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SOLENNE CONCELEBRAZIONE DI APERTURA DELLA VISITA PASTORALE – OMELIA DEL VESCOVO

 

 

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI–RAPOLLA-VENOSA

 

OMELIA
IN OCCASIONE DELL’APERTURA
DELLA VISITA PASTORALE

 

(Melfi – Basilica Cattedrale – 1° ottobre 2023)

 

 

Fratelli e sorelle,

Carissimi fratelli presbiteri,

Carissimi diaconi, religiosi e religiose, seminaristi,

Carissimi componenti dei Consigli Pastorali,

Carissimo fratello Antonio Piacentini, pastore della Chiesa evangelica della riconciliazione,

Illustrissime autorità,

pace e gioia a tutti voi!

 

  1. Oggi la nostra Chiesa locale sta vivendo un singolare “evento di grazia” che ci apre alla speranza e alla lode: l’apertura della Visita Pastorale, indetta lo scorso 7 dicembre in occasione della riapertura al culto di questa maestosa Basilica Cattedrale. Unitamente al collegio dei presbiteri, a cui va la mia stima e la mia gratitudine, ciò che mi spinge ad intraprendere questo “pellegrinaggio pastorale” è unicamente l’ansia di portare la gioia del Vangelo (EG 1) in tutti gli angoli della diocesi per sperimentare insieme la bellezza dell’incontro con il Signore Gesù (cfr. Lc 23, 13-53), che desidera ridare Speranza a tutti e ad ognuno.

 

  1. Il tema biblico scelto per questa Visita Pastorale è racchiuso nelle parole del libro dell’Apocalisse “Sto alla porta e busso” (Ap 3, 20). “E’ una citazione tratta dall’ultima delle sette Lettere alle Chiese con cui si apre l’Apocalisse: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Espressione di incomparabile densità, in cui diversi richiami dall’Antico Testamento (per esempio: Ct 5,2, Is 20,5) si uniscono a reminiscenze di alcune parole di Gesù (cf Gv 14,23; Lc 22,29-30) per indicare la certezza del venire di Gesù, il suo carattere misterioso, la trepidazione dell’attesa, la gioia dell’incontro imminente, la felicità alla quale esso darà luogo per sempre” (cfr. C.M. Martini, Sto alla porta, Lettera pastorale 1992). E’ il Signore Risorto, il “bel Pastore”, che pronuncia queste parole mentre sta dinanzi alle porte delle nostre comunità e dei nostri cuori con il desiderio di incontrarci e di far festa con noi.

 

  1. Verrò, dunque, tra voi quale segno del Signore Gesù, Pastore e Vescovo delle nostre anime, che si prende cura di tutti e di ognuno (cfr. Gv 10, 13); verrò in amicizia e in fraternità (cfr. Gv 15, 12-17) per condividere con voi il pane della Parola e dell’Eucaristia, nella certezza che la Chiesa nasce e rinasce dall’ascolto della Parola e dall’Eucaristia (cfr. LG 4 e SC 10)

Per rendere visibile questa duplice dimensione della Vista Pastorale, l’amicizia e la fraternità, abbiamo scelto un’icona, detta appunto dell’amicizia, che questa sera consegnerò a Mons. Ciro Guerra, in rappresentanza dei Con-visitatori – che ringrazio, unitamente alla Commissione preparatoria, per la preziosa collaborazione offerta, prima, nella preparazione e, poi, a partire da oggi, nell’attuazione della Visita Pastorale.

Questa “icona dell’amicizia” successivamente sarà consegnata a tutti i Segretari dei Consigli pastorali parrocchiali all’inizio della Visita nelle singole Zone pastorali.

E’ un’icona del VI secolo, che proviene dall’Egitto. Essa ci presenta il Cristo che mette la sua mano sulla spalla del suo amico-discepolo per camminare con lui, per accompagnarlo in ogni situazione della vita. Ognuno di noi deve riconoscersi in questo amico-discepolo del Cristo e non deve mai sentirsi solo nel cammino della vita, ma deve essere certo che da Lui è sempre accompagnato, amato e custodito.

