
CIRO FANELLI
VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA
LA QUARESIMA: TEMPO FAVOREVOLE PER CRESCERE NELL’AMORE
MESSAGGIO
Cari fratelli e sorelle della Diocesi,
- vi raggiungo con questo breve messaggio per la Quaresima, che vogliamo vivere insieme come tempo favorevole per crescere nell’amore. La Quaresima è un tempo spiritualmente molto ricco: essa è una vera scuola di conversione, che ci riconduce con la forza della Parola di Dio al cuore del mistero cristiano. Guidati dallo Spirito “nel deserto” (Lc 4,1), siamo chiamati – nella logica della beatitudine “beati i poveri” – ad imitare il Figlio di Dio che si è fatto povero per arricchirci (cfr. 2 Cor 8,9) In questo cammino la Chiesa, mediante la Parola e i Sacramenti, si fa “Madre” premurosa e misericordiosa indicando la preghiera, il digiuno e l’elemosina quali vie attraverso le quali la grazia trasforma i cuori e ricostruisce le relazioni fraterne.
- La povertà alla quale la Quaresima ci richiama è duplice: la povertà materiale è segno della fragilità umana e risultato delle ingiustizie sociali, e la povertà spirituale, invece, è la scelta libera e responsabile per servire i fratelli nel nome di Dio. Gesù stesso ha scelto la via della povertà per potersi identificare meglio con quella parte di umanità ferita dalle disuguaglianze e dai soprusi (Mt 25,40). Per questa ragione il cristiano di ogni tempo, attraverso l’opzione preferenziale per i poveri, comprende che questo stile di vita non è né un optional né una scelta politica, ma è il modo più autentico per incarnare il messaggio evangelico.
- La Quaresima è, dunque, tempo di conversione personale e comunitaria. A livello personale il digiuno quaresimale purifica dal peccato e libera dall’autoreferenzialità; a livello comunitario, invece, esso diventa un monito che ci invita a renderci conto di quanto le strutture di peccato, ovunque esse si annidino, siano in grado di generare emarginazione e disuguaglianza. La pratica del digiuno, pertanto, non è soltanto una questione materiale, ma essa – particolarmente oggi – va estesa, come insegna papa Leone XIV, anche al linguaggio umano. Il Signore, infatti, ci chiede di “digiunare” in particolar modo da quelle parole che feriscono, calunniano o escludono. Queste due dimensioni del digiuno hanno la forza di rigenerare la comunione ecclesiale e di rende credibile la testimonianza cristiana nel mondo. Oggi, in questo nostro tempo, lacerato da lotte e da discordie, una comunità che sa digiunare dalla violenza verbale è una comunità credibile e libera per amare; è una comunità in grado di avviare autentici processi sinodali. La carità nella vita del battezzato, alimentata dall’ascolto della Parola di Dio e dalla partecipazione attiva ai sacramenti, è sempre il frutto maturo dell’azione della grazia. Il cristiano, in quanto si nutre della Parola di Vita e del Corpo sacramentale di Cristo, è quotidianamente invitato a costruire attraverso piccole scelte di solidarietà la civiltà dell’amore.
- Il ricordo dei 950 anni della fondazione della Cattedrale di Melfi diventi per la nostra Diocesi segno profetico: come la comunità cristiana melfitana nel 1076 fu segno di una realtà ecclesiale creativa e coraggiosa, così oggi siamo chiamati a edificare una Chiesa che sappia dare speranza a tutti, in modo particolare ai giovani. “Memoria” e “missione” devono intrecciarsi: in questