DIOCESI DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA


UFFICIO PER LE COMUNICAZIONI SOCIALI
COMUNICATO
La cattedrale medievale di Melfi: studiosi e istituzioni insieme per riscoprire un patrimonio millenario
Si è svolta ieri, giovedì 5 novembre 2026, nella suggestiva cornice della Sala del Trono del castello di Melfi, la prima Giornata di studi dal tema “La Cattedrale medievale”, promossa nell’ambito delle celebrazioni per il 950° anniversario dalla fondazione della basilica cattedrale Santa Maria Assunta. L’iniziativa, articolata in una sessione mattutina e in una pomeridiana, ha visto confrontarsi studiosi e illustri docenti del panorama accademico nazionale, sui nodi cruciali della storia millenaria di Melfi e della sua cattedrale. Attraverso i loro contributi, hanno approfondito lo stretto legame identitario tra lo sviluppo urbanistico della città e il monumento normanno, i rapporti politico-religiosi negli anni di Roberto il Guiscardo e Ruggero II, le tempistiche e le modalità relative alla fondazione dell’edificio e del suo campanile. Dopo averne analizzato gli aspetti artistici, architettonici e strutturali, legati anche alla sismicità del territorio, hanno restituito puntuali annotazioni sull’impianto originario e sulla consistenza degli arredi liturgici medievali, offrendo aggiornate valutazioni critiche e nuove ipotesi interpretative, avvalorate dagli ultimi riscontri documentari e archeologici. “Oggi è un giorno di festa per tutti noi”, ha affermato la dott.ssa Erminia Lapadula, direttrice del Museo archeologico nazionale di Melfi “Massimo Pallottino”, che ha ospitato l’evento e che quest’anno celebra i 50 anni dalla sua istituzione. “Penso-ha proseguito- che sia un esempio virtuoso di istituzioni che cooperano insieme”, ricordando a tal proposito gli accordi di valorizzazione sottoscritti con il comune e la diocesi Melfi. La giornata è terminata all’interno della cattedrale con la presentazione delle indagini preliminari al restauro dell’affresco raffigurante la Vergine Kyriotissa, coordinate dalla Soprintendenza della Basilicata ed eseguite dall’Istituto centrale per il restauro (Icr) e dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). “È importante per la Chiesa locale- ha sottolineato nel suo intervento mons. Fanelli- prendere consapevolezza dei beni che è chiamata non solo a custodire, ma anche a trasmettere alle generazioni successive”. Infine, citando il Messaggio di Paolo VI agli artisti, pronunciato in chiusura del Concilio Vaticano II, il vescovo ha concluso: “La via dell’arte è una via che crea nell’uomo i presupposti per raggiungere la trascendenza”.





