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OMELIA DEL VESCOVO IN OCCASIONE DELLA MESSA CRISMALE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

OMELIA DEL VESCOVO IN OCCASIONE DELLA MESSA CRISMALE

Basilica Cattedrale di Melfi Mercoledì Santo, 1° aprile 2026

 

Carissimi fratelli e sorelle, pace e gioia,
un saluto cordiale nel Signore a S.E. Mons. Rocco Talucci, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate, ai seminaristi e a voi tutti, fratelli e sorelle. Sentiamo nella comunione sacramentale vicini anche i confratelli che, per ministero o per impedimenti, non possono essere fisicamente presenti. Assicuriamo una particolare preghiera per il seminarista Donato Grimolizzi, che oggi sarà ammesso all’ordine del diaconato e del presbiterato, per il diacono don Saverio De Rosa, che sabato “in albis”, 11 aprile, sarà ordinato presbitero, e per il seminarista Luca Vietri, che il prossimo 25 aprile riceverà il ministero dell’accolitato.

1. Questa assemblea radunata nel nome della SS. Trinità manifesta l’unità e la molteplicità delle vocazioni nella nostra Chiesa diocesana (LG 4). La Messa Crismale, epifania della chiesa locale, pone un accento speciale sul sacerdozio ministeriale – i presbiteri rinnovano le promesse sacerdotali davanti al vescovo – senza però oscurare le altre vocazioni che trovano la loro sorgente nel battesimo. La Chiesa cresce nella complementarità dei doni e nel contributo di ciascuno e si rafforza nella misura in cui si cammina insieme. Nel vivere insieme questa carità di Cristo, insieme scopriremo la bellezza della Chiesa che noi amiamo (LG 8). Ci sentiremo uniti dal comune vincolo di carità, che è lo Spirito di Cristo, e saremo sempre più sua Chiesa inviata nel mondo perché ogni uomo sia sciolto dai vincoli del male e sia salvo.

2. Il Sinodo, che con l’aiuto di Dio inizieremo a breve, è strettamente legato a questa santa liturgia che ci immette nel solenne triduo pasquale centro di tutto l’anno liturgico: l’11 ottobre daremo liturgicamente inizio al nostro cammino sinodale. E’ un evento di grazia; è ciò che il Signore si attende dalla nostra Diocesi dopo l’esperienza della Visita Pastorale (cfr. Francesco, Discorso in occasione della Commemorazione del 50.mo anniversario dell’Istituzione del Sinodo dei Vescovi, 17 ottobre 2015). Prima di entrare formalmente nel Sinodo, ricordiamo con gratitudine il cammino della nostra diocesi, dalla stagione post-conciliare fino ad oggi con i Vescovi e i presbiteri che hanno assicurato la premurosa cura del Cristo Buon Pastore. Il prossimo Sinodo è il primo dopo il Concilio Vaticano. Per questa ragione esso è chiamato ad essere un kairos, un tempo di rigenerazione e di rinnovato slancio missionario, per “ridire” il Vangelo in modo credibile nel nostro contesto (cfr. CEI, Lievito di pace e di speranza, Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, 25 ottobre 2025).
3. La Chiesa italiana durante il cammino sinodale, voluto da Papa Francesco, ha indicato tre fasi — narrativa, sapienziale e profetica — che nelle zone pastorali e nelle nostre parrocchie abbiamo vissuto attraverso la costituzione degli organismi di partecipazione e la realizzazione della Visita Pastorale (cfr. CIC 469-494) . Oggi la liturgia ci conferma nella consapevolezza che al centro di ogni autentico cammino ecclesiale e di tutte le strategie pastorali deve esserci l’incontro personale con il signore gesù (cfr. Leone XIV, Discorso ai vescovi della conferenza episcopale italiana, 17 giugno 2026): non si tratta di programmare attività, ma di ritrovare la capacità di lasciarci incontrare da Gesù che – come fece con i due discepoli di Emmaus e attraverso il diacono Filippo con il funzionario della Regina di Candace – precede e prepara la strada.

4. Un segno importante, che è scaturito dalla Visita Pastorale e che intendiamo realizzare anche con la grazia che scaturisce da questa santa liturgia, è la costituzione in Diocesi delle comunità pastorali (cfr. Lettere alle parrocchie dopo la visita pastorale “Sto alla porta e busso” 2023-2025, Melfi 5 ottobre 2025). Tutto questo, insieme al processo di ascolto e di discernimento del Sinodo, richiederà da parte di tutti un grande impegno e non poche fatiche. Per questa ragione rivolgo un grazie particolare a don Angelo Grieco, che ha accolto l’incarico di accompagnare il Sinodo quale Vicario episcopale. Egli con le sue competenze e la sua esperienza pastorale saprà guidare con sapienza il cammino diocesano.

5. La messa crismale ci ricorda che per essere strumenti docili dello Spirito serve rafforzare tra noi i vincoli di comunione, affinché la responsabilità pastorale sia espressione di tutte le realtà presenti in diocesi, di ogni carisma e di tutte le vocazioni (LG 7).
La comunione è la via maestra per progredire nel cammino ecclesiale: comunione con il vescovo, tra i presbiteri e con il popolo santo di Dio. Essa si concretizza nella stima reciproca, segno eloquente dei frutti della vita nuova secondo lo Spirito (Gal 5,22-23). Solo così il nostro ministero sarà credibile e fecondo. La Chiesa è comunione. Senza la concreta e visibile espressione di questa comunione, il suo volto è oscurato, l’azione di Dio, in essa, rallentata e resa poco visibile, talvolta irreperibile. Questa realtà comunionale deve quindi esprimersi materialmente in gesti e parole di speranza, in un’azione congiunta di fede e vita. Tuttavia, non possiamo dimenticare che la comunione e l’azione di una carità, che la rende vera, sono frutto della “comune-unione” con Cristo: è Lui che ci rende coesi! È Lui che permette di dire con convinzione: in Te tutto possiamo! Non basta la nostra buona volontà, è il Signore che unisce i cuori e chiede la vera disponibilità a fare quello “che ci dirà”.

6. Impegniamoci, dunque, come ci ha esortato a fare Papa Leone XIV, a porre Cristo al centro, a riaffermare il kerygma e a trovare linguaggi e strumenti capaci di raggiungere chi è lontano. La Chiesa è chiamata a essere “artigiana di pace”, a promuovere mediazione nei conflitti, iniziative di accoglienza e percorsi di non-violenza. In un tempo segnato da grandi tensioni, da profonde crisi sociali e da epocali innovazioni tecnologiche e culturali, difendiamo la dignità della persona: la fede deve rimanere incarnata, attenta alle fragilità e alla relazione umana. Coltiviamo sempre la cultura del dialogo, l’ascolto intergenerazionale e la cura delle relazioni.

7. Prepariamo, fratelli e sorelle, il Sinodo con una semplicità e letizia: il suo esito è dono della grazia divina, ma anche frutto del nostro impegno. Preghiamo per il buon esito del Sinodo. Non cerchiamo forme appariscenti, ma scelte genuine che aiutino la comunità a rinascere nella testimonianza e nel servizio.
Con gratitudine ricordiamo la recente consacrazione di Giusy Apuzzo nell’ordo virginum e affidiamo, come dicevo, alla Vergine Maria, madre della Chiesa, i nuovi ministeri che si stanno per conferire: il presbiterato di don Saverio (11 aprile) e l’accolitato del seminarista Luca (25 aprile).
Consegno questi coraggiosi giovani, nostri figli e fratelli nella fede, alla preghiera di tutti, in particolare vi consegno Donato, il più giovane, che oggi compie il primo passo nel suo cammino verso il presbiterato.

La Vergine Madre accompagni in modo speciali tutti i nostri sacerdoti, soprattutto gli anziani e gli ammalati, dia loro consolazione e speranza e, con la sua materna intercessione, ci renda una Chiesa coraggiosa, creativa e misericordiosa, sempre unita a Cristo nella preghiera e nell’azione. Amen.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 



Lettera del Vescovo per la Messa Crismale

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

Carissimi fratelli presbiteri,
diaconi, persone consacrate, seminaristi,
fratelli e sorelle in Cristo,
siamo prossimi alla Settimana Santa e, con animo riconoscente per il cammino quaresimale che abbiamo condiviso, vi rivolgo il mio fraterno invito a partecipare alla MESSA CRISMALE che celebreremo in CATTEDRALE A MELFI MERCOLEDÌ SANTO, 1° APRILE 2026, ALLE ORE 17:30.

La Messa crismale si configura come una luminosa epifania della Chiesa locale: radunati attorno al Vescovo — segno visibile dell’unità ecclesiale — manifestiamo la duplice dimensione del sacerdozio cristiano, comune e ministeriale. Nella benedizione del sacro Crisma e degli olii si rivela il cuore sacramentale di ogni vocazione nella Chiesa: il Crisma, segno tangibile della presenza dello Spirito che consacra e fa partecipare all’unico ed eterno sacerdozio di Cristo, sigilla e rende operante la chiamata battesimale; gli oli dei catecumeni e degli infermi, rispettivamente, accompagnano il dinamismo dell’iniziazione cristiana e la partecipazione redentrice della sofferenza nella comunione pasquale del Salvatore. In questo rito si dà così forma visibile alla Chiesa in quanto sacramento universale della salvezza, strumento in cui Cristo continua a santificare il mondo.

Il nome stesso di Cristo, “il Consacrato”, orienta la nostra contemplazione e la nostra lode: ogni ministero e ogni vocazione trova la sua ragione ultima nell’unzione di Colui che è il Servo sofferente. La Messa crismale ci richiama a rinnovare la nostra partecipazione al mistero pasquale: sacerdoti, diaconi e tutto il popolo fedele sono insieme inviati alla missione, rinnovati nell’unzione e nella carità.

Quest’anno la Divina Misericordia si è manifestata per la nostra diocesi con segni particolarmente eloquenti. Oggi, 25 marzo, solennità dell’annunciazione del Signore, gioiamo per la consacrazione nell’Ordo Virginum di GIUSY APUZZO: essa è una radiosa testimonianza di consacrazione sponsale al Signore, che arricchisce la vita ecclesiale con la sua specifica fecondità evangelica. Con altrettanta speranza attendiamo l’11 aprile l’ordinazione sacerdotale di don SAVERIO DE ROSA, dono prezioso per il ministero nella nostra Chiesa: preghiamo che il don Saverio sappia conformare la propria vita all’esempio del Buon Pastore e servire con umiltà e fedeltà il popolo di Dio. Il 25 aprile, invece, il seminarista LUCA VIETRI riceverà il ministero dell’accolitato.

Per tutti questi motivi la Messa crismale non è mai una celebrazione di pochi, ma dell’intero popolo santo di Dio: consacrati e consacrate, presbiteri e diaconi, seminaristi, lettori, catechisti, ministri straordinari della Comunione, responsabili di associazioni e movimenti, membri dei Consigli pastorali, operatori della carità, famiglie e singoli fedeli — tutti sono chiamati a partecipare, offrendo con la loro presenza un segno eloquente di unità, corresponsabilità e comunione missionaria.

Conscio degli impegni e delle difficoltà del tempo, vi chiedo tuttavia uno sforzo fraterno: partecipare a questa celebrazione anche a costo di qualche rinuncia pratica sarà espressione tangibile di amore per la Chiesa e per stringerci con gratitudine ai nostri sacerdoti. A chi non potrà intervenire fisicamente, affido il compito di unirsi spiritualmente alla preghiera e di farsi testimone, nei propri ambiti, della misericordia e della speranza cristiana. Vi attendo, quindi, in Cattedrale a Melfi mercoledì santo, 1° aprile alle ore 17:30: venite come popolo sacerdotale che celebra il dono dell’unzione e si lascia rinnovare per servire, con rinnovata fede e abbandono alla volontà di Dio, il Signore e i fratelli.

Affido l’intera diocesi alla materna protezione di Maria, Madre della Chiesa, e invoco su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie la benedizione Signore, nostra unica speranza.

Melfi, 25 marzo 2026 – Solennità dell’Annunciazione del Signore.
Con affetto in Cristo.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 


Auguri di buon compleanno a Padre Gianfranco Todisco

Auguri di buon compleanno a Padre Gianfranco Todisco, vescovo emerito di Melfi-Rapolla-Venosa

La nostra diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa oggi, nell’80° compleanno, si stringe attorno a Padre Gianfranco Todisco, vescovo emerito, con affetto filiale e stima ecclesiale, grati per la Sua testimonianza di fede.
Da parte mia, dei presbiteri, dei diaconi, dei religiosi e dei fedeli l’augurio di ogni bene nel Signore.

Melfi, 23 marzo 2026

+ Ciro Fanelli
Vescovo

Padre Gianfranco Todisco

La preghiera in coppia – Il dono di cercare Dio insieme, ogni giorno

La preghiera in coppia

Il dono di cercare Dio insieme, ogni giorno

21 marzo 2026 – Chiesa di S. Gerardo Rionero

Il Centro Pastorale per la Famiglia “Mons. Vincenzo Cozzi” organizza una Giornata di Spiritualità per coppie che si terrà sabato 21 marzo a Rionero, presso la Chiesa di San Gerardo.
Sarà un tempo prezioso per fermarsi, ascoltarsi, ritrovarsi, condividere la fede e riscoprire la bellezza del cammino in coppia.
L’incontro sarà guidato dal nostro Vescovo, che accompagnerà la giornata e guiderà anche un laboratorio appositamente pensato per le coppie, un momento dedicato al dialogo, alla riflessione e alla crescita nel cammino di coppia.

Incontro diocesano dei FIDANZATI con il VESCOVO

La GIOIA di amarSI per SEMPRE

Incontro diocesano dei FIDANZATI con il VESCOVO

Domenica 15 marzo 2026 ore 16:00 – Santuario SS. Trinità Venosa

“La preparazione al matrimonio e alla famiglia, è per molti occasione di contatto con la comunità cristiana dopo anni di lontananza.
Deve diventare un percorso di ripresa della fede, per far conoscere Dio, sorgente e garanzia dell’amore umano, la rivelazione del suo Figlio, misura d’ogni vero amore, la comunità dei suoi discepoli, in cui Parola e Sacramenti sostengono il cammino spesso precario dell’amore.
Grande attenzione va dedicata a contenuti e metodo, per favorire accoglienza, relazioni, confronto, accompagnamento. Il cammino di preparazione deve trovare continuità, con forme diverse, almeno nei primi anni di matrimonio.”
Dal documento dei Vescovi italiani “Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia”
(maggio 2004), n. 9

Incontro diocesano del Vescovo con i fidanzati

La parola N. 10 marzo 2026

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L’articolo del Vescovo

I frutti della Visita Pastorale

Tempo intenso di ascolto, preghiera e confronto

Con gioia e profonda riconoscenza desidero condividere con voi i frutti della visita pastorale che ho avuto la grazia di compiere nelle 33 parrocchie della nostra Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, dall’ottobre 2023 all’ottobre 2025. È stato un tempo intenso di ascolto, preghiera e confronto, che ha rivelato volti, speranze e ferite della nostra gente, ma soprattutto la presenza viva del Signore che, come abbiamo meditato insieme, «sta alla porta e bussa».

Un grazie grande e sentito ai parroci e a tutto il clero per l’accoglienza fraterna e per il servizio quotidiano che rendono nelle comunità. La vostra disponibilità e il vostro amore per il popolo di Dio sono stati la prima e più bella testimonianza del Vangelo. Ringrazio inoltre i consacrati, i diaconi, i catechisti, i religiosi, i membri dei consigli parrocchiali, i volontari e tutte le famiglie che si sono impegnate nell’accogliere questa visita: la vostra partecipazione ha reso possibile un dialogo sincero e fecondo.

La parola che ha guidato il cammino della visita — «Sto alla porta e busso» — ci ha aiutato a vivere il discernimento come apertura: riconoscere che il Signore viene, chiede di entrare nelle nostre case, nei nostri cuori e nelle nostre comunità. Ho trovato in molti luoghi semi buoni seminati dallo Spirito: esperienze di fede autentica, iniziative caritative, poveri sostenuti, giovani desiderosi di senso, gruppi che si impegnano nella liturgia e nell’annuncio. Al contempo sono emerse fragilità e sfide: arretratezza economica e sociale, solitudine degli anziani, difficoltà delle famiglie, povertà educativa, precarietà lavorativa, il rischio della marginalizzazione dei giovani, e una crescente complessità culturale segnata anche dalle tecnologie digitali e dai cambiamenti geopolitici.

Nel mio discernimento, sostenuto da un ampio supporto ecclesiale, ho ritenuto necessario convocare il Sinodo diocesano. Credo che il tempo maturato con la Visita Pastorale abbia seminato molte cose: ora è il momento di far germogliare quei semi attraverso un cammino sinodale che aiuti la Chiesa locale a ridire il Vangelo, a rifare comunità e a ridare speranza alla nostra gente e alla nostra società. Il Sinodo non è un evento amministrativo, ma un itinerario di ascolto e di conversione, aperto a tutti i battezzati: sacerdoti, consacrati, diaconi, laici, famiglie e giovani.

I temi che il Sinodo dovrà affrontare riguarderanno in particolare:

  • la formazione cristiana e la cura delle vocazioni;
  • il rinnovamento delle comunità parrocchiali e la corresponsabilità laicale;
  • l’attenzione preferenziale ai poveri e alle fragilità sociali;
  • la pastorale giovanile e familiare;
  • l’uso etico e prudente delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale;
  • l’impegno per la pace e la solidarietà in un tempo segnato da conflitti.

Viviamo un’epoca di grandi sfide che richiedono di essere lette alla luce della fede e della fedeltà all’umano. È necessario farsi prossimi, evangelicamente, alle fragilità del nostro territorio, vigilando sulle implicazioni morali e sociali della tecnologia e impegnandoci per la riconciliazione là dove i conflitti feriscono la dignità umana. Solo così potremo contribuire, come Chiesa, alla costruzione di un mondo più fraterno e solidale. Vi invito a pregare con me e per il Sinodo: perché lo Spirito Santo guidi tutti noi, illumini le coscienze e renda fecondo il nostro impegno. Invito le comunità a partecipare con creatività e responsabilità a questo cammino sinodale, perché la Chiesa non è soltanto una struttura, ma il popolo santo che cammina insieme verso il Regno. Con gratitudine e affetto pastorale, affido la nostra diocesi all’intercessione della Vergine Maria e al cuore misericordioso di Cristo che bussa sempre per entrare.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

La parola N.10Indice La parola N.10

GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE

COMUNICATO

Carissimi,

il card. Zuppi in data odierna, accogliendo l’appello di Papa Leone, che ha chiesto di «fermare la spirale della
violenza prima che diventi una voragine irreparabile», ha promosso una Giornata di preghiera e digiuno per il prossimo venerdì 13 marzo 2026.

Rivolgo questo appello del Cardinale Presidente a tutte le parrocchie, ai religiosi e alle aggregazioni ecclesiali della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso.

La nostra diocesi, pertanto, accoglie l’invito della CEI impegnandosi a vivere la Giornata del 13 marzo come un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte.

Venerdì 13 marzo pregheremo tutti secondo le indicazioni della CEI perché «si apra presto un cammino di pace stabile e duratura» e perché «quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio».

Certo di una corale accoglienza di questo invito al digiuno e alla preghiera per la pace, Vi saluto cordialmente tutti nel Signore Gesù, nostra unica speranza.

Melfi, 5 marzo 2026

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 

 

LA QUARESIMA: TEMPO FAVOREVOLE PER CRESCERE NELL’AMORE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

LA QUARESIMA: TEMPO FAVOREVOLE PER CRESCERE NELL’AMORE

MESSAGGIO

 

Cari fratelli e sorelle della Diocesi,

  1. vi raggiungo con questo breve messaggio per la Quaresima, che vogliamo vivere insieme come tempo favorevole per crescere nell’amore. La Quaresima è un tempo spiritualmente molto ricco: essa è una vera scuola di conversione, che ci riconduce con la forza della Parola di Dio al cuore del mistero cristiano. Guidati dallo Spirito “nel deserto” (Lc 4,1), siamo chiamati – nella logica della beatitudine “beati i poveri” – ad imitare il Figlio di Dio che si è fatto povero per arricchirci (cfr. 2 Cor 8,9) In questo cammino la Chiesa, mediante la Parola e i Sacramenti, si fa “Madre” premurosa e misericordiosa indicando la preghiera, il digiuno e l’elemosina quali vie attraverso le quali la grazia trasforma i cuori e ricostruisce le relazioni fraterne.
  2. La povertà alla quale la Quaresima ci richiama è duplice: la povertà materiale è segno della fragilità umana e risultato delle ingiustizie sociali, e la povertà spirituale, invece, è la scelta libera e responsabile per servire i fratelli nel nome di Dio. Gesù stesso ha scelto la via della povertà per potersi identificare meglio con quella parte di umanità ferita dalle disuguaglianze e dai soprusi (Mt 25,40). Per questa ragione il cristiano di ogni tempo, attraverso l’opzione preferenziale per i poveri, comprende che questo stile di vita non è né un optional né una scelta politica, ma è il modo più autentico per incarnare il messaggio evangelico.
  3. La Quaresima è, dunque, tempo di conversione personale e comunitaria. A livello personale il digiuno quaresimale purifica dal peccato e libera dall’autoreferenzialità; a livello comunitario, invece, esso diventa un monito che ci invita a renderci conto di quanto le strutture di peccato, ovunque esse si annidino, siano in grado di generare emarginazione e disuguaglianza. La pratica del digiuno, pertanto, non è soltanto una questione materiale, ma essa – particolarmente oggi – va estesa, come insegna papa Leone XIV, anche al linguaggio umano. Il Signore, infatti, ci chiede di “digiunare” in particolar modo da quelle parole che feriscono, calunniano o escludono. Queste due dimensioni del digiuno hanno la forza di rigenerare la comunione ecclesiale e di rende credibile la testimonianza cristiana nel mondo. Oggi, in questo nostro tempo, lacerato da lotte e da discordie, una comunità che sa digiunare dalla violenza verbale è una comunità credibile e libera per amare; è una comunità in grado di avviare autentici processi sinodali. La carità nella vita del battezzato, alimentata dall’ascolto della Parola di Dio e dalla partecipazione attiva ai sacramenti, è sempre il frutto maturo dell’azione della grazia. Il cristiano, in quanto si nutre della Parola di Vita e del Corpo sacramentale di Cristo, è quotidianamente invitato a costruire attraverso piccole scelte di solidarietà la civiltà dell’amore.
  4. Il ricordo dei 950 anni della fondazione della Cattedrale di Melfi diventi per la nostra Diocesi segno profetico: come la comunità cristiana melfitana nel 1076 fu segno di una realtà ecclesiale creativa e coraggiosa, così oggi siamo chiamati a edificare una Chiesa che sappia dare speranza a tutti, in modo particolare ai giovani. “Memoria” e “missione” devono intrecciarsi: in questo modo riscoprire le radici di un popolo non si riduce ad un operazione nostalgica, ma riesce ad essere presenza propositiva che si fa carico delle sfide del presente e si protende con speranza verso il Per la nostra diocesi, che è in cammino verso la celebrazione del Sinodo diocesano, la Quaresima deve diventare tempo fruttuoso di esercizi di sinodalità, cioè di ascolto reciproco, discernimento condiviso e azione collegiale per camminare insieme. Chiedo alle comunità parrocchiali e alle realtà ecclesiali di promuovere, già in questa Quaresima, assemblee di ascolto, ovvero spazi di confronto generazionale e luoghi di progettazione di forme concrete di accompagnamento per i poveri e i giovani.
  5. La Quaresima, inoltre, ci ricorda che la Chiesa se desidera essere fedele al Vangelo non deve mai sottrarsi alla responsabilità civica: deve farsi voce presso le istituzioni per chiedere politiche che sappiano promuovere un lavoro dignitoso per tutti, che siano in grado di chiedere abitazioni per quelle famiglie che sono senza un tetto e che sappia garantire formazione culturale ed etica. Concludo questo messaggio con un appello paterno: viviamo questa Quaresima come un tempo vera conversione. Digiuniamo non soltanto dal cibo, ma anche dal linguaggio che divide; nutriti della Parola di Dio ascoltiamo con attenzione i poveri, giovani e le famiglie; pratichiamo opere concrete di solidarietà e giustizia; impegniamoci insieme, senza paura, a costruire relazioni fraterne e riconciliate. Solo così la nostra comunità diocesana potrà incamminarsi verso il Sinodo come comunità riconciliata, capace di essere segno credibile di speranza e di servizio.

Nel comune cammino sulle vie del Vangelo, mentre vi auguro che la luce del Risorto possa orientare i vostri passi, vi benedico di cuore nel Signore Gesù, nostra unica speranza.

Il vostro Vescovo

+ Ciro Fanelli