Rinnovare, innovare, ascoltare

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

IN CAMMINO VERSO IL SINODO DIOCESANO

A CONCLUSIONE DEL TRIENNIO EUCARISTICO: “NELL’EUCARISTIA NASCE E RINASCE LA CHIESA”

“Rinnovare, innovare, ascoltare”

 

Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa,

1. con la Solennità del Corpus Domini si conclude il triennio eucaristico che ha accompagnato il nostro cammino diocesano: “Nell’Eucaristia nasce e rinasce la Chiesa”. Un tempo di grazia che si
è intrecciato con il pellegrinaggio della Visita Pastorale, segno concreto della prossimità del Vescovo alle comunità e occasione privilegiata di ascolto e discernimento. Il percorso eucaristico
indicato alle parrocchie, alle comunità religiose e alle aggregazioni laicali non voleva essere un semplice “programma pastorale”, ma un vero percorso spirituale ed ecclesiale che ha riportato al
centro la sorgente della vita della Chiesa: l’Eucaristia. In essa la Chiesa non solo celebra Cristo, ma nasce continuamente da Lui, si rinnova e viene inviata: la Chiesa vive dell’eucaristia.

2. Il triennio eucaristico ha risvegliato nella nostra comunità diocesana la consapevolezza che la Chiesa nasce dall’Eucaristia. Nel primo anno del nostro cammino diocesano (2023-2024) si è
soffermato sul tema “L’Eucaristia: incontro con l’umanità di Cristo”, che ci ha aiutato a riscoprire l’essenziale: l’Eucaristia non è un rito, ma un incontro vivo con Cristo, che assume la nostra
umanità e la trasforma. La fede nasce sempre da questo incontro personale e reale. Il secondo anno, “L’Eucaristia: luogo della santità ospitale” (2024-2025), ci ha mostrato che l’Eucaristia genera una Chiesa che diventa comunione concreta e ospitale. La santità non è separazione, ma capacità di accoglienza, di fraternità, di guarigione delle relazioni. Una Chiesa eucaristica è una Chiesa che fa spazio all’altro. Il terzo anno, “L’Eucaristia: luogo di missione” (2025-2026), ha rivelato la dimensione decisiva: l’Eucaristia invia. La celebrazione termina con un mandato missionario: “Andate”. Dall’Eucaristia nasce una Chiesa che esce, che testimonia, che si fa prossima nel mondo.

3. In questo triennio abbiamo compreso che l’Eucaristia è il principio generativo della Chiesa: la sua sorgente, la sua forma e la sua missione. Il nostro cammino trova oggi un forte sostegno nelle parole di Papa Leone XIV, che richiama tutta la Chiesa a una priorità decisiva: “riportare al centro il Vangelo”. È questa l’urgenza della Chiesa oggi: non aggiungere, ma tornare all’essenziale; non moltiplicare attività, ma rinnovare l’incontro con Cristo. Il Papa ci invita a chiederci quale volto di Dio traspare nelle nostre comunità: nella predicazione, nella catechesi, nella liturgia e nella carità. La questione decisiva non è organizzativa, ma spirituale: favorire l’incontro vivo con il Signore. Particolare attenzione viene data all’iniziazione cristiana, che non può ridursi a preparazione ai sacramenti, ma deve essere riscoperta come cammino di vita nel Battesimo, realtà viva che accompagna tutta l’esistenza del credente. Il Papa ci invita anche a uno sguardo nuovo: non fermarsi ai dati di crisi o alle difficoltà, ma imparare a vedere con gli occhi di Dio, riconoscendo che lo Spirito continua ad agire nella storia, spesso in modo nascosto.

4. Il cuore del nostro cammino sinodale sarà l’ascolto: ascolto di Dio, del Popolo di Dio e dei segni dei tempi. Una Chiesa che ascolta non si chiude, ma diventa luogo di discernimento e
missione. L’ascolto vero trasforma le comunità e permette di leggere la realtà non come problema, ma come luogo di Dio. Il Papa sottolinea che la partecipazione è essenziale alla vita della Chiesa: non è organizzativa, ma un’esigenza della comunione e della missione. Essa coinvolge i diversi carismi e ministeri e chiede una reale corresponsabilità. La fecondità della Chiesa non si misura con criteri di numero o di potere, ma con la logica evangelica della piccolezza, nella quale Dio opera con forza. Da qui nasce – come ci ricorda Papa Leone – un invito forte e liberante: il coraggio dell’essenziale! Il coraggio:

  • di comunità meno preoccupate di conservare e più libere di annunciare Cristo,
  • di una catechesi come iniziazione alla vita cristiana,
  • di parrocchie accoglienti e missionarie,
  • di organismi di partecipazione vivi,
  • di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande,
  • il coraggio di lasciarsi evangelizzare dai poveri.

5. Solo una Chiesa radicata in Cristo può vivere questo coraggio. Le tre parole che devono accompagnarci nella preparazione del nostro Sinodo: rinnovare, innovare, ascoltare. Alla luce di
questo cammino, il Sinodo è chiamato ad articolarsi attorno a tre parole fondamentali.

a) Rinnovare: “Rinnovarsi” significa tornare al Vangelo: Parola, Eucaristia e carità. La domanda decisiva è: le nostre comunità generano fede o solo abitudini?
b) Innovare: “Innovare” non è seguire mode, ma trovare forme nuove per annunciare il Vangelo oggi. Serve una Chiesa semplice, vicina, corresponsabile, capace di uscire e di abitare il mondo.
c) Ascoltare: Il Sinodo è “ascolto” di Dio, della realtà e delle persone. Particolare attenzione ai giovani, che non cercano risposte prefabbricate, ma autenticità e testimonianza.
Il cammino sarà fecondo solo se la misericordia diventerà lo stile ordinario della Chiesa. Una Chiesa che accoglie prima di giudicare, che comprende prima di escludere, che ascolta prima di
chiudere.

Carissimi,
torniamo all’immagine che ha aperto il nostro cammino verso il Sinodo: il mandorlo che fiorisce (Geremia 1, 11-12). Fiorisce quando tutto sembra ancora inverno. Il Sinodo è chiamato a
riconoscere questo fiorire discreto dell’opera di Dio nelle nostre comunità. Consegno a tutti una parola semplice e decisiva: “Siate tutti suoi” (San Giovanni d’Avila). Prima di ogni progetto e di
ogni riforma, siamo chiamati a rinnovare l’appartenenza a Cristo. Solo una Chiesa che gli appartiene può rinnovarsi, innovare e ascoltare.

Vi accompagno con la mia preghiera e vi benedico di cuore.

Melfi, 6 giugno 2026 – Primi Vespri della Solennità del Corpo e Sangue del Signore

✠ Ciro Fanelli
Vescovo