempo dedicato alla scuola, come un tempo prezioso, che vi viene donato per divenire giovani nuovi, “giovani per gli altri”, aperti al mondo, generosi e attenti.
Anche quell’ora di studio, che a volte può essere faticosa e noiosa, sarà invece realmente efficace. Le conoscenze, le abilità e le relazioni acquisite e maturate nella scuola, se vissute attivamente e non subite passivamente, vi consentiranno di registrare una profonda trasformazione del cuore e della mente.

5. Il valore del tempo presente
Siate profondamente convinti che il cambiamento verso il quale siete chiamati a tendere e di cui soltanto voi siete i veri protagonisti avrà anche importanti riflessi sul contesto in cui vivete quotidianamente.
La trasformazione, che ogni studente vive, si misura verificando, da una parte le competenze che voi state conseguendo, anche in vista del vostro futuro professionale, e, dall’altra, allargando le attitudini di comunione sociale che state maturando.
Con grande fiducia vi esorto a non dimenticare mai, nel vostro processo di crescita, di aver cura di chi è più debole e di riservarvi spazi concreti per il servizio ai poveri, ai meno fortunati, ai malati, agli anziani, alle persone diversamente abili e comunque a coloro che non godono di condizioni simili alla vostra.
In questo modo, la scuola, con le sue ore di studio, diverrà per voi “storia”: la vostra storia, quella che costruisce la vostra identità, la vostra famiglia, i vostri luoghi, le vostre amicizie… Ed è quella stessa storia che ci interconnette al mondo intero, che è distante da noi ma anche molto vicino, e permette ad ognuno di comprendersi profondamente come un “capolavoro” irrepetibile.
Cari giovani, ragazze e ragazzi, non potremo mai capire chi siamo e dove andiamo senza capire ciò che siamo stati.

6. Siate cercatori della bellezza e della verità!
Le vostre giornate si compongono, infatti, di tante, infinite e innumerevoli ore, distribuite tra la famiglia, gli amici, la scuola, lo sport, lo svago, ecc. Tutti gli attimi della vita hanno un valore immenso. Lo studio non è tutto, ma può aiutarvi a vivere ogni cosa in modo creativo, perché, trasformandovi nell’interiorità, vi renderà capaci di preparare positivamente il vostro futuro: maggiore sarà l’impegno che dedicherete allo studio, migliore sarà l’effetto di quel tempo per voi e per chi vi circonda!
In quelle ore di studio prendete coscienza della realtà viva, non cedete agli incantesimi delle mode passeggere, che spesso anestetizzano le coscienze e ottenebrano l’intelligenza.
Ricordatevi che, come ci insegna Papa Francesco, la realtà prevale sulle idee!
La nostra realtà, in tutte le sue sfaccettature, va conosciuta e amata per poterla cambiare.
Ogni uomo è un cercatore di bellezza e di verità: è la sua natura più profonda. Ma per accostarci alla bellezza e alla verità, dobbiamo renderci sensibili il più possibile alla realtà vera e concreta. Esercitatevi in ogni modo ad osservare e riconoscere ciò che vi circonda con gli innumerevoli rivoli di bellezza che l’attraversano. Fatevi aiutare dai vostri docenti; non abbiate paura di capire: si impara anche attraverso l’arte di porsi e fare domande.
Assumetevi la responsabilità di ciò che capite e condividete e difendete le vostre posizioni!

7. Gustate ogni giorno il valore grande della vita
Il mio augurio per voi? Già da ora, possiate gustare una buona vita!
Così dicendo, vorrei auspicare che essa, per voi, sia sempre un’opportunità non sia mai un ostacolo alla piena realizzazione,.
Pertanto, gioite della compagnia degli amici, della vicinanza della famiglia, del sostegno della vostra scuola.
Sognate e preparate subito un futuro grande! Lo studio resta sempre un mezzo importante per protendersi verso il futuro, gustando l’oggi e riempendolo di senso e di significato!
Studiate tanto e bene in quelle ore che vi saranno date: approfondite ogni materia, sapendo che si lavora nel piccolo, con ciò che ci è molto vicino, ma con una prospettiva più ampia, sempre più ampia, del tutto rispetto alla parte.
A conclusione di questo messaggio per l’inizio di un nuovo anno scolastico, voglio condividere con voi una riflessione che mi interroga molto, la quale muove dal presupposto che “bisogna sempre allargare lo sguardo per riconoscere un bene più grande che porterà benefici a tutti noi. Però, occorre farlo senza evadere, senza sradicamenti. È necessario affondare le radici nella terra fertile e nella storia del proprio luogo, che è un dono di Dio. […] il tutto è più delle parti, ed è anche più della loro semplice somma” (Papa Francesco, “Fratelli tutti”, n. 145).

Mentre vi saluto tutti con affetto e amicizia, vi auguro un buon anno scolastico!

Melfi, 6 settembre 2022.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 

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11 settembre 2022

“CANTIERI SINODALI” APERTI … A TUTTI … ANCHE AI NON ADDETTI AI LAVORI

III Festa Diocesana

“Cantieri sinodali”
APERTI … A TUTTI … ANCHE AI NON ADDETTI AI LAVORI …
III FESTA DIOCESANA
Domenica, 11 settembre 2022

Carissimi,
come già Vi ho annunziato in occasione del Convegno pastorale “Abitare insieme la città da discepoli del Risorto”, che si è svolto lo scorso 2 luglio a Rionero in Vulture presso il “Centro Sociale” e, nelle settimane successive, nelle quattro zone pastorali, con la modalità dell’ascolto sinodale secondo i cinque ambiti di vita (affettività, lavoro e festa, fragilità, tradizione, cittadinanza),
DOMENICA 11 SETTEMBRE 2022 daremo inizio al nuovo anno pastorale con la FESTA DIOCESANA.

E’ la 3° edizione della nostra Festa diocesana, che riprende dopo la sosta di due anni dovuta alla pandemia. E’ una Festa ecclesiale che costituisce il primo passo comunitario per introdurci nel
nuovo anno pastorale ancora caratterizzato dall’ascolto sinodale. La Festa diocesana è per tutti …; è per tutti nel senso più ampio del termine. E’ una Festa che, innanzitutto, richiama il tema pastorale del nuovo anno (“Abitare insieme la città, da discepoli del Risorto) e che si strutturerà secondo lo stile sinodale, non solo perché si inserisce come tappa significativa nel cammino che le Chiese in Italia stanno compiendo, ma anche perché raccoglie e consegna il lavoro dei gruppi che si sono svolti nelle zone pastorali durante l’ultimo Convegno.

Con questa “festa” vogliamo sentirci – come ci indica la CEI con il documento “I cantieri di Betania. Prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale” – tutti attivi nel costruire la comunione ecclesiale, favorendo la partecipazione di tutti e allargando lo slancio missionario verso ogni ambito di vita e verso tutte le persone. Insieme, cioè tutti, dobbiamo mostrare il volto di una comunità ecclesiale  desiderosa di vivere la comunione, riconoscendola contemporaneamente come dono della Santissima Trinità e come impegno che ci responsabilizza. Per realizzare questo “progetto/sogno di Chiesa” bisogna re-imparare a “farci prossimo” di ogni uomo e di ogni donna soprattutto mettendoci in ascolto di tutti, in modo particolare del più lontani.

In questo cammino la Parola di Dio possa essere la vera sorgente di ogni nostra progettualità e la luce capace di orientare i nostri passi sui sentieri evangelici della profezia e del servizio. La CEI, per questo nuovo anno, con “I cantieri di Betania” ci ha indicato tre particolari cantieri di lavoro (il cantiere della strada e del villaggio; il cantiere dell’ospitalità e della casa; il cantiere delle diaconie e della formazione), che ritroveremo nella nostra Festa Diocesana. Un quarto cantiere dobbiamo sceglierlo noi in base alle priorità sociali ed ecclesiali del nostro territorio.

Con quest’anno 2022-23 concluderemo il triennio dedicato alla riscoperta del Battesimo, che ci costituisce tutti, come ci ricorda papa Francesco, “discepoli missionari” (EG 120). Tutti sono invitati a partecipare a questa opera… non solo gli addetti ai lavori; tutti devono sentirsi protagonisti, ovvero “sale” della terra e “luce” del mondo.

Cogliamo questa opportunità: rivolgiamo liberamente l’invito per la Festa a quante più persone possiamo. Incominciamo dunque a sperimentare che nella città dell’uomo noi tutti, in quanto battezzati, siamo chiamati ad essere “lievito” di fraternità e di riconciliazione, di giustizia e di pace, vivendo secondo il Vangelo.

Insieme ai responsabili degli uffici della nostra Curia diocesana, che hanno preparato questo evento, Vi aspetto per domenica 11 settembre, per sperimentare la dimensione della festa, che –
come ci ricorda Papa Francesco nell’Evangelii Guadium (24) – è propria dei discepoli missionari, cioè dei battezzati.

In questo clima domenica pomeriggio accoglieremo anche la sintesi di quanto emerso nei gruppi sinodali e prenderemo fisicamente contatto con “i cantieri sinodali”, vivendo lo stile inclusivo della fraternità, descritto da Papa Francesco nel n. 24 dell’Evangelii Gaudium, che nel 2018 è stato lo slogan della nostra prima FESTA DIOCESANA; siamo sempre chiamati ad essere “Chiesa in festa: giovane, gioiosa e missionaria” consapevoli che “la Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano”. In attesa di poterci incontrare personalmente,

Vi saluto tutti con affetto ecclesiale.
Melfi, 3 settembre 2022.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 

Lettera del Vescovo per la III festa diocesana – 3 settembre 2022


VESCOVI PER LE AREE INTERNE

VESCOVI PER LE AREE INTERNE 

 

Ad un anno di distanza dal loro primo incontro, più di trenta Vescovi si sono incontrati il 30 e 31 agosto a Benevento, presso il Centro “La Pace”, per approfondire la riflessione sulle “Aree interne”, ovvero su quelle zone del sud e del nord Italia in preda allo spopolamento, minacciate da un declino che sembra inarrestabile.

“La metropolizzazione progressiva della popolazione italiana sta causando la lenta morte d’interi territori, con grave danno per tutto il Paese”, afferma Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento, a cui si deve l’iniziativa del Convegno. Hanno partecipato presuli provenienti da dodici Regioni: Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte. “Quando si registra l’abbandono di una parte del territorio – spiega l’Arcivescovo di Benevento S. E. Mons. Felice Accrocca– è la nazione intera a subirne detrimento, perché un territorio non presidiato dall’uomo sarà sottoposto a una pressione maggiore delle forze della natura, con il rischio di nuovi e accresciuti disastri ambientali, e non si potrà evitare la perdita di parte di quell’immenso patrimonio artistico-architettonico che fa dell’Italia intera un museo a cielo aperto”.

Così, nel solco di un cammino avviato nel maggio 2019 e proseguito con diverse iniziative, in costante dialogo con le istituzioni, i Vescovi hanno focalizzato il contributo che le comunità ecclesiali possono offrire al progetto di rilancio delle “Aree interne”, a partire dall’elaborazione di una pastorale ad hoc per questi territori.

I lavori, ai quali ha preso parte il nostro Vescovo, si sono aperti il 30 agosto, alle 11, con l’introduzione di Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI. Alle 16, c’è stata la relazione di Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, sul tema: “Una pastorale per le Aree interne: spunti di riflessione”. La mattinata del 31 agosto, è stata dedicata come il pomeriggio del giorno precedente al confronto dei gruppi e in plenaria. L’incontro si è concluso con l’intervento del Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

VESCOVI AREE INTERNE 2022 MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

VESCOVI AREE INTERNE RELAZIONE DI S. E. MONS. MARIANO CROCIATA

VESCOVI AREE INTERNE 2022 COMUNICATO FINALE


Domenica 11 settembre 2022 - 16:30

III FESTA DIOCESANA

"Cantieri Sinodali" aperti ... a tutti ... anche ai non addetti ai lavori ...

“I cantieri di Betania”: prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale

Si intitola “I cantieri di Betania” il testo con le prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale che viene consegnato alle Chiese locali ed è disponibile su https://camminosinodale.chiesacattolica.it/. Questo documento – spiega il Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, nell’introduzione – “è frutto della sinodalità” e “nasce dalla consultazione del popolo di Dio, svoltasi nel primo anno di ascolto (la fase narrativa), strumento di riferimento per il prosieguo del Cammino che intende coinvolgere anche coloro che ne sono finora restati ai margini”. Secondo il Cardinale Presidente, “è tanto necessario ascoltare per capire, perché tanti non si sentono ascoltati da noi; per non parlare sopra; per farci toccare il cuore; per comprendere le urgenze; per sentire le sofferenze; per farci ferire dalle attese; sempre solo per annunciare il Signore Gesù, in quella conversione pastorale e missionaria che ci è chiesta”. Si tratta, dunque, di “una grande opportunità per aprirsi ai tanti ‘mondi’ che guardano con curiosità, attenzione e speranza al Vangelo di Gesù”.
Il testo – che ha come icona biblica di riferimento l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella casa di Betania – presenta tre cantieri: quello della strada e del villaggio, quello dell’ospitalità e della casa e quello delle diaconie e della formazione spirituale. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nei diversi territori. A questi, ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco.
Il documento viene diffuso all’inizio dell’estate, “perché così abbiamo modo di impostare il cammino del prossimo anno”. “Lo sappiamo: a volte sarà faticoso, altre coinvolgente, altre ancora gravato dalla diffidenza che ‘tanto poi non cambia niente’, ma siamo certi – conclude il Card. Zuppi – che lo Spirito trasformerà la nostra povera vita e le nostre comunità e le renderà capaci di uscire, come a Pentecoste, e di parlare pieni del suo amore”.
In vista della realizzazione dei cantieri, durante l’estate, attraverso il sito dedicato (https://camminosinodale.chiesacattolica.it/), verranno messe a disposizione esperienze e buone pratiche come doni reciproci tra le Chiese locali. (Fonte: sito ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana)

 

CantieriDiBetania


Nota “ad experimentum” sui ministeri istituiti del Lettore, dell’Accolito, del Catechista

Recependo gli interventi di Papa Francesco (il Motu Proprio “Spiritus Domini” e il Motu Proprio “Antiquum Ministerium”), la Conferenza Episcopale Italiana ha elaborato una Nota per orientare la prassi concreta delle Chiese di rito latino che sono in Italia sui ministeri istituiti del Lettore, dell’Accolito, del Catechista.
Approvata ad experimentum per il prossimo triennio dalla 76ª Assemblea Generale ed integrata dal Consiglio Permanente con le indicazioni emerse in sede assembleare, la Nota definisce identità e compiti dei “ministeri istituiti”, illustrando i criteri per l’ammissione e il percorso formativo necessario per essere istituito e ricevere il “mandato” da parte del Vescovo. Il tutto nel quadro dei recenti documenti promulgati da Papa Francesco.
Con la Nota, inoltre, la CEI inserisce il tema dei “ministeri istituiti” all’interno del Cammino sinodale che costituirà così un luogo ideale di verifica sull’effettiva ricaduta nel tempo e nei territori.

La Nota stabilisce che il Lettore, l’Accolito e il Catechista vengono istituiti in modo permanente e stabile: laici e laiche assumono così un ufficio qualificato all’interno della Chiesa.

  • Lettore: proclama la Parola di Dio nell’assemblea liturgica, in primis nella celebrazione eucaristica; potrà avere un ruolo anche nelle diverse forme liturgiche di celebrazione della Parola, della liturgia delle Ore e nelle iniziative di (primo) annuncio. Prepara l’assemblea ad ascoltare e i lettori a proclamare i brani biblici, anima momenti di preghiera e di meditazione (lectio divina) sui testi biblici, accompagna i fedeli e quanti sono in ricerca all’incontro vivo con la Parola.
  • Accolito: è colui che serve all’altare, coordina il servizio della distribuzione della Comunione nella e fuori della celebrazione dell’Eucaristia, in particolare alle persone impedite a partecipare fisicamente alla celebrazione. Anima inoltre l’adorazione e le diverse forme del culto eucaristico.
  • Catechista: cura l’iniziazione cristiana di bambini e adulti, e accompagna quanti hanno già ricevuto i sacramenti nella crescita di fede. Può coordinare, animare e formare altre figure ministeriali laicali all’interno della parrocchia, in particolare quelle impegnate nella catechesi e nelle altre forme di evangelizzazione e cura pastorale.
    La CEI ha scelto di conferire il “ministero istituito” del/la Catechista a una o più figure di coordinamento dei catechisti dell’iniziazione cristiana dei ragazzi e a coloro che in modo più specifico svolgono il servizio dell’annuncio nel catecumenato degli adulti. Secondo la decisione prudente del Vescovo e le scelte pastorali della Diocesi, il/la Catechista può anche essere, sotto la moderazione del parroco, un referente di piccole comunità (senza la presenza stabile del presbitero) e può guidare, in mancanza di diaconi e in collaborazione con Lettori e Accoliti istituiti, le celebrazioni domenicali in assenza del presbitero e in attesa dell’Eucaristia.

I candidati ai “ministeri istituiti” possono essere uomini e donne: devono avere almeno 25 anni ed essere persone di profonda fede, formati alla Parola di Dio, umanamente maturi, partecipi alla vita della comunità cristiana, capaci di instaurare relazioni fraterne e di comunicare la fede sia con l’esempio che con la parola.
Saranno istituiti dal Vescovo dopo un tempo di formazione (almeno un anno) da parte di una équipe di esperti. I percorsi formativi, stabiliti dai Vescovi, avranno l’obiettivo di aiutare nel discernimento sull’idoneità intellettuale, spirituale e relazionale; perfezionare la formazione in vista del servizio specifico; consentire un aggiornamento biblico, teologico e pastorale continuo. I percorsi formativi possono essere svolti con il supporto di istituzioni accademiche come gli Istituti di Teologia e di Scienze Religiose.
Al termine della fase di discernimento vocazionale e di formazione, i candidati saranno istituiti con il rito liturgico previsto dal Pontificale Romano. Il mandato verrà conferito per un primo periodo di cinque anni, rinnovabile previa verifica del Vescovo che, insieme ad un’équipe preposta a questo, valuterà il cambiamento delle condizioni di vita del ministro istituito e le esigenze ecclesiali in continuo mutamento. (Fonte: sito ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana)

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