Rifare la comunità e ridare speranza!

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

Rifare la comunità e ridare speranza!

Messaggio in occasione della festa di S. Alessandro martire

Melfi – 9 febbraio 2026

 

Fratelli e sorelle,

    1. con questo mio messaggio in prossimità della Festa di S. Alessandro martire – patrono della città di Melfi e della diocesi – desidero rivolgervi un saluto cordiale che unisca gratitudine e impegno. Anche quest’anno faremo memoria di un soldato, un credente che è stato fedele a Cristo fino alla morte. Egli è stato un uomo che ha dato tutto sé stesso per il Regno di Dio. Per queste ragioni non possiamo ridurre la festa in onore di S. Alessandro unicamente ad un gesto di pubblica venerazione, ma renderla un’occasione favorevole per ravvivare nella nostra Chiesa locale il desiderio di incarnare il fecondo intreccio di fede, memoria e cultura che ha dato forma all’identità della nostra comunità vulturina. Il martire chi è? Non è semplicisticamente un eroe; è invece il discepolo del Vangelo che non si è lasciato fuorviare né dalle lusinghe, né dalle minacce; è il profeta della fedeltà a Dio; è voce libera che denuncia compromessi e poteri corrotti. S. Alessandro è esempio eloquente del paradosso della croce che rende la Chiesa, anche tra le atrocità del martirio, coraggiosa, creativa e misericordiosa.
    2. Il 2026 per la Chiesa diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa assume un valore simbolico particolare. Ricordiamo, con riconoscenza, che nel 1626 il Vescovo Deodato Scaglia (1592-1659) portò a Melfi le reliquie del martire S. Alessandro: quattrocento anni che attestano la continuità della fede e della devozione di un popolo. Celebriamo inoltre i 950 anni della fondazione della Cattedrale: quasi un millennio di culto, arte, memoria e servizio che hanno reso la Cattedrale non solo luogo di culto, ma laboratorio di evangelizzazione, carità, cultura, memoria collettiva e bellezza condivisa. Come segno di comunione ecclesiale, sarà presente a Melfi per presiedere il solenne Pontificale Sua Eccellenza Mons. Massimiliano Palinuro, Delegato Apostolico a Istanbul e Vicario Apostolico di Costantinopoli. La sua presenza ci aiuterà a vivere questi eventi come un tempo di grazia, impegno e fraternità. Celebriamo queste ricorrenze non per eludere le responsabilità di fronte alle difficoltà dell’ora presente, bensì per ricavare da esse risorse valoriali per abitare la società da discepoli del Risorto.
    3. Nel corso degli ultimi anni il Vulture-Melfese e la città di Melfi stanno affrontando, purtroppo, quotidianamente, pesanti prove sociali: insicurezza occupazionale, prospettive incerte per i giovani, contrazione del reddito delle famiglie, spopolamento che indebolisce il tessuto comunitario. Di fronte a tale scenario la memoria dei santi e il ricordo degli eventi fondativi della nostra storia devono diventare sorgente di ispirazione per una risposta profetica, ovvero coraggiosa e creativa. Come credenti — sostenuti dalla fede in Cristo e dall’azione vivificante dello Spirito Santo — siamo chiamati a tradurre la speranza in opere concrete. Tale impegno richiede una visione che sappia coniugare spiritualità e responsabilità civica, contemplazione e progettualità.
    4. La nostra Chiesa locale, a partire dall’Eucaristia, pane vivo di vita nuova, vuole diventare, anche attraverso l’esperienza del prossimo Sinodo diocesano, fermento di una comunità solidale e generatrice di speranza. La Cattedrale, le reliquie del S. Alessandro, il patrimonio artistico e il paesaggio del Vulture-Melfese siano segni propulsori di un progetto di rigenerazione etica, culturale e sociale. In questo orizzonte l’investimento nella formazione dei giovani è prioritario. Educare alla libertà responsabile deve significare soprattutto preparare uomini e donne capaci di custodire il bene comune.
    5. La carità cristiana deve spingerci a “sognare” un mondo nuovo per “costruire” luoghi di reale prossimità per giovani, famiglie, anziani. Con determinazione dobbiamo proporre iniziative di inclusione per chi rischia l’emarginazione. Promuoviamo con convinzione e lealtà il dialogo fra istituzioni, Chiesa e società civile. La sfida che abbiamo davanti esige responsabilità condivisa. Chiedo alle istituzioni civili, al mondo dell’associazionismo, alle imprese e ai corpi sociali intermedi di costruire un patto di sussidiarietà: il Vulture-Melfese ha bisogno di leadership generative che uniscano competenze tecniche e visione etica. Gli eventi per il 400° anniversario dell’arrivo a Melfi delle reliquie di S. Alessandro e i 950 anni della fondazione della Cattedrale siano un momento forte di riflessione e di incontro che sappiano mettere in relazione feconda la nostra memoria storica con le emergenze del tempo in cui viviamo, aprendo spazi di dialogo e di trasformazione sociale. Lo Spirito chiede alla nostra Chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa di trasformarsi in segno profetico di vita nuova.
    6. Cari fratelli e sorelle, la comunità cristiana, in ogni tempo e in ogni luogo, è chiamata ad avviare processi che siano in grado di sostenere atteggiamenti improntati al rispetto della dignità della persona. Il Signore Gesù ci invita ad essere “il sale della terra… la luce del mondo” (Mt 5,13‑14): essere “sale” significa preservare ciò che dà sapore alla vita sociale — verità, giustizia, solidarietà; essere “luce” significa offrire ragioni di speranza e percorsi concreti per il futuro.
      Sostenuti dalla Parola e dallo Spirito, impegniamoci a costruire condizioni concrete affinché la speranza trovi terreno fertile per germogliare e la solidarietà sia in grado di sostenere i più deboli. Non nascondiamo la luce della fede, ma accendiamola nelle nostre famiglie, nei nostri luoghi di lavoro e nelle nostre comunità. La testimonianza di S. Alessandro e la maestosità della Cattedrale ci spingano a “sognare” che è bello vivere il Vangelo.
    7. Affido il nostro impegno all’intercessione di S. Alessandro. Chiedo a tutti di farsi corresponsabili di un vero progetto di rinascita.
      Sant’Alessandro, che ha testimoniato il Vangelo con fedeltà eroica fino al dono della vita, ci richiama alla sua stessa radicalità nella sequela di Gesù: non una fede astratta, ma una fede che trasforma il quotidiano.

    Sappiamo che non mancano difficoltà, ma nemmeno le risorse umane e spirituali per affrontarle: la fede ci radica, la memoria ci ispira, la ragione e la volontà ci chiamano all’azione.

    O glorioso S. Alessandro, che hai testimoniato la fedeltà al Signore Gesù fino al dono della tua vita, intercedi per la città di Melfi, la nostra diocesi e per l’intero territorio del Vulture-Melfese; ottienici la grazia di tradurre la fede in opere che generano speranza; la sapienza di custodire il patrimonio comune e la solidarietà per sostenere i più fragili.

    Auguro a tutti ogni bene e vi benedico nel Signore.

    Melfi, 7 febbraio 2026

    + Ciro Fanelli
    Vescovo