 

  1. La Visita Pastorale è il tempo in cui, in questo orizzonte misericordioso, il Vescovo incontra – in modo più prolungato –  le singole comunità parrocchiali della diocesi per condividere con esse la vita di ogni giorno (cfr. EG 31). Attraverso la Visita il Vescovo è anche chiamato a mostrare la sua paternità spirituale, entrando con discrezione nelle situazioni più complesse delle comunità offrendo la luce del Vangelo e il balsamo della speranza cristiana (cfr. Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi, Apostolorum successores, 221-225).

Con la Visita Pastorale incontrerò anche la società civile in tutte le sue componenti: le amministrazioni comunali, le forze dell’ordine, le scuole, il carcere, gli ospedali, i luoghi di lavoro.

In attesa di poterei incontrare prossimamente nei singoli Comuni, sin da ora, insieme ai parroci saluto e ringrazio tutti i sindaci, il vice-presidente della Provincia di Potenza, per la vicinanza collaborativa e per la loro presenza questa sera in Cattedrale; insieme a loro ringrazio anche tutte e singole le altre autorità civili e militari di ogni ordine e grado che sono presenti.

 

  1. L’auspicio all’inizio di questa Visita pastorale è che essa possa portare abbondanti frutti di grazia. Questo tempo deve aiutarci a ravvivare la passione per il Regno di Dio, prendendo con più slancio l’iniziativa di “andare a lavorare nella vigna” (cfr. Mt 21,28-32; Giovanni Paolo II, Christifideles Laici, n. 2) del Signore e facendo nostri i sentimenti di Cristo Gesù, che è si è fatto servo per amore.

L’invito a “lavorare nella vigna” che è risuonato nel brano evangelico di questa liturgia domenicale (Mt 21,28-32) deve spronarci innanzitutto a diventare Chiesa che si  fa “compagna di strada”, “amica” e “sorella” di ogni uomo e di ogni donna che incontra sul proprio suo cammino (EG 24). Il tempo della Visita è anche tempo di “seminagione evangelica” affinché, quanto prima, si possano raccogliere nella nostra Chiesa locale abbondanti frutti di evangelicità, di missionarietà, di ecclesialità e di gratuità.

Il ricordare la natura e le finalità della Visita non significa caricare questo evento di eccessive attese, ma vuole essere semplicemente l’invito a chiedere nella preghiera al Signore di farci sperimentare una “rinnovata effusione dello Spirito Santo” (cfr. Paolo VI, Udienza generale, 29 novembre 1972) per ritrovare entusiasmo nell’azione pastorale, gioia nella testimonianza del Vangelo e abnegazione nel servizio della carità (EG 259-261).

 

  1. La Visita Pastorale si caratterizza anche come “pellegrinaggio”: pellegrinaggio del Vescovo nelle varie comunità parrocchiali e nei singoli comuni della Diocesi. Per questa ragione sarà un tempo “missionario” ed è bello che questo cammino prenda avvio proprio oggi all’inizio del mese missionario sotto la protezione della Beata Vergine del S. Rosario e di S. Teresa di Lisieux. Anche per questa ragione vogliamo sentire particolarmente vicini nell’affetto ecclesiale i nostri fratelli presbiteri “fidei donum”, che operano in Honduras e in Urugay, quelli impegnati attualmente in altre forme ministeriali fuori dalla Diocesi e soprattutto quelli impediti dall’età e dalla malattia: un particolare ricordo, che trasformiamo in preghiera, per don Vincenzo D’Amato.

 

  1. Vengo tra voi, in semplicità, con il Vangelo nel cuore (cfr. 1 Cor 1, 17-18; 9, 19-2)3, confidando che da esso insieme possiamo imparare il “metodo” per diventare, come ci chiede il Signore Gesù, “sale” che da sapore alla vita; “luce” che può rischiare le tenebre della sfiducia, del disimpegno, dell’indifferenza e della disunione (cfr. Mt 5, 13-16); “lievito” che può fermentare ogni realtà con i valori del Regno (cfr. Mt 13, 33). Sappiamo tutti che, oggi, non è facile essere testimoni di Gesù. Ogni giorno sperimentiamo quanto sia difficile e complesso comunicare il Vangelo in un mondo che cambia continuamente. Anche il nostro territorio risente della secolarizzazione e della scristianizzazione (Giovanni Paolo II, Christifideles laici, 4), i cui effetti purtroppo sono evidenti: la scarsa partecipazione alla vita ecclesiale, la riduzione delle vocazioni di speciale consacrazione, l’assenza dei giovani dalle nostre comunità, lo scarso senso di appartenenza ecclesiale.

 

  1. Da qui il grande assillo su come rinnovare le nostre parrocchie e la nostra pastorale per intercettare le domande dell’umanità di oggi ed essere ancora portatori della novità del Vangelo nel nostro tempo (cfr. EG 26-28). Sembra oramai improrogabile una ‘svolta’ del nostro consueto modo di intendere la pastorale: la Chiesa italiana –  accogliendo l’invito di Papa Francesco, in questo tempo sinodale –  sta interrogandosi su come rinnovare le strutture ecclesiali per renderle più missionarie. E’ evidente che è necessario un maggiore coordinamento, in modo da far emergere le radici profonde della vita ecclesiale, lo stile evangelico, le ragioni dell’impegno nel territorio, cioè gli atteggiamenti e le scelte che pongono la Chiesa a servizio della speranza di ogni uomo (cfr. CEI, Rigenerati per una speranza viva, 2006, n. 22).

 

  1. Questa prospettiva deve aiutarci ad evitare di cadere in alcune trappole che rischiano di paralizzare lo slancio missionario nelle nostre comunità: ad esempio, la spinta a fare della parrocchia una comunità autoreferenziale e autosufficiente, in cui ci si accontenta di trovarsi bene insieme, coltivando solo rapporti ravvicinati e rassicuranti; cosa in sé non negativa, ma non sufficiente; oppure, la percezione della parrocchia solo come ‘centro di servizi’, per l’amministrazione dei sacramenti dando per scontata la fede in quanti li richiedono (cfr. EG 33).

 

  1. La Visita possa aiutarci a crescere nella comunione e a ripensare l’azione pastorale nella nostra diocesi e a guardare alle “unità pastorali” non come ad una scelta di ripiego per colmare la carenza di personale ecclesiastico, ma come ad un’opportunità per mettere in rete le diverse vocazioni ed attuare in modo operativo la comunione e la corresponsabilità ecclesiali. Questa prospettiva, sicuramente non è priva di difficoltà, ma può condurre le parrocchie, già ora, all’interno di una logica di missionarietà, a collaborare maggiormente tra loro, per offrire nelle diverse situazioni di vita, nuove opportunità di evangelizzazione. Lo stile missionario delle parrocchie è legato alla capacità che esse avranno di procedere non da sole, ma insieme e in sinergia con tutte le parrocchie vicine o nella zona pastorale. In questo modo sarà più facile anche la collaborazione tra i sacerdoti e la promozione dei laici, attraverso specifiche ministerialità, nella valorizzazione dei doni che lo Spirito Santo ha dato loro nonché delle singole competenze presenti nelle varie comunità.

 

  1. Chiudo con una riflessione di S. Ambrogio, che meditando sulle parole dell’Apocalisse “sto alla porta e busso”, scrive: “Beato colui alla cui porta bussa Cristo. La nostra porta è la fede la quale, se è forte, rafforza tutta la casa. E’ questa la porta per la quale entra Cristo. (…) Ascolta colui che bussa, ascolta colui che desidera entrare: (…) . Rifletti sul tempo nel quale il Dio Verbo bussa più che mai alla tua porta: (..). Infatti egli si degna di visitare quelli che si trovano nella tribolazione e nelle tentazioni perché nessuno, vinto per avventura dall’affanno, abbia a soccombere. (..). E’ allora che bisogna vegliare, perché quando lo Sposo verrà non si ritiri, vistosi chiuso fuori. Infatti, se dormi e il tuo cuore non veglia, egli bussa e domanda che gli si apra la porta. Abbiamo dunque la porta della nostra anima, abbiamo anche le porte delle quali è scritto: «Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria» (Sal 23, 7). Se vorrai alzare queste porte della tua fede, entrerà da te il re della gloria, recando il trionfo della sua passione. Anche la giustizia ha le sue porte. Infatti anche di queste leggiamo scritto quanto il Signore Gesù ha detto per mezzo del profeta: «Apritemi le porte della giustizia» (Sal 117, 19). L’anima dunque ha le sue porte, l’anima ha il suo ingresso. Ad esso viene Cristo e bussa, egli bussa alle porte. Aprigli, dunque; egli vuole entrare, vuol trovare la sposa desta (S. Ambrogio, Commento sul salmo 118).

Il Signore ci trovi con questi sentimenti e benedica i nostri passi. Amen

 

+ Ciro Fanelli

Vescovo

 

OMELIA APERTURA VISITA Sabato 1 OTTOBRE 2023


Concertazione Stellantis / Sindacati stabilimento Melfi

COMUNICATO DEL VESCOVO MONS. CIRO FANELLI

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI–RAPOLLA-VENOSA

 

 COMUNICATO

 

UN TEMPO DI FIDUCIOSA ATTESA

PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI

DELLO STABILIMENTO “STELLANTIS” DI MELFI

 

  1. In questo momento storico, ancora così complesso e delicato per le lavoratrici e i lavoratori del nostro territorio del Vulture-Melfese, come Vescovo, non voglio far mancare la vicinanza della comunità cristiana, profondamente preoccupata ma anche desiderosa che per essi si possano aprire concreti orizzonti di speranza. Gli echi che provengono dai recenti incontri tra Stellantis e le rappresentanze categoriali sembrano carichi di attese e foriere di un buon inizio per le attuali sorti produttive dello stabilimento di Melfi e per tutta la nostra comunità. La Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, che vive anch’essa in questo tempo – caratterizzato da una straordinaria, ma rischiosa e difficile, transizione –   disidera mostrarsi non solo presente, ma anche condividere umilmente il proprio pensiero.
  2. L’ora presente è un tempo di grande trepidazione che impatta sulla vita delle donne e degli uomini, delle famiglie e dei giovani in difesa del loro lavoro e in cerca di occupazione. Tutto ciò che tocca la vita delle persone, in quanto comunità cristiana, ci interessa! Per questa ragione nelle nostre scelte ecclesiali è sempre più fondamentale l’esigenza di accogliere le ragioni e le prospettive del mondo del lavoro, nella sua evoluzione; è doveroso leggere i segni più positivi e preoccuparsi delle derive e dei fenomeni di degrado e fragilità che lo attraversano, nella consapevolezza che il lavoro umano «è la chiave essenziale di tutta la questione sociale» (Cfr. Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica, Laborem Exercens, 3), perché tale questione deve essere sempre orientata a «rendere la vita umana più umana» (Conc. Ecum. Vaticano II, Gaudium et Spes, 38).
  3. In quanto discepoli del Risorto sentiamo forte il dovere di stare dalla parte di quanti, nelle nuove condizioni dei processi tecnologici e della innovazione digitale, operano e plasmano il futuro di un’economia dove – come ripetutamente ricorda Papa Francesco – la cultura della “cura” può sostituire quella dello “scarto” e dell’indifferenza. Abbiamo tutti bisogno di un’economia che non lasci indietro nessuno e che faccia in modo che le “pietre scartate” dalla mentalità dominante diventino, invece, realmente “pietre angolari”. Siamo consapevoli che questo modo di parlare esula dal pensiero predominante: è il ‘paradosso’ evangelico, che strenuamente pone al centro l’uomo, senza compromessi ed alienazioni, che cerca di farsi carico di tante povertà da superare e che desidera promuovere molte potenzialità già presenti nel nostro territorio e in grado di essere generative di uno sviluppo pienamente umanizzante.
  4. Questo progetto, questa meta ed aspirazione, vogliamo che diventino la speranza di tutti, specie di chi vive le gravi problematiche del lavoro, per provare, con le ragioni della speranza – cioè con uno sguardo nuovo, vivo e vigile –   a dare alle vicende e agli sviluppi del nuovo programma Stellantis una prospettiva diversa. I nostri occhi, illuminati dalla luce del Vangelo, vogliono scrutare questo nostro tempo, controverso e drammatico per tanti nostri fratelli –   specie per coloro che sono maggiormente coinvolti nel meccanismo di un cambiamento che è ancora tutto da capire e da orientare –   per aiutarli a non rimanerne esclusi e schiacciati. Con la forza del Vangelo noi vogliamo essere compagni di strada e amici affidabili di quanti sono alla ricerca di un “futuro buono” che sappia garantire le generazioni odierne e quelle che verranno. Vogliamo essere non una struttura burocratica ed asettica, ma una famiglia che si interroga insieme a tutti coloro che si appassionano alle prospettive del bene comune e del progresso integrale della nostra comunità del Vulture e che lotta con la forza della coscienza per sostenere visioni che emancipano realmente la gente comune e aprano orizzonti concreti nella vita di tutti.
  5. Per la nostra terra questo è ancora, purtroppo il ‘tempo delle scelte’; tempo che per l’ennesima volta, però, noi ci auguriamo che sia realmente positivo, così come sembra, anche alla luce della direzione che dovrebbe scaturire dal recente incontro convocato da Stellantis, in uno scenario di giuste e crescenti mobilitazioni delle maestranze. Nel corso di esso si sono finalmente palesati i passaggi significativi e concreti per allocare nello stabilimento di Melfi le nuove produzioni-auto, ossia, cinque modelli concordati come previsto nell’accordo tra le parti sottoscritto il 12 luglio scorso. Questo nuovo assetto aprirebbe per lo stabilimento di Melfi una nuova centralità nel panorama dei notevoli punti produttivi dell’universo
  6. Gli auspici della comunità che vi lavora sembrano accolti. Ma bisogna guardare sempre in avanti e cogliere obiettivi e possibili equilibri più avanzati. Per consolidare l’occupazione e promuovere una nuova organizzazione del lavoro in grado di contenere l’esubero che si verificherà con l’ingresso dei nuovi modelli e l’uscita dei vecchi (fino al 2025). Tutto questo comporta che – oltre a non cessare di preoccuparsi dei problemi riguardanti le condizioni, i carichi di lavori e la sicurezza –  bisogna anche riuscire ad impiegare particolare attenzione e rispetto ai nuovi scenari che si ipotizzano. Proprio rispetto al su citato incontro tra le parti è bene sottolineare il peso imprescindibile che il “settore automotive” esercita sull’intera economia Regionale, della Basilicata e del Vulture in specie. A tal proposito quindi è di fondamentale importanza, a mio parere, preservare e rilanciare la centralità di Melfi all’interno del piano industriale di Stellantis. Una crisi radicale ed una caduta tendenziale dell’assetto auto di Melfi produrrebbe un indicibile tracollo dell’intera economia regionale, con effetti negativi anche in altre aree del Mezzogiorno d’Italia. Per questo la comunità produttiva dell’auto di Melfi può, di fatto, superare tutte le attuali criticità, se ci si adopera affinché, di fronte a questo tema pregnante, siano coinvolte anche le Istituzioni civili a livello nazionale.
  7. Dunque, nell’alveo di un progetto industriale sull’automotive per l’Italia può e deve trovare spazio anche il ruolo e la funzione dello stabilimento di Melfi e del suo indotto. Un mercato, come quello italiano, che già oggi assorbe – secondo alcuni studi –   oltre 1 milione e duecentomila veicoli prodotti dal gruppo, vede nel nostro Paese prodotte ancora e solo meno della metà della richiesta interna, che è venuta decrescendo nel decennio scorso. E’ questo un punto cruciale del confronto, che dal nostro contesto locale deve elevarsi forte. Accrescere la dimensione produttiva in Italia è fondamentale nel momento in cui si chiede al governo nazionale e a quello della Regione Basilicata, con le altre Regioni coinvolte, un impegno a sostenerne la competitività.
  8. Diventa strategico potenziare l’attrattività dell’area mediante nuovi interventi all’interno dei piani industriali per l’auto, aperti anche ad altri investimenti in nuovi settori produttivi. Bisogna elevare lo sguardo e guardare oltre. Serve un “Piano” per Melfi che guardi anche alle altre economie internazionali. Con queste attese e queste  domande nel cuore la Chiesa diocesana si appresta ad avviare la  Visita pastorale, favorendo anche momenti di riflessioni in tutte le comunità del Vulture-Melfese, coinvolgendo realtà comunitarie strutturate insieme ad Enti e soggetti pubblici e privati. Bisogna guardare più su, oltre quello che già abbiamo! Ce la faremo a generare insieme uno “spirito nuovo”? Saremo in grado di dar vita ad un pensiero originale, creativo, oltre le parole ed i concetti spesso abusati, per fare concretamente la differenza e non essere indifferenti alle sfide dei nuovi processi di riconversione produttiva? Riusciremo ad arrivare preparati dinanzi alle prossime sfide ai nostri assetti civili, oltre ogni distinzione di sorta?

La spinta, etica e civica, è tutta nel credere che la speranza e il buon senso prevalgano sulle paure e i ritardi. Solo “insieme” potremo superare in maniera feconda questa fase complessa e delicata, facendo leva sul sapere e la perspicacia di tutti, radicati nella nostra memoria storica, che può farsi maestra del presente, per orientare il futuro, nella certezza che lo ‘Spirito di Dio’, che soffia dove vuole,  fa vedere sempre e ovunque e per tutti “cose nuove” per edificare società che si rigenerano prevalentemente mediante un lavoro libero, creativo, partecipativo, solidale.

Melfi, 5 ottobre 2023.

+ Ciro Fanelli

Vescovo


APERTURA DELLA PRIMA VISITA PASTORALE

Domenica 1° ottobre - ore 18:00 Cattedrale di Melfi

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI–RAPOLLA-VENOSA

 

APERTURA DELLA PRIMA VISITA PASTORALE

 

C o m u n i c a t o

Domenica 1° ottobre il vescovo Mons. Ciro Fanelli, alle ore 18, aprirà nella Cattedrale di Melfi la sua prima Visita Pastorale alla diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

“Sto alla porta e busso” sono le parole del Risorto riportate nel libro dell’Apocalisse che illustrano il senso della Visita. Il vescovo Fanelli si prepara a vivere la Visita Pastorale per la prima volta dalla sua elezione, avvenuta nel 2017. «In cinque anni di episcopato ho avuto già modo di conoscere la nostra comunità diocesana – dice Fanelli, ma nella visita pastorale l’incontro tra vescovo e popolo rappresenta una ricchezza speciale: umanamente coinvolgente ed ecclesialmente significativa». Al vescovo diocesano è chiesto di visitare il popolo affidato alle sue cure pastorali, al fine di rendere presente la permanente visita di Cristo Buon Pastore al gregge di oggi.

«Prima di essere un dovere – prosegue Fanelli, la visita è un’esigenza del cuore, che mi consentirà di vivere nella ferialità e in modo prolungato la carità pastorale, incrociando i miei passi con la vita delle comunità parrocchiale e con i ritmi di ogni realtà presente nella nostra compagine ecclesiale». La visita prenderà il via con una solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di Melfi, domenica 1° ottobre alle 18, si inserirà nel singolare momento di grazia del cammino sinodale.

Il dinamismo del Sinodo è, infatti, sostanzialmente identico a quello della visita pastorale: in entrambe si incontra, si ascolta e si riflette. Per il cammino di “pellegrinaggio missionario” del vescovo Fanelli nelle varie realtà della diocesi, dalle parrocchie, alle comunità di consacrate e consacrati, alle associazioni e alle diverse espressioni della società civile.

L’indizione della visita è avvenuta ufficialmente lo scorso 7 dicembre, nel giorno della solenne riapertura della Cattedrale di Melfi, dopo sei anni di restauri. Intenso il programma, che interesserà le 32 parrocchie delle 4 zone pastorali; la Visita si concluderà nell’ottobre 2025.

I cristiani di questo angolo di terra lucana, il Vulture-Melfese, attendono quindi il loro pastore per lavorare insieme in un simbolico grande “cantiere di evangelizzazione e umanità”, con il desiderio – afferma il Vescovo Fanelli – di diventare sempre più una comunità di discepoli-missionari che – come afferma l’Evangelii Gaudium (n. 24) – sanno prendere l’iniziativa, si coinvolgono, accompagnano, fruttificano e festeggiano.

INCONTRO CON DON LUIGI CIOTTI – GUARDA LA REGISTRAZIONE DELL’EVENTO

29 settembre 2023 - Rionero in Vulture, Piazza Giustino Fortunato ore 9:30

 

 

 


AGORA’ DEI DIRITTI – 2^ EDIZIONE 2023
INCONTRO CON DON LUIGI CIOTTI
GIUSTIZIA SOCIALE- CONDIZIONE PER RINASCERE

 
 

Il 29 settembre 2023, a Rionero in Vulture (PZ), in piazza Giustino Fortunato alle ore 9:30, si è svolto l’evento dal titolo “GIUSTIZIA SOCIALE- CONDIZIONE PER RINASCERE” organizzato dall’Ufficio della Pastorale Sociale e Legalità della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa in collaborazione con Libera Basilicata, con i patrocini del Comune di Rionero in Vulture e l’Ufficio Scolastico Regionale di Basilicata.

Coordinamento: prof.ssa Donatina Allamprese – Ufficio della Pastorale Sociale e Legalità & Libera Basilicata.

Interventi:

  • don Luigi Ciotti, Presidente Nazionale di Libera “Nomi e Numeri contro le mafie”
  • Mario Di Nitto, Sindaco di Rionero in Vulture
  • S. E. Mons. Ciro Fanelli, Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa
  • Claudia Datena, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale
  • don Marcello Cozzi, Delegato CEB presso l’Osservatorio Regionale sulla criminalità
  • Martina Montemurro, Presidente del Coordinamento regionale delle Consulte degli studenti di Basilicata
  • Giulio Pedota in rappresentanza della Consulta Provinciale Studentesca.

Alla manifestazione hanno preso parte più di duemila giovani studenti, provenienti dal Vulture Alto Bradano, invitati a ritrovarsi, insieme con il vescovo Mons. Ciro Fanelli, per accogliere Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera “Associazione Nomi e Numeri contro le mafie”, per riflettere sul tema della Giustizia sociale.  I i veri protagonisti dell’evento sono stati, infatti, proprio i giovani, terreno fertile per coltivare e promuovere la giustizia sociale. Il tema della manifestazione è la sensibilizzazione e la valorizzazione del nostro comune sentire, nell’affermazione e tutela del bene comune, a partire dall’Enciclica “Fratelli Tutti”.

Assemblea diocesana di Azione Cattolica

SABATO 30 SETTEMBRE ore 17.15 Hospitalis – MELFI

Si terrà sabato 30 settembre presso l’HOSPITALIS a Melfi l’assemblea diocesana di Azione Cattolica  con a tema l’anno assembleare che sta per iniziare per tutta l’ACI  a livello parrocchiale prima , diocesano poi ed infine quello nazionale. Un tempo quello dedicato al percorso assembleare bello ed entusiasmante da vivere insieme immersi nel cammino ordinario dell’ associazione ed immersi nel cammino della nostra Chiesa locale con la Visita Pastorale del nostro Vescovo alla diocesi ed il triennio dedicato all’Eucarestia . Un anno in cui siamo chiamati innanzitutto a riflettere insieme su come metterci al servizio, tracciare prospettive ed orizzonti, compiere scelte per costruire realmente l’AC che sogniamo, intraprendere il percorso assembleare,  sentirci davvero tutti corresponsabili dell’associazione. L’assemblea diocesana dedicherà ampio spazio alla visita della presidenza nazionale all’AC di Basilicata che si terrà a Melfi il 14 e 15 ottobre per l’incontro triennale con le associazioni locali.

SOLENNE CELEBRAZIONE EUCARISTICA NELL’INIZIO DELLA PRIMA VISITA PASTORALE DEL NOSTRO VESCOVO CIRO

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI–RAPOLLA-VENOSA

 

APERTURA DELLA PRIMA VISITA PASTORALE

 

C o m u n i c a t o

Domenica 1° ottobre il vescovo Mons. Ciro Fanelli, alle ore 18, aprirà nella Cattedrale di Melfi la sua prima Visita Pastorale alla diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

“Sto alla porta e busso” sono le parole del Risorto riportate nel libro dell’Apocalisse che illustrano il senso della Visita. Il vescovo Fanelli si prepara a vivere la Visita Pastorale per la prima volta dalla sua elezione, avvenuta nel 2017. «In cinque anni di episcopato ho avuto già modo di conoscere la nostra comunità diocesana – dice Fanelli, ma nella visita pastorale l’incontro tra vescovo e popolo rappresenta una ricchezza speciale: umanamente coinvolgente ed ecclesialmente significativa». Al vescovo diocesano è chiesto di visitare il popolo affidato alle sue cure pastorali, al fine di rendere presente la permanente visita di Cristo Buon Pastore al gregge di oggi.

«Prima di essere un dovere – prosegue Fanelli, la visita è un’esigenza del cuore, che mi consentirà di vivere nella ferialità e in modo prolungato la carità pastorale, incrociando i miei passi con la vita delle comunità parrocchiale e con i ritmi di ogni realtà presente nella nostra compagine ecclesiale». La visita prenderà il via con una solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di Melfi, domenica 1° ottobre alle 18, si inserirà nel singolare momento di grazia del cammino sinodale.

Il dinamismo del Sinodo è, infatti, sostanzialmente identico a quello della visita pastorale: in entrambe si incontra, si ascolta e si riflette. Per il cammino di “pellegrinaggio missionario” del vescovo Fanelli nelle varie realtà della diocesi, dalle parrocchie, alle comunità di consacrate e consacrati, alle associazioni e alle diverse espressioni della società civile.

L’indizione della visita è avvenuta ufficialmente lo scorso 7 dicembre, nel giorno della solenne riapertura della Cattedrale di Melfi, dopo sei anni di restauri. Intenso il programma, che interesserà le 32 parrocchie delle 4 zone pastorali; la Visita si concluderà nell’ottobre 2025.

I cristiani di questo angolo di terra lucana, il Vulture-Melfese, attendono quindi il loro pastore per lavorare insieme in un simbolico grande “cantiere di evangelizzazione e umanità”, con il desiderio – afferma il Vescovo Fanelli – di diventare sempre più una comunità di discepoli-missionari che – come afferma l’Evangelii Gaudium (n. 24) – sanno prendere l’iniziativa, si coinvolgono, accompagnano, fruttificano e festeggiano.

LE AGGREGAZIONI LAICALI INCONTRANO IL VESCOVO

SALONE DEGLI STEMMI - 19 settembre 2023 ore 18:30

La consulta diocesana delle aggregazioni laicali, consapevoli del fatto che la visita pastorale coinvolgerà sacerdoti, diaconi, consacrati, aggregazioni laicali, fedeli tutti, è un evento straordinario durante il quale il Vescovo incontrerà il suo popolo manifestando la sua paternità per tutta la chiesa locale che vedrà nella visita pastorale una preziosa occasione di verifica e di rilancio della testimonianza di fede delle aggregazioni che ne fanno parte.

In questo triennio pastorale, nel riscoprire la centralità dell’Eucaristia, come comunità parrocchiali ma anche come aggregazioni laicali siamo chiamati a camminare “insieme” attraverso la riflessione e la preghiera per raggiungere una vera conversione eucaristica comunitaria che porti, in maniera sinodale, laici e pastori, a scelte pastorali, evangeliche, sapienziali e profetiche.

Per essere da laici associati a servizio del nostro vescovo e della pastorale della chiesa diocesana, per essere attori protagonisti della visita pastorale e del triennio sull’Eucaristia, le aggregazioni laicali martedì 19 settembre alle ore 18.30, nel Salone degli Stemmi, incontrano il Vescovo.

GIORNATA DI FRATERNITA’ SACERDOTALE

Martedì 19 settembre 2023 - Materdomini

Il presbiterio diocesano con il Vescovo ha vissuto in preparazione alla Visita Pastorale  una giornata di fraternità presso il Santuario di San Gerardo Maiella a Materdomini. All’inizio della giornata il prof. Padre Sabatino Maiorano ha tenuto una riflessione teologico – pastorale sul tema Eucaristia e sinodalità. I presbiteri con il Vescovo hanno concelebrato l’Eucaristia sulla tomba di San Gerardo affidando alla sua intercessione il cammino della Visita Pastorale

“EDUCARCI AL RISPETTO DELLA DIGNITA’ DEI PICCOLI: LE BUONE PRASSI”

Convegno regionale sulla tutela dei minori

Martedì 3 Ottobre 2023 presso l’auditorium don Bosco di Potenza la Conferenza Episcopale di Basilicata, il servizio regionale per la tutela dei minori, l’Ufficio Pastorale scolastica e servizio IRC e l’Istituto Teologico di Basilicata organizzano un Convegno di studi sulla tutela dei minori.

Relatore: S. E. Mons. Lorenzo Ghizzoni, Arcivescovo di Ravenna – Cervia, presidente del servizio nazionale CEI per la tutela dei minori