Archivi della categoria: News

Giornata per la Vita 2023 – Veglia di Preghiera

SABATO 4 FEBBRAIO 2023 ORE 19:00 - CATTEDRALE DI MELFI

SABATO 4 FEBBRAIO 2023 SI TERRA’ LA VEGLIA DI PREGHIERA PER LA GIORNATA PER LA VITA PRESIEDUTA DAL NOSTRO VESCOVO MONS. CIRO FANELLI.
L’APPUNTAMENTO E’ ALLE ORE 19.00 PRESSO LA CATTEDRALE DI MELFI.

domeniche sinodali

Cantiere della cittadinanza

Domenica 29 gennaio si darà avvio alle domeniche sinodali. Questa prima domenica vedrà gli uffici di curia impegnati nel “Cantiere della Cittadinanza”.

I destinatari dell’invito sono: Associazioni del terzo settore, giornalisti, Amministratori e coloro che vivono l’ambito sanitario.

L’ascolto avverrà nelle Zone Pastorali dalle 18:00 alle 20:00

Luoghi dell’Ascolto:

  • Venosa – Parrocchia Immacolata, Sala Maria Ausiliatrice
  • Rionero – Bocciodromo Comunale
  • Lavello – Teatro San Mauro
  • Ruvo del Monte – Sala Consiliare
  • Melfi – Università Popolare

settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Mercoledì 18 gennaio 2023 - ore 18:00 Cattedrale di Melfi

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia”  è il tema della Settima di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2023 che la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa celebrerà in comunione con la Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Barile, la Chiesa Rumena Ortodossa di Basilicata, la Chiesa Valdese Metodista di Rapolla e Venosa attraverso un incontro di preghiera ecumenica nella Cattedrale di Melfi Mercoledì 18 gennaio 2023 alle ore 18:00

Lavoratori migranti: richiesta l’attuazione della L. R. n. 13/2016

Ufficio Caritas, Ufficio Ufficio Pastorale Sociale e Legalità e Libera uniti nel firmare la richiesta al Presidente della Regione

Trasmissione via PEC

Al Sig. Presidente della Regione Basilicata

Al Sig. Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata

Ai Sig.ri Consiglieri Regionali di Basilicata

E p.c.

A S.E. Prefetto di Potenza

Agli Organi di stampa

Potenza-Melfi-Rionero in Vulture, lì 11 gennaio 2023

 

Oggetto: richiesta di attuazione della L. R. n. 13/2016

 

Avendo superato da pochi giorni l’anno 2022, al termine del quale, come di solito accade, ci si è soffermati nel condurre una sorta di rendiconto delle attività svolte nell’anno che andava a finire, prima di approcciare agli intendimenti per il nuovo anno, non possiamo fare a meno di constatare che, ancora una volta, nonostante le numerose sollecitazioni, rimane inascoltata la promozione di un cambio di passo nella gestione dei lavoratori migranti.

Si resta saldamente ancorati, purtroppo, a una dimensione emergenziale del fenomeno, tanto che nella scorsa estate si è giunti all’apertura nell’area dell’Alto Bradano dell’unico centro di accoglienza intorno alla metà del mese di agosto, praticamente a campagna di raccolta agricola abbondantemente inoltrata. Si perpetua l’improvvisazione dell’accoglienza all’interno di un centro che, nonostante le criticità strutturali e l’inadeguatezza a svolgere la funzione che gli viene attribuita, resiste da anni nella velleitaria strategia regionale, per ora solo approssimata, ma mai effettivamente programmata, unicamente nell’intento di porre rimedio in maniera sbrigativa al “necessario” sopraggiungere di lavoratori extra UE, ancorché alcuni perdurino nel percepirlo come “indesiderato”.

Si tratta di persone capaci di grandi sacrifici, che raggiungono le nostre terre per portare a compimento quell’attività produttiva che imprenditori agricoli locali programmano annualmente per trarne profitto, sollevandosi dall’onere sociale di interessarsi e di curare la condizione di persistente e di sistematica indegnità umana che connota l’esistenza dei propri lavoratori e senza che l’Ente pubblico regionale, che pure si era vincolato al rispetto di una misura legislativa nel 2016, riesca a concepire, dopo alcune decine di anni, l’urgenza di mettere riparo strutturalmente al degradante panorama umano che ogni anno si replica nei campi e nei casolari abbandonati. Da troppo tempo essi sono divenuti indecente dimora di coloro che offrono molto di più del loro lavoro, per far progredire l’economia territoriale delle aree interessate e per soddisfare i nostri bisogni alimentari.

L’Associazione e gli Uffici diocesani scriventi ne parlano in tempi non sospetti e temporalmente lontani da quelli in cui, sono costretti a ipotizzare, si replicherà anche per quest’anno il temuto “natale” estivo degli invisibili o, per usare un’espressione cara ad Hanna Arendt, degli esseri umani superflui.

Non si intende decretare l’attribuzione di una siffatta qualifica a esseri che appartengono alla nostra medesima famiglia e si deplora ogni comportamento politico e amministrativo orientato a procrastinare, nei fatti, lo svilimento di questa umanità ferita, pur quando esiste una legge regionale che da anni avrebbe, in potenza, la possibilità di portare nell’alveo della programmazione tutto ciò che oggi viene gestito in maniera emergenziale, se non raffazzonata, nell’assenza di procedure che assicurino la trasparenza, il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione.

Ogni anno, infatti, si rincorrono fondi per assicurare un minimo di copertura a quei servizi considerati indispensabili per l’accoglienza in parola, evidenziando, al contempo, la trascuratezza nel far assurgere a “sistema regolato” il fenomeno, preferendo adottare atteggiamenti sbrigativi e esenti da opportuna regolazione nell’affrontare la spesa, che pure assume di anno in anno importi molto significativi, che ci spingiamo a stimare, solo per il centro di Palazzo San Gervasio, raggiungano annualmente somme intorno ai 250-300 mila euro. In soli dieci anni, ipotizziamo si siano spesi tra i 2 e i 3 milioni di euro per lasciare le cose così come sono e nonostante l’esistenza della legge regionale n. 13/2016 imporrebbe alla Regione Basilicata di avviare percorsi programmatici e condivisi per la fuoriuscita del fenomeno dalla condizione di approssimazione a cui annualmente assistiamo.

In questo desolante panorama i firmatari non possono che dar merito a tutte quelle forme associative che assicurano, senza clamore e con gratuità, sostegno a questi lavoratori, che nell’Alto Bradano solo per un terzo circa ricevono assistenza pseudo-organizzata dagli organi pubblici, ma che almeno per i due terzi si trascinano in una conduzione di vita che va oltre l’immaginabile, occupando nella calura estiva casolari diroccati, privi di energia elettrica e di acqua, collocati  in prossimità degli agri che sono chiamati a “portare a reddito”.

È innegabile, stiamo vivendo da alcuni anni andamenti socio-economici problematici e sfavorevoli, che espongono una parte sempre maggiore della popolazione alla marginalità e al degrado, ma si ritiene che questo non esima le associazioni scriventi e l’istituzione pubblica dal preservare sempre e in ogni caso la tutela della dignità e dell’integrità di ogni persona, quale che sia la sua appartenenza etnica, religiosa, linguistica, specie quando essa assume legalmente e regolarmente la figura contrattualizzata di lavoratore.

Indugiare nel lassismo amministrativo e perseverare nell’irragionevole provvisorietà espone l’intera comunità regionale a ritenere che non vi siano opportunità per ridare dignità al lavoro e alla condizione personale di questi membri della famiglia umana, che forse qualcuno preferisce solo limitarsi a considerare derelitti, nonostante siano stati approntati strumenti legislativi per porre rimedio a questa sofferenza.

Si coglie l’occasione per rammentare che anche le soluzioni strutturali sinora ipotizzate, che sarebbero da realizzare in quel di Boreano e di Gaudiano, sono ben lungi dall’essere avviate e, in termini ottimistici, al loro completamento si potrebbe giungere nel giro di almeno un quinquennio, senza che risultino affatto sufficienti, in ogni caso, a mettere in sicurezza gli ospiti stagionali, che solo per un terzo potrebbero trovarvi accoglienza. Lo stesso numero all’incirca di quelli che oggi vengono ospitati nell’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio, che ci auguriamo venga dismesso il prima possibile per la sua evidente inadeguatezza.

I temi posti all’ordine della presente istanza sono stati già tutti trattati nel corso di un apposito Tavolo di confronto insediatosi presso la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa il 22 novembre 2022, costituito dall’Associazione e dagli Uffici diocesani firmatari, oltre che dalle Istituzioni pubbliche e territoriali invitate e presenti, i cui lavori hanno fatto registrare un’ampia convergenza sull’urgenza di dare avvio all’attuazione delle Legge regionale di cui all’oggetto.

Non s’intende avventurarsi, in questa fase, in confronti e discussioni sulla questione migratoria intesa in senso generale, che pure aprirebbe a necessarie considerazioni di ordine umano e ideale, senza che rappresenti, al momento, il terreno sul quale gli scriventi vogliano muovere il proprio intervento.

Per ora basta che venga offerta la massima disponibilità e la massima collaborazione per fare in modo che, tra sei mesi, non si ripetano le solite improvvisazioni e che, soprattutto, si avverta la sensibilità istituzionale nel dar seguito alla Legge Regionale n. 13/2016, per cominciare a muovere celermente i primi passi, al fine di affermare la supremazia della saldezza della norma piuttosto che la estemporaneità dell’emergenza.

