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Veglia missionaria

Cattedrale di Melfi - 24 Marzo 2023 ore 19:00

Il 24 marzo 2023 ricorre la trentunesima Giornata dei Missionari Martiri. La celebrazione è collocata nel giorno dell’uccisione di Mons. Oscar Romero, avvenuta nel 1980, a memoria del suo impegno al fianco del popolo salvadoregno, oppresso da un regime elitario incurante della sorte dei più poveri e dei lavoratori.

INSIEME PER LA PACE

VENERDÌ 10 MARZO, SANTA MESSA PER LE VITTIME DELLA GUERRA E GIOVEDÌ 16 MARZO, MARCIA PER LA PACE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI–RAPOLLA-VENOSA

INSIEME PER LA PACE

Carissimi,

Papa Francesco con la sua parola, quasi ogni giorno, sta chiedendo a tutti un forte impegno per la pace. Come comunità cristiana, ad un anno dall’inizio della guerra tra la Russia e  l’Ucraina, mentre accogliamo gli appelli del Papa, sentiamo forte il dovere di affermare il nostro “no” alla guerra. Per questa ragione,

VENERDÌ 10 MARZO,

aderendo all’iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE),

CELEBRERÒ ALLE ORE 18:00 NELLA CATTEDRALE DI MELFI UNA SANTA MESSA

per le vittime della guerra e per la pace nel mondo.

In Ucraina, così come in tante altre parti del mondo si muore ogni giorno a causa di conflitti fratricidi! Purtroppo, insieme alla gente, muore anche la speranza in un futuro migliore. Vogliamo, in questa ora buia per l’umanità, condividere con tutti gli uomini di buona volontà l’appello di san Giovanni XXIII: «Al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può ricostruire nella vicendevole fiducia» (Enciclica, Pacem in terris, n. 39).

Come credenti in Cristo Gesù, Re della Pace, insieme a tutte le donne e agli uomini di buona volontà, mentre siamo convinti dell’insostituibile ruolo della diplomazia per avviare un dialogo effettivo tra le parti in conflitto, vogliamo anche essere lievito di un mondo in cui regni la giustizia, la pace e la concordia e siano realmente superate le lotte e le divisioni.

Con la Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali al fine di sensibilizzare tutti i cittadini e tutte le componenti del nostro territorio (istituzionali, sociali, politiche, sindacali e culturali), abbiamo organizzato

A MELFI GIOVEDÌ 16 MARZO ALLE ORE 19:00 la

MARCIA PER LA PACE

per ribadire che, nel rispetto del diritto alla difesa, è urgente trovare spazi di dialogo per porre fine a una crisi internazionale aggravata dalla minaccia nucleare. La “marcia per la pace”, silenziosa, partirà da Piazza Pasquale Festa Campanile, antistante al Palazzo comunale della Città di Melfi, e si concluderà in Cattedrale.

Conoscendo la Vostra sensibilità per il grande valore della pace e l’amicizia sociale, Vi invito alle due iniziative sopra indicate, promosse dalla comunità ecclesiale.

Sarà anche un’occasione concreta per manifestare la nostra vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra e per affidare al Signore il nostro desiderio di pace.

In attesa di poterci incontrare, Vi saluto cordialmente, augurando ogni bene.

Melfi, 8 marzo 2023

+ Ciro Fanelli

Vescovo

Concorso Letterario “Vite che parlano”

Melfi, Salone degli Stemmi - Lunedi 27 Febbraio ore 10.30

L’ufficio missionario diocesano propone la Terza edizione del Concorso letterario “In dialogo con San Giustino De Jacobis” rivolto agli studenti degli Istituti d’Istruzione Secondaria di secondo grado del nostro territorio.
Il progetto si propone di far conoscere e valorizzare la figura del Santo, uomo del dialogo e dell’inclusione, modello di valori, bussola per una direzione al futuro dei giovani.

Giornata per la Vita 2023 – Veglia di Preghiera

SABATO 4 FEBBRAIO 2023 ORE 19:00 - CATTEDRALE DI MELFI

SABATO 4 FEBBRAIO 2023 SI TERRA’ LA VEGLIA DI PREGHIERA PER LA GIORNATA PER LA VITA PRESIEDUTA DAL NOSTRO VESCOVO MONS. CIRO FANELLI.
L’APPUNTAMENTO E’ ALLE ORE 19.00 PRESSO LA CATTEDRALE DI MELFI.

Lavoratori migranti: richiesta l’attuazione della L. R. n. 13/2016

Ufficio Caritas, Ufficio Ufficio Pastorale Sociale e Legalità e Libera uniti nel firmare la richiesta al Presidente della Regione

Trasmissione via PEC

Al Sig. Presidente della Regione Basilicata

Al Sig. Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata

Ai Sig.ri Consiglieri Regionali di Basilicata

E p.c.

A S.E. Prefetto di Potenza

Agli Organi di stampa

Potenza-Melfi-Rionero in Vulture, lì 11 gennaio 2023

 

Oggetto: richiesta di attuazione della L. R. n. 13/2016

 

Avendo superato da pochi giorni l’anno 2022, al termine del quale, come di solito accade, ci si è soffermati nel condurre una sorta di rendiconto delle attività svolte nell’anno che andava a finire, prima di approcciare agli intendimenti per il nuovo anno, non possiamo fare a meno di constatare che, ancora una volta, nonostante le numerose sollecitazioni, rimane inascoltata la promozione di un cambio di passo nella gestione dei lavoratori migranti.

Si resta saldamente ancorati, purtroppo, a una dimensione emergenziale del fenomeno, tanto che nella scorsa estate si è giunti all’apertura nell’area dell’Alto Bradano dell’unico centro di accoglienza intorno alla metà del mese di agosto, praticamente a campagna di raccolta agricola abbondantemente inoltrata. Si perpetua l’improvvisazione dell’accoglienza all’interno di un centro che, nonostante le criticità strutturali e l’inadeguatezza a svolgere la funzione che gli viene attribuita, resiste da anni nella velleitaria strategia regionale, per ora solo approssimata, ma mai effettivamente programmata, unicamente nell’intento di porre rimedio in maniera sbrigativa al “necessario” sopraggiungere di lavoratori extra UE, ancorché alcuni perdurino nel percepirlo come “indesiderato”.

Si tratta di persone capaci di grandi sacrifici, che raggiungono le nostre terre per portare a compimento quell’attività produttiva che imprenditori agricoli locali programmano annualmente per trarne profitto, sollevandosi dall’onere sociale di interessarsi e di curare la condizione di persistente e di sistematica indegnità umana che connota l’esistenza dei propri lavoratori e senza che l’Ente pubblico regionale, che pure si era vincolato al rispetto di una misura legislativa nel 2016, riesca a concepire, dopo alcune decine di anni, l’urgenza di mettere riparo strutturalmente al degradante panorama umano che ogni anno si replica nei campi e nei casolari abbandonati. Da troppo tempo essi sono divenuti indecente dimora di coloro che offrono molto di più del loro lavoro, per far progredire l’economia territoriale delle aree interessate e per soddisfare i nostri bisogni alimentari.

L’Associazione e gli Uffici diocesani scriventi ne parlano in tempi non sospetti e temporalmente lontani da quelli in cui, sono costretti a ipotizzare, si replicherà anche per quest’anno il temuto “natale” estivo degli invisibili o, per usare un’espressione cara ad Hanna Arendt, degli esseri umani superflui.

Non si intende decretare l’attribuzione di una siffatta qualifica a esseri che appartengono alla nostra medesima famiglia e si deplora ogni comportamento politico e amministrativo orientato a procrastinare, nei fatti, lo svilimento di questa umanità ferita, pur quando esiste una legge regionale che da anni avrebbe, in potenza, la possibilità di portare nell’alveo della programmazione tutto ciò che oggi viene gestito in maniera emergenziale, se non raffazzonata, nell’assenza di procedure che assicurino la trasparenza, il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione.

Ogni anno, infatti, si rincorrono fondi per assicurare un minimo di copertura a quei servizi considerati indispensabili per l’accoglienza in parola, evidenziando, al contempo, la trascuratezza nel far assurgere a “sistema regolato” il fenomeno, preferendo adottare atteggiamenti sbrigativi e esenti da opportuna regolazione nell’affrontare la spesa, che pure assume di anno in anno importi molto significativi, che ci spingiamo a stimare, solo per il centro di Palazzo San Gervasio, raggiungano annualmente somme intorno ai 250-300 mila euro. In soli dieci anni, ipotizziamo si siano spesi tra i 2 e i 3 milioni di euro per lasciare le cose così come sono e nonostante l’esistenza della legge regionale n. 13/2016 imporrebbe alla Regione Basilicata di avviare percorsi programmatici e condivisi per la fuoriuscita del fenomeno dalla condizione di approssimazione a cui annualmente assistiamo.

In questo desolante panorama i firmatari non possono che dar merito a tutte quelle forme associative che assicurano, senza clamore e con gratuità, sostegno a questi lavoratori, che nell’Alto Bradano solo per un terzo circa ricevono assistenza pseudo-organizzata dagli organi pubblici, ma che almeno per i due terzi si trascinano in una conduzione di vita che va oltre l’immaginabile, occupando nella calura estiva casolari diroccati, privi di energia elettrica e di acqua, collocati  in prossimità degli agri che sono chiamati a “portare a reddito”.

È innegabile, stiamo vivendo da alcuni anni andamenti socio-economici problematici e sfavorevoli, che espongono una parte sempre maggiore della popolazione alla marginalità e al degrado, ma si ritiene che questo non esima le associazioni scriventi e l’istituzione pubblica dal preservare sempre e in ogni caso la tutela della dignità e dell’integrità di ogni persona, quale che sia la sua appartenenza etnica, religiosa, linguistica, specie quando essa assume legalmente e regolarmente la figura contrattualizzata di lavoratore.

Indugiare nel lassismo amministrativo e perseverare nell’irragionevole provvisorietà espone l’intera comunità regionale a ritenere che non vi siano opportunità per ridare dignità al lavoro e alla condizione personale di questi membri della famiglia umana, che forse qualcuno preferisce solo limitarsi a considerare derelitti, nonostante siano stati approntati strumenti legislativi per porre rimedio a questa sofferenza.

Si coglie l’occasione per rammentare che anche le soluzioni strutturali sinora ipotizzate, che sarebbero da realizzare in quel di Boreano e di Gaudiano, sono ben lungi dall’essere avviate e, in termini ottimistici, al loro completamento si potrebbe giungere nel giro di almeno un quinquennio, senza che risultino affatto sufficienti, in ogni caso, a mettere in sicurezza gli ospiti stagionali, che solo per un terzo potrebbero trovarvi accoglienza. Lo stesso numero all’incirca di quelli che oggi vengono ospitati nell’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio, che ci auguriamo venga dismesso il prima possibile per la sua evidente inadeguatezza.

I temi posti all’ordine della presente istanza sono stati già tutti trattati nel corso di un apposito Tavolo di confronto insediatosi presso la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa il 22 novembre 2022, costituito dall’Associazione e dagli Uffici diocesani firmatari, oltre che dalle Istituzioni pubbliche e territoriali invitate e presenti, i cui lavori hanno fatto registrare un’ampia convergenza sull’urgenza di dare avvio all’attuazione delle Legge regionale di cui all’oggetto.

Non s’intende avventurarsi, in questa fase, in confronti e discussioni sulla questione migratoria intesa in senso generale, che pure aprirebbe a necessarie considerazioni di ordine umano e ideale, senza che rappresenti, al momento, il terreno sul quale gli scriventi vogliano muovere il proprio intervento.

Per ora basta che venga offerta la massima disponibilità e la massima collaborazione per fare in modo che, tra sei mesi, non si ripetano le solite improvvisazioni e che, soprattutto, si avverta la sensibilità istituzionale nel dar seguito alla Legge Regionale n. 13/2016, per cominciare a muovere celermente i primi passi, al fine di affermare la supremazia della saldezza della norma piuttosto che la estemporaneità dell’emergenza.

Distinti saluti

 

      LIBERA APS                                                            Ufficio Caritas

      Coordinamento Regionale di Basilicata                           Ufficio Pastorale Sociale e Legalità

         Presidio del Vulture – Alto Bradano                                    (Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa)

 


Credere da Dio… – Don Alberto Ravagnani incontra i giovani della Diocesi

Mercoledì 11 gennaio ore 17.30 a Rionero Auditorium Centro Sociale

CREDERE DA DIO!
Mercoledì 11 gennaio ore 17.30 a Rionero Auditorium Centro Sociale

Quanto è difficile credere? Ma quanto è bello ed appagante credere? È possibile oggi, in questo nostro mondo, credere per degli adolescenti e dei giovani?
Vorremmo trovare delle risposte chiare a queste domande, ma non è sempre possibile!
Tuttavia è importante continuare a porsi le domande!
Ed è quello che faremo mercoledì 11 gennaio alle ore 17.30 a Rionero presso l’Auditorium del Centro sociale: con i nostri giovani ascoltaremo l’esperienza di convinto educatore di don Alberto Ravagnani, giovane sacerdote della Diocesi di Milano ed esperto nella comunicazione e nell’uso dei linguaggi social. Il confronto tra esperienze diverse ed appassionate di servizio ai giovani possa diventare per tutti occasione di crescita!

In Ascolto della “Città” – Cammino Sinodale

29 novembre 2022 ore 18:00 - AULA CONSILIARE COMUNE DI MELFI

CAMMINO SINODALE

CHIESA DI MELFI-RAPOLLA-VENOSA

In ascolto della “Città”

29 novembre 2022 ore 18:00 – Aula Consiliare del Comune di Melfi
Diretta Facebook dell’evento su TG7 Basilicata

Introduce: Donatina Allamprese (Co-direttore Ufficio Pastorale Sociale e Legalità)

Modera: Tanino Araneo (Presidente MEIC)

Saluto del Sindaco di Melfi Giuseppe Maglione

Dialogo con il Relatore: Prof. Don Rocco D’Ambrosio (Pontificia Università Gregoriana)

“La fatica di ricercare insieme: il bene della città e il suo sviluppo”

Conclusioni del nostro Vescovo Mons. Ciro Fanelli

In continuità con il Cammino Sinodale, la Chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa con il suo Vescovo Mons. Ciro Fanelli, Il MEIC, l’Ufficio di Pastorale Sociale e Legalità e le Aggregazioni laicali, incontreranno le Istituzioni, i Sindacati e il mondo associativo che operano sul territorio diocesano.

L’incontro si terrà nell’Aula Consiliare del Comune di Melfi, il 29 novembre alle ore 18 sul tema “In Ascolto della Città” con l’intervento del prof. Rocco D’Ambrosio, ordinario di filosofia politica presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Tutti siamo chiamati a fare rete in un costante e continuo dialogo, accogliendo i bisogni e ripensando il nostro presente con uno sguardo aperto e fiducioso al futuro alla cui costruzione tutti dobbiamo sentirci interpellati.

L’attuale contesto sociale nella sua complessità e problematicità – spopolamento delle aree interne, crisi occupazionale, emergenze climatiche e ambientali, solo per citarne alcune – richiederebbe, da parte di ciascuno, un surplus di attenzione, analisi ed impegno, affinché si possano mettere in campo tutte le energie positive e avviare percorsi di rinascita.

S. Cecilia – incontro per animatori liturgico-musicali

22 novembre ore 20 - Convento delle suore Antoniane a Rionero

L’iniziativa proposta dalla Commissione Diocesana di Musica Sacra insieme al Coro Interparrocchiale Theotokos di Rionero nella memoria di Santa Cecilia patrona dei musicisti, per il 22 novembre alle ore 20 presso il Convento delle suore Antoniane a Rionero. L’ incontro sarà introdotto da Suor Regilene Pereira (R.F.S.A) responsabile Coro Theotokos, “Pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo”  si parlerà del cammino sinodale in ambito musicale con riferimento alla realtà rionerese, poi il tema“In corde suo soli Domino decantabat”  sulle orme di Santa Cecilia con la relazione di p. Tony Leva, presidente della Commissione Diocesana di Musica Sacra ed infine il prezioso momento di preghiera con il nostro Vescovo S.E. Mons. Ciro Fanelli, con l’intercessione di Santa Cecilia.

Ottobre Missionario 2022

Di me sarete testimoni - Vite che parlano

“Di me sarete testimoni” (At 1,8) Vite che parlano

La Giornata Missionaria Mondiale 2022 trova il suo principale riferimento tematico nel messaggio di Papa Francesco, pubblicato il 6 gennaio scorso, che porta il titolo «Di me sarete testimoni»(At 1,8). Il Papa ci dice: «Come Cristo è il primo inviato, cioè missionario del Padre (cfr Gv 20,21) e, in quanto tale, è il suo “testimone fedele” (cfr Ap 1,5), così ogni cristiano è chiamato a essere missionario e testimone di Cristo. E la Chiesa, comunità dei discepoli di Cristo, non ha altra missione se non quella di evangelizzare il mondo, rendendo testimonianza a Cristo. L’identità della Chiesa è evangelizzare».

STORIA DELLA MIA VOCAZIONE – I RACCONTI DI SUOR GISELA E SUOR MARIA

Dopo i Voti Perpetui del 18 settembre 2022

Dopo aver pronunciato i Voti Perpetui nella Congregazione delle Sorelle Misericordiose, Suor Gisela e Suor Maria condividono con noi la storia della loro vocazione.

 

 


Suor Gisela Lukinja

Sono nata a Iringa, in Tanzania, il 15 novembre 1990. La mia famiglia è composta da padre, madre, cinque sorelle e cinque fratelli.

STORIA DELLA MIA VOCAZIONE

Avevo 14 anni e provai un desiderio forte di voler essere tutta di Gesù, quando studiavo catechismo dalle Suore di Santa Teresa del Bambino Gesù.

Abitavo a Kibaigwa, dalla mia Zia, mentre frequentavo le Scuole pubbliche perché, al mio Paese non c’erano.

Ogni domenica andando alla Santa Messa, incontravo Suor Francesca Ferrari delle Sorelle Misericordiose, e ogni volta sentivo un grande desiderio di voler diventare suora come Lei. Un giorno confidai a Sr. Francesca i miei sentimenti ed Ella mi suggerì di scrivere una lettera di domanda alla Superiore di Dodoma.

LA VOCE DI GESÙ ERA COSÌ FORTE CHE NON POTEVO PIÙ ATTENDERE.

Allora un giorno ritornai al mio paese, per confidare, prima alla mia mamma, la mia intenzione di voler diventare suora. La mia mamma con tutti i miei parenti furono contenti della mia decisione. Preparai, così, la mia valigetta e andai da Suor Francesca che mi fece accompagnare con il pulmino da Sr. Consuelo alla Casa di Formazione di Dodoma. E qui, con altre ragazze, iniziai il cammino di formazione religiosa, con lo studio del Catechismo e gli incontri con la Maestra.

Sentivo tanta gioia e volevo offrire a Gesù tutta me stessa. Questa letizia evangelica mi ha accompagnato sempre nell’ Aspirantato, nel Postulantato, nel Noviziato e come Juniores.

Sono venuta in Italia il 3 gennaio 2020, presso la Comunità di Santhià (Vercelli). Qui sono stata accolta con immensa gioia dalla Madre Generale e da tutte le suore, nonostante fosse proprio il tempo della pandemia che ci teneva isolati. Sono arrivata a Rionero in Vulture per la Festa della Venerabile Suor Maria Santina Collani. Ho pregato tanto quel giorno e nel mio cuore ho sentito una grande forza: veramente questa era la mia vocazione.

Chiedo a tutti una preghiera perché il mio giuramento dei Voti Perpetui, fatto il 18 settembre 2022 davanti a Dio e alla Chiesa – rappresentata dal nostro Vescovo di Melfi – Rapolla – Venosa Mons. Ciro Fanelli – e nelle mani della Madre Generale delle Sorelle Misericordiose, possa essere di sprone a tante ragazze che cercano la felicità della vita.


Suor Maria Juma

Sono nata a Kondoa, in Tanzania, il 26 novembre 1991. La mia famiglia è composta da padre, madre, tre sorelle e due fratelli.

STORIA DELLA MIA VOCAZIONE

Ero giovanissima quando, terminata la Scuola Media, feci una esperienza vocazionale nell’Istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue.

Un giorno incontrai Suor Oliva Songolala, dell’Istituto Sorelle Misericordiose di Dodoma, che era venuta al mio paese per la vacanza e subito mi sono interessata della sua Congregazione. Ogni giorno sentivo forte nel cuore il richiamo di Gesù e il desiderio di voler essere una religiosa. Anche i miei famigliari erano favorevoli alla mia decisione. Un altro giorno chiedo a Sr. Oliva, come dovevo fare per essere accettata nel loro Istituto ed Ella mi diede tutte le indicazioni. Soltanto dopo la riposta alla mia domanda da parte della Superiora delle Sorelle Misericordiose, il mio Parroco, con il permesso dei miei genitori, mi accompagnò a Dodoma. Parlammo con la Superiora Suor Francesca Ferrari e venni subito accettata con gioia da tutte le sorelle.

Lo Spirito Santo, ogni giorno nella Santa Comunione, colmava il mio cuore di tanta gioia e serenità al solo pensiero di ed essere tutta di Gesù. Durante la mia formazione nelle varie tappe della Vita Religiosa avevo sempre tanta voglia di stare in cappella, davanti a Gesù Eucaristia: volevo approfondire la conoscenza di Gesù e studiavo la Parola di Dio.

Arrivai in Italia due anni fa, e nella Comunità di Santhià (Vercelli) venni accolta con amore da Madre Valeria, e da tutte le suore. Durante la Festa di Suor Maria Santina Collani scesi a Rionero in Vulture dove venni aiutata e accompagnata nel cammino di preparazione dal Padre Spirituale e dalla Comunità, fino ad oggi, che con la grazia del Signore ho pronunciato i miei Voti Perpetui alla presenza del nostro amato Vescovo di Melfi – Rapolla –Venosa, Mons. Ciro Fanelli, e della Superiora Generale Madre Valeria Dema e di tutta la Comunità rionerese.

Ringrazio la Madonna, Madre di Misericordia per il dono della vocazione e chiedo a tutti una preghiera affinché io possa essere sempre fedele al mio sposo Gesù.