DIOCESI DI MELFI-RAPOLLA-VENOSA

UFFICIO PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
COMUNICATO
“Un cuor solo e un’anima sola”: annunciato il tema del Sinodo Diocesano 2026-2029
Si è svolta nel pomeriggio di domenica 14 giugno 2026, presso il Centro Pastorale San Gerardo di Rionero in Vulture, la tappa conclusiva del percorso di formazione unitaria previsto per la Chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa in vista del Sinodo Diocesano (2026-2029), guidato dall’equipe del Centro Studi Missione Emmaus. Si è trattato di un importante momento di comunione, condivisione e discernimento ecclesiale, che ha visto il coinvolgimento di oltre 50 facilitatori e di circa 300 partecipanti tra presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, membri degli Uffici di Curia, del Consiglio Pastorale Diocesano e dei Consigli Pastorali Parrocchiali, suddivisi in 35 tavoli laboratoriali. Durante l’incontro, in cui è stato presentato ufficialmente il logo del Sinodo Diocesano, è intervenuto don Angelo Grieco, Vicario episcopale per il Sinodo Diocesano, che ha sottolineato la necessità di attuare un effettivo discernimento-cambiamento comunitario, elencando le seguenti priorità: evangelizzazione, iniziazione cristiana, liturgia e testimonianza della carità. Ha poi indicato tre elementi indispensabili per far crescere e vivere la collaborazione e la comunione pastorale: una viva e feconda azione missionaria e pastorale; una fraterna, progettuale e strutturata collaborazione tra le parrocchie di un determinato territorio (unità pastorali); una maggiore corresponsabilità dei laici, attraverso l’individuazione e la valorizzazione di figure ministeriali. I lavori si sono conclusi con l’intervento del vescovo, mons. Ciro Fanelli, che ha annunciato all’intera assemblea diocesana il tema del Sinodo, tratto dagli Atti degli Apostoli: “Un cuor solo e un’anima sola” (At. 4,32). Il presule, inoltre, ha indicato tre atteggiamenti fondamentali per vivere questo particolare tempo di grazia, di discernimento e di conversione ecclesiale: “rinnovare e rinnovarsi, innovare, ascoltare tutti, in particolare i giovani”. Infine, auspicando che la misericordia diventi lo stile ordinario della Chiesa, ha affermato: “Non siamo chiamati a difendere il passato, ma a discernere il futuro che Dio apre davanti a noi”.