Distinti saluti

 

      LIBERA APS                                                            Ufficio Caritas

      Coordinamento Regionale di Basilicata                           Ufficio Pastorale Sociale e Legalità

         Presidio del Vulture – Alto Bradano                                    (Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa)

 


Credere da Dio… – Don Alberto Ravagnani incontra i giovani della Diocesi

Mercoledì 11 gennaio ore 17.30 a Rionero Auditorium Centro Sociale

CREDERE DA DIO!
Mercoledì 11 gennaio ore 17.30 a Rionero Auditorium Centro Sociale

Quanto è difficile credere? Ma quanto è bello ed appagante credere? È possibile oggi, in questo nostro mondo, credere per degli adolescenti e dei giovani?
Vorremmo trovare delle risposte chiare a queste domande, ma non è sempre possibile!
Tuttavia è importante continuare a porsi le domande!
Ed è quello che faremo mercoledì 11 gennaio alle ore 17.30 a Rionero presso l’Auditorium del Centro sociale: con i nostri giovani ascoltaremo l’esperienza di convinto educatore di don Alberto Ravagnani, giovane sacerdote della Diocesi di Milano ed esperto nella comunicazione e nell’uso dei linguaggi social. Il confronto tra esperienze diverse ed appassionate di servizio ai giovani possa diventare per tutti occasione di crescita!

Mercoledì 11 gennaio ore 17:30 , Auditorium Centro Sociale - Rionero in Vulture

CREDERE DA DIO…

Incontro Testimonianza con don Alberto Ravagnani

La Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa si raccoglie nella preghiera di suffragio per la morte del Papa emerito Benedetto XVI

La Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa si raccoglie nella preghiera di suffragio per la morte del Papa emerito Benedetto XVI.

Il nostro Vescovo, S.E. Mons. Ciro Fanelli, invita tutte le comunità parrocchiali a rendere grazie al Signore per il ministero di Benedetto XVI e la sua testimonianza, ricordandolo nelle celebrazioni dei prossimi giorni.

Il nostro Vescovo celebrerà l’Eucaristia in suffragio di Benedetto XVI domani, 1 gennaio, alle 11.00 nella Concattedrale di Venosa e alle ore 18:00 nella  Cattedrale di Melfi.

MESSAGGIO IN OCCASIONE DELLA MORTE DEL PAPA EMERITO BENEDETTO XVI

Pubblichiamo di seguito il Messaggio della Presidenza della CEI per la morte del Papa emerito Benedetto XVI. Nel testo vengono riportate anche alcune indicazioni liturgiche.


La Chiesa in Italia esprime profondo cordoglio per la morte del Papa emerito Benedetto XVI. Ritornano le parole della “declaratio” del 11 febbraio 2013, quando rinunciò al ministero petrino: «Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio». Anche nel momento della debolezza umana, ha dimostrato la forza che viene dalla fede in Cristo (2Cor 12,10) e l’importanza di una relazione profonda che nasce dalla preghiera nello Spirito (Gd 20).
In queste ore risuona nel cuore di ciascuno di noi il suo invito a «sentire la gioia di essere cristiano, perché Dio ci ama e attende che anche noi lo amiamo». La sua vita fondata sull’amore è stata un riflesso della sua relazione con Dio e, nell’ultimo tratto della sua esistenza, ha reso visibile questa relazione con il Signore, custodendo il silenzio.
Ringraziamo il Signore per il dono della sua vita e del suo servizio alla Chiesa: testimonianza esemplare di quella ricerca incessante del volto del Signore (Sal 27,8), che oggi può finalmente contemplare faccia a faccia (1Cor 13,12).
La Chiesa in Italia, in particolare, gli è riconoscente per l’impulso dato alla nuova evangelizzazione: ricordiamo l’esortazione, rivolta in occasione del Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona, a portare «con rinnovato slancio a questa amata Nazione, e in ogni angolo della terra, la gioiosa testimonianza di Gesù risorto, speranza dell’Italia e del mondo».
In questo momento, facciamo nostra la sua preghiera alla Vergine di Loreto, a cui affidiamo la sua anima: «Proteggi il nostro Paese, perché rimanga un Paese credente; perché la fede ci doni l’amore e la speranza che ci indica la strada dall’oggi verso il domani. Tu, Madre buona, soccorrici nella vita e nell’ora della morte».
Invitiamo le comunità locali a riunirsi in preghiera e a celebrare la messa in suffragio del Papa emerito Benedetto XVI. È opportuno utilizzare uno dei formulari proposti dal Messale Romano per le Messe dei defunti «Per il Papa» (pp. 976-977). Nei testi si dovrà aggiungere la dicitura «il Papa emerito Benedetto XVI». Precisiamo, inoltre, che nella colletta dello schema B e nell’orazione sulle offerte dello schema A si dovrà dire «il tuo servo, il Papa emerito Benedetto XVI».

 

La Presidenza
della Conferenza Episcopale Italiana

Fonte: sito Conferenza Episcopale Italiana