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La casa delle aspettative: incontro per giovani famiglie

Sabato 1 marzo 20225 - Centro sociale don Domenico Telesca, Barile

La casa delle aspettative è un incontro organizzato dagli Uffici di Pastorale Vocazionale, Giovanile e Familiare con le Suore Apostoline, e si rivolge a tutte le giovani famiglie (under 45).

L’incontro si terrà presso il Centro sociale don Domenico Telesca, a Barile, sabato 1 marzo 2025 alle ore 20.00 e sarà formato dalla cena condivisa (per cui è possibile portare qualcosa da condividere) e dalle attività.
È prevista anche l’animazione per i bambini.

Per informazioni è possibile contattare Don Davide al numero 3272180785, Giusy al numero 3669904094, Matilde al numero 3356729286 oppure è possibile contattare l’equipe su Instagram: @orientati_.

Walk in progress, pellegrini di speranza: Incontri per adolescenti

Sabato 1 marzo 2025 - Hospitalis, Melfi

Il 1 marzo 2025 presso l’Hospitalis, a Melfi, si terrà il secondo incontro per gli adolescenti organizzato dalla Pastorale Vocazionale e Giovanile con le Suore Apostoline e si inserisce nel percorso di accompagnamento al Giubileo, cercando di coltivare sempre di più il tema della speranza e di capire come esso sia presente nella vita di ognuno.

L’incontro è rivolto a tutti i ragazzi tra i 13 e i 17 anni e inizieranno con il pranzo alle ore 12.30, cui seguiranno le attività e si concluderà alle ore 17.30.

La quota di partecipazione è di 5 euro. Per informazioni, è possibile contattare Claudia al numero 3281370066 o Giusy al numero 3669904094 o la pagina Instagram @orientati_.

Incontri per studenti dopo la scuola

Venerdì 28 febbraio 2025 - Centro pastorale San Mauro, Lavello

L’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale, assieme alle Suore Apostoline sta continuando ad incontrare gli studenti presso l’Istituto Solimene di Lavello.

In seguito agli incontri nelle classi, si propone un incontro presso il Centro pastorale San Mauro, a Lavello, per tutti gli studenti dal I al V superiore. L’incontro si terrà venerdì 28 febbraio e inizierà con il pranzo alle ore 13.30. Saranno poi proposte delle attività, guidate dall’equipe e dalle Suore Apostoline e terminerà alle ore 17.00.

L’iscrizione all’incontro è possibile al link: Iscrizione all’incontro per studenti

Chiesa di San Gerardo - Rionero in V. - domenica 23 febbraio 2025

OLTRE I CONFINI PASTORALI: NUOVE FORME PASTORALI IN UN CAMBIAMENTO DI EPOCA

Formazione Unitaria

 

Domenica 23 Febbraio 2025, presso la Chiesa di San Gerardo Maiella in Rionero in V., con l’accompagnamento dell’equipe del Centro Studi Missione Emmaus si vivrà in diocesi il primo dei 3 appuntamenti di formazione unitaria di questo anno Pastorale

 

Chi è il Centro Studi Missione Emmaus che ci accompagnerà in questo cammino formativo

 

Il Centro Studi Missione Emmaus nasce nel 2018 su impulso dei fondatori Roberto Mauri, Fabrizio Carletti, Stefano Bucci e don Sergio Carettoni. Fin dai primi passi coniuga due attenzioni:

a) una ricerca di alto livello legata alla prospettiva del cambiamento sistemico processuale;

b) lo specifico ambito ecclesiale.

In questa prospettiva il Centro Studi si pone come strumento di accompagnamento per la “conversione pastorale” offrendo a Sacerdoti, Vescovi, Vicari, Provinciali, Superiori Generali… esperienze di facilitazione e di trasformazione coniugate e integrate alla consulenza di processo.

Nella prospettiva della ricerca il Centro Studi ha proposto in questi anni Think Tank su temi pastorali di rilievo. Ha partecipato a Convegni nazionali e internazionali, ha pubblicato diversi testi e continua con il suo Blog a promuovere un pensiero distintivo sul cambiamento pastorale.

Nella prospettiva dell’accompagnamento il Team ha lavorato con oltre 200 realtà ecclesiali, a livello nazionale e internazionale, facilitando processi di unificazione e di integrazione di parrocchie e Diocesi, Province Religiose, Capitoli e Assemblee, processi di riforma di Curie e Centri Pastorali, con ridefinizione di forme e prassi pastorali in contesti complessi.

Da alcuni anni, tramite il Percorso Intro, il Team offre un’esperienza trasformativa dedicata a futuri “facilitatori del cambiamento pastorale” nella quale si consegnano chiavi di lettura inedite e strumenti elaborati nel corso della stessa. Il Team cura inoltre una rete di ricerca ed interesse sul “cambiamento pastorale”, dedicata a coloro che hanno preso parte al Percorso Intro denominata Accademia Campo Base.

La Vision
(Luca 24,13-36)

In quello stesso giorno…

Forse avevano ragione loro a mettersi in cammino e uscire da Gerusalemme, non quelli che stavano chiusi e spaventati nel Cenacolo. Forse quei due non se ne stavano andando, non stavano minacciando l’unità del gruppo dei discepoli ma cercavano risposte e strade diverse rispetto alla sicurezza che dava loro il restare fermi, immobili, chiusi tra mura amiche.

Forse avevano ragione loro, a rischiare il confronto con uno sconosciuto lungo la strada, per non ripiegarsi a cercare consolazione tra persone note. Forse è per questo loro interrogarsi, nonostante tutto, che il Risorto ha trovato più decisivo mettersi al loro fianco, prima di apparire a chi attendeva passivo e incerto tra le mura amiche.

Prima di tornare a Gerusalemme occorre uscire verso Emmaus; prima di ricevere conferme servono le domande; prima del bisogno di sicurezza viene il desiderio di libertà e leggerezza.

“In quello stesso giorno”, ovvero oggi, siamo di fronte a queste scelte.

La Mission 

Liberiamo il Cambiamento Pastorale

Dalla formazione all’accompagnamento

Il Centro Studi opera attraverso un approccio di accompagnamento pastorale che si differenza da una semplice proposta di formazione. Ciò si concretizza nell’affiancamento e nel sostegno dei responsabili di una Diocesi o Comunità Religiosa, senza sostituirsi ad essi, ma facilitando e sviluppando sinergie che valorizzino le risorse presenti.

Dai progetti ai processi

Lavorare per processi significa attivare nuovi dinamismi a partire da una visione condivisa e non da semplici bisogni, privilegia l’apprendimento rispetto al risultato, opera attraverso il discernimento delle priorità e non con analisi e obiettivi, fa risuonare attraverso la narrazione l’eco dello Spirito che orienta e sostiene il processo stesso.

 

PREGHIERA CORALE, AFFETTUOSA E GRATA PER PAPA FRANCESCO

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

PREGHIERA CORALE, AFFETTUOSA E GRATA PER PAPA FRANCESCO

Carissimi,

ci sono momenti, come questi del ricovero in ospedale di Papa Francesco, in cui il nostro legame ecclesiale con il Santo Padre deve manifestarsi visibilmente anche nell’affettuosa unione di preghiera per la Sua persona.

La nostra Diocesi con tutte comunità parrocchiali, in questi giorni in cui il Santo Padre è ricoverato presso il Policlinico A. Gemelli in Roma, si stringe con affetto attorno a lui, pregando e facendo pregare per la Sua piena guarigione.

Anche la nostra Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, unita a tutte le Chiese che sono in Italia, desidera far sentire a Papa Francesco il suo affetto attraverso una preghiera corale, intensa e perseverante.

La nostra Chiesa locale ama il Papa e prega per lui in questo momento di fragilità e di sofferenza!

Con fiducia eleviamo al Signore la nostra invocazione nelle Sante Messe e in ogni altra preghiera comunitaria.

Chiediamo al Signore che sostenga Papa Francesco e gli dia il dono della guarigione, affinché attraverso il Suo Magistero egli possa continuare a guidare il cammino della Chiesa sui sentieri della comunione e della missione.

Invito, dunque, tutti i presbiteri a celebrare la Santa Messa per il Papa, e chiedo ad ogni comunità parrocchiale, ad ogni casa religiosa, a ogni cuore illuminato dalla luce della Fede di unirsi in preghiera, affinché il Signore lo custodisca per aiutarci ad essere autentici pellegrini di speranza.

La Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli, interceda per il nostro amato Papa Francesco e faccia sentire al suo cuore l’affetto sincero di tutta la Chiesa e delle donne e degli uomini di buona volontà.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

Preghiera e vicinanza al Papa

Preghiera e vicinanza al Papa

«Gli auguri per una pronta guarigione e la preghiera delle Chiese in Italia».

È quanto scrive la Cei nel suo sito www.chiesacattolica.it e sui suoi canali social riguardo a Papa Francesco che venerdì 14 febbraio, «al termine delle udienze, si ricovera al Policlinico Agostino Gemelli per alcuni accertamenti diagnostici e per proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite in corso».

Fonte Cei

Guarda la registrazione del convegno – Oltre i confini: migrazioni e diritti umani

Oltre i confini: migrazioni e diritti umani

Sfide globali e risposte locali per le famiglie in una società più equa

Sabato 15 febbraio 2025 alle ore 17.00, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile di Melfi, si terrà un convegno su “Migrazioni e diritti umani”, organizzato dalla diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa. Il vescovo, mons. Ciro Fanelli, attraverso l’ambito della Pastorale Sociale e della Legalità della Curia diocesana, ha invitato all’evento non solo gli organismi ecclesiali, ma anche i diversi soggetti istituzionali e le parti sociali coinvolti nel delicato e complesso tema della migrazione oggi. Sono stati chiamati a guidare il convegno i professori delle Università Pontificie in Roma Aldo Skoda, docente presso la Pontificia Università Urbaniana, e Vincenzo Rosito, professore del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, che svilupperanno il tema “Oltre i confini: migrazioni e diritti umani. Sfide globali e risposte locali per le famiglie in una società più equa”.

“L’evento -ha affermato il vescovo Fanelli – si pone l’obiettivo di analizzare il fenomeno delle migrazioni contemporanee non solo come una questione globale, ma anche nelle sue ricadute locali, cercando di comprendere le opportunità e le criticità che ne derivano, analizzandone le implicazioni sociali, culturali ed economiche e ponendo particolare attenzione al ruolo delle famiglie nel contesto di una società più giusta ed inclusiva”.

Il tavolo di riflessione del convegno intende offrire strumenti di lettura e risposte concrete alle sfide poste dai fenomeni migratori, valorizzando il dialogo tra istituzioni, accademici e comunità, con un focus particolare sulla effettiva tutela nel territorio diocesano dei diritti umani e sull’integrazione delle famiglie migranti. Infatti, la diocesi desidera chiarificare il ruolo delle comunità ecclesiali e delle istituzioni presenti nel territorio per promuovere una società più equa e solidale.

Il vescovo, nella convocazione del convegno, richiamando il pensiero di Papa Francesco, ha ribadito che le migrazioni non sono soltanto un fenomeno emergenziale, ma rappresentano un’opportunità per arricchire il tessuto sociale, favorire l’incontro tra culture diverse e promuovere una società più giusta. Da ciò devono scaturire politiche di accoglienza e integrazione in grado di porre in atto iniziative concrete, sia a livello istituzionale che comunitario, al fine di  garantire una reale inclusione dei migranti e assicurare sempre il rispetto della dignità di ogni persona.

Nell’ invitare le istituzioni, le parti sociali e il mondo della politica, il vescovo Fanelli ha ricordato che è necessario e urgente adottare un approccio inclusivo e costruttivo sulle tematiche dell’accoglienza e dell’integrazione, nella consapevolezza che questa scelta porta numerosi benefici sociali, culturali ed economici. “Un approccio sapienziale e profetico al fenomeno delle migrazioni – ha ribadito il presule – favorisce la coesione sociale, riducendo il rischio di marginalizzazione ed esclusione e contribuisce alla crescita economica, attraverso la valorizzazione delle competenze dei migranti. Inoltre, permette di costruire comunità più resilienti, fondate sul dialogo interculturale e sulla collaborazione tra diverse realtà. L’inclusione promuove il rispetto reciproco e rafforza il senso di appartenenza, elementi essenziali per una società equa e pacifica”.

L’incontro si inserisce in un percorso più ampio promosso dalla diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e a favorire un approccio accogliente e costruttivo alle tematiche dell’integrazione e pacifica convivenza tra esseri umani.

L’appuntamento, oltre ad essere rivolto al mondo ecclesiale e alle istituzioni, è aperto a tutti coloro che desiderano approfondire queste tematiche e contribuire alla costruzione di una società più giusta e rispettosa della dignità di ogni individuo.

Incontro diocesano di formazione dei responsabili ed animatori di Azione Cattolica “Formare i formatori”

Domenica 16 febbraio 2025 - Hospitalis, Melfi

Si terrà domenica 16 febbraio a Melfi, presso l’ Hospitalis il primo dei due momenti formativi di quest’anno associativo rivolto a tutti gli educatori ed animatori, ACR, educatori giovanissimi, giovani ed accompagnatori dei gruppi adulti e gruppi famiglie.
L’incontro, dal titolo Formare i formatori, si svolgerà dalle ore 16.00 alle ore 19.00 con un primo momento formativo comune, tenuto da Angela Paparella (Azione Cattolica della diocesi di Molfetta e consigliere nazionale del settore adulti), dal titolo Motivazioni del servizio educativo e peculiarità della formazione associativa.
A seguire, vi saranno dei laboratori su tematiche differenziate per settori ed educatori con esperienza e per animatori di nuova esperienza.

Si invitano tutti coloro che si occupano della formazione di ragazzi, giovani e adulti delle Parrocchie in cui è già presente l’Azione Cattolica. Si invitano, altresì, anche tutti coloro che sono interessati a scoprire l’Azione Cattolica.

XXXIII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

11 FEBBRAIO 2025 ore: 11.00 - Auditorium IRCCS CROB Rionero

L’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture,l’11 febbraio 2025, in occasione della XXXIII Giornata Mondiale del Malato, presso l’Auditorium dell’IRCCS CROB, ha organizzato il seguente programma:
– ore 11.00 Santa Messa Presieduta da S.E. REV. MONS. CIRO FANELLI;
– ore 12.00 Incontro Biblico “Io ti conoscevo per sentito dire ma ora i miei occhi ti vedono” a cura di Padre Tony Leva.

Melfi, Anno Giubilare 2025 - 9 febbraio 2025

Testimoni coraggiosi della speranza cristiana

Messaggio del Vescovo in occasione della festa di S. Alessandro martire

 

 

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI–RAPOLLA-VENOSA

Testimoni coraggiosi della speranza cristiana

Messaggio del Vescovo
in occasione della festa di S. Alessandro martire
Melfi, Anno Giubilare 2025 – 9 febbraio 2025

 

Fratelli e sorelle nel Signore

1. la ricorrenza annuale della solennità di Sant’Alessandro, patrono della nostra Diocesi e della città di Melfi, è sempre un’occasione propizia che può aiutarci a riscoprire le nostre radici cristiane e a riflettere sulle modalità concrete con le quali oggi nella nostra terra siamo chiamati a testimoniare la fedeltà al Signore Gesù e al Vangelo. Quest’anno celebriamo la festa di S. Alessandro nel contesto del Giubileo ordinario “Pellegrini di Speranza”, indetto da Papa Francesco.
Il Giubileo è sempre un tempo di grazia in quanto esso è proteso a raggiungere tutti con l’annuncio della perenne novità del “Vangelo della misericordia”, il solo che può spingerci ad agire da
discepoli del Risorto per ridare speranza a quanti nelle nostre comunità si trovano vivere situazioni difficili, dolorose e di degrado sociale ed umano.

2. Tutti siamo consapevoli che il momento storico, nel quale ci troviamo a vivere, purtroppo, è segnato da notevoli criticità e da strane compromissioni; è un tempo complesso e drammatico:
pensiamo alla precarietà del lavoro, alla crisi finanziaria, alle guerre, al disinteresse per il bene comune, ai migranti, ecc. Ma, proprio in quest’ora, così problematica, in quanto cristiani siamo
chiamati ad affrontare l’esistenza con “il coraggio della speranza” e a testimoniare il Vangelo nella sua interezza, direbbe san Francesco, “sine glossa”. Il nostro Patrono, il martire S. Alessandro,
animato da questa intensa fedeltà a Cristo e alle esigenze del Vangelo, come i martiri di ogni tempo, è riuscito ad affrontare le atrocità del martirio lasciandoci un esempio indelebile che ha attraversato i secoli: in questo egli è stato un autentico “pellegrino di speranza”.

3. Papa Francesco, con l’ Anno Santo ordinario, ci sta chiedendo con forza di assumere una postura da pellegrini di speranza, cioè di essere uomini e donne, che non si piegano, che camminano con la testa alta, che non accettano compromessi e che sanno di poter contare in ogni circostanza sull’assoluta fedeltà di Dio e sulla sua infinita misericordia. Accogliendo l’invito del Papa dobbiamo essere pronti come singoli battezzati e comunità cristiana a stare accanto a quanti vivono in situazioni di marginalità sociale e spirituale, senza farci ricattare da nulla e da nessuno, per aiutarli con la forza del Vangelo, a non arrendersi a nessun sopruso e a nessuna tragedia esistenziale e sociale, ma rafforzando in essi la certezza che con la grazia di Cristo è sempre possibile cambiare e ricominciare.

4. Per la nostra comunità diocesana, nelle attuali circostanze locali e mondiali, guardare a S. Alessandro diventa uno sprone per essere persone che si lasciano guidare dalla virtù della Speranza così da essere instancabili tessitori di fraternità e operatori efficaci di solidarietà. Con questo messaggio desidero evidenziare alcuni tratti essenziali della figura del S. Alessandro, che attraverso il martirio ha mostrato l’autenticità della sua sequela di Cristo. I tratti evidenziati della personalità di S. Alessandro sono atteggiamenti che possono aiutarci a vivere con maggior coerenza la nostra fedeltà a Cristo e all’uomo. Sottolineo sinteticamente tre atteggiamenti, che riassumo in tre parole: a) creatività, b) fraternità, c) lungimiranza.

a) Creatività. S. Alessandro, secondo l’espressione di Tertulliano, è tra quella moltitudine di donne e di uomini, il cui sangue versato per la fede è stato “seme” di nuovi cristiani. Oggi il cristiano deve credere che non c’è situazione che egli con la forza derivante dal Vangelo vissuto non possa cambiare e che nella misericordia di Dio è sempre possibile ri-cominciare.
La fede, infatti, è sempre generativa: dal Vangelo nascono uomini nuovi: il servizio alla verità e la partica del “difficile amore”, vissuto con umiltà e fiducia, genera sempre vera coesione sociale, autentica alleanza generazionale e concreta solidarietà. Questo è il modo per essere e vivere da “pellegrini di speranza”! Il cristiano, che guarda l’esistenza nella luce della Speranza derivante dalla fede, mentre afferma le implicanze sociali del Vangelo, ribadisce anche il valore del dialogo aperto e leale con tutti e promuove la corresponsabilità.
La creatività evangelica è a servizio di un mondo autenticamente umano, che non si piega ai ricatti, alle menzogne e alle umiliazioni dei più deboli; essa, inoltre, proprio perché intrisa
di Vangelo, auspica sempre la collaborazione di tutti in vista della realizzazione del bene comune.

b) Fraternità. S. Alessandro, in quanto soldato, comprendeva bene l’importanza strategica di agire in unità di intenti. Ma, grazie alla fede cristiana, ha anche capito nella sua carne che l’altro uomo, finanche il nemico, è fratello, sempre da amare.  Oggi, in un tempo di forte crisi dell’impegno comunitario, la via dell’amicizia sociale, ci insegna papa Francesco è l’unica strada da percorrere con determinazione se vogliamo realmente uscire dal labirinto delle conflittualità e della cultura dello scarto. Per percorrere questa strada è necessario coltivare il coraggio della speranza. Senza questo coraggio non si potrà mai intessere un vero dialogo e non ci si incamminerà  mai  con fiducia verso nessun futuro degno dell’uomo. E’ necessario abbattere i muri dell’indifferenza e della diffidenza, del ricatto e della corruzione, dell’odio e del disprezzo sociale. Con la forza del Vangelo, vi dico che è urgente da parte di tutti l’impegno per diradare “le ombre di un mondo chiuso” (Cfr. Fratelli Tutti, 9) e mostrare la possibilità di costruire “un mondo senza frontiere” per restituire alla comunità cristiana la scioltezza di  mostrare il suo vero volto, quello di una fraternità nata dalla fede in Cristo Risorto che sa accogliere tutti, che sa chinarsi sulle ferite dell’umanità, che restituisce dignità a tutti gli emarginati della storia. Il messaggio evangelico, infatti, ci ricorda che “con l’incarnazione “il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo” (Gaudium et spes 22). La fraternità che nasce dal Vangelo-vissuto, sa farsi senza paura “debole con i deboli […] tutta per tutti” (1Cor 9,22). In questo modo le  nostre comunità continueranno ad annunciare in modo credibile  che “chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, si fa lui pure più uomo” (Gaudium et Spes, 41)

c) Lungimiranza. Il martire cristiano è l’uomo che sa sognare un mondo nuovo anche di fronte alle atrocità e alle meschinità dei potenti di turno. Egli non si lascia fermare né dalle minacce né dalle lusinghe. Negli occhi del martire brillano due luci: una che contempla i cieli nuovi e la terra nuova e l’altra che sa vedere i germogli di una nuova umanità, già qui su questa terra. Il martire è sempre animato dalla certezza che egli, grazie alla Risurrezione di Cristo, mentre entra nella gloria della Gerusalemme celeste, sa che il suo sacrificio non è mai vano, ma contribuisce  fattivamente ad allargare i confini del Regno di Dio in mezzo a noi. Un Regno che si incarna nella verità e nell’amore, nella libertà, nella giustizia e nella pace. Essere lungimiranti oggi significa credere, come afferma in uno dei suoi romanzi uno scrittore giapponese, H. Murakami, che “quando la tempesta sarà finita, non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”. Il mondo attende donne ed uomini, soprattutto cristiani, lungimiranti, con visioni di un futuro degno dell’uomo e che sanno indicare sentieri concreti per raggiungerlo.

5. S. Alessandro ci esorta a non fermarci nell’attraversare la tempesta del momento presente e tutte le altre che troveremo durante il cammino. Forse non saremo neanche sicuri se la tempesta è finita o meno. Ma, avendo il nostro Maestro Gesù accanto a noi, usciti dal vento tempestoso, potremo diventare luce, sale, città sul monte o lucerna, pronti ad accettare le gioie e le sfide della vita, sapendo che davanti a Dio tutto ha senso, tutto è rilevante, tutto è importante. Il nostro Patrono, martire per Cristo, ci invita a rileggere, in questa prospettiva, il brano di Matteo 5, 13-16: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.

6. Quel “voi” è potentissimo, perché Gesù si rivolge direttamente a coloro che hanno ascoltato le beatitudini, cioè a coloro che si riconoscono poveri, miti, misericordiosi, operatori di pace,
perseguitati, affamati di giustizia. Quel voi, a pensarci bene, riguarda tutti, ma prevalentemente i giovani e le giovani che sono pronti ad attraversare il passaggio decisivo della vita, quello verso
l’età adulta, avendo a cuore il bene maggiore. A tal proposito, l’essere pellegrini di speranza ci obbliga anche a denunciare quando la politica smarrisce il senso della giustizia sociale, intergenerazionale e ambientale. Questa è, forse, la prima forma per essere costruttori di speranza. È necessario un risveglio da un grave torpore antropologico, culturale, sociale ed etico.

7. Dire che qualcosa non funziona non è mai sufficiente. Invece, capire le ragioni di quel cattivo funzionamento, proporre alternative, impegnarsi in prima persona è il minimo che si possa
fare. Cioè, richiamando il pensiero della filosofa H. Arendt, noi tutti spesso ci troviamo, nei contesti in cui operiamo, davanti ad almeno tre gruppi di persone: i “nichilisti”, i quali, credendo non vi siano valori assoluti, si collocano nelle sfere del potere; i “dogmatici”, che si aggrappano a una posizione predeterminata; il “gruppo maggioritario” che assume in maniera acritica le abitudini
della società. Arendt ha sostenuto che il nazismo si è alimentato ed è stato incoraggiato da questi tre gruppi, anzi quei tre gruppi hanno creato le condizioni per ciò che la filosofa definì “la banalità del male”, intesa come complicità. L’antidoto alla “banalità del male” è la piena partecipazione di tutti ai processi democratici di trasformazione delle nostre realtà.
Partecipazione significa impegno personale e collettivo. Dobbiamo insieme a tutti coloro che abbiano intenzione di impegnarsi per il bene maggiore dell’umanità, trovare i modi per facilitare la
piena partecipazione di tutti ai processi democratici di trasformazione che siamo chiamati a mettere in atto. Non arrendiamoci, restiamo uniti, guardiamo avanti con fiducia!

Il Signore, attraverso l’intercessione di S. Alessandro, ci renda testimoni coraggiosi della speranza cristiana per far rinascere la nostra terra e le nostre comunità. Vi benedico tutti con affetto
ecclesiale.

Melfi, 8 febbraio 2025 – Giubileo ordinario.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 

MESSAGGIO S. ALESSANDRO 2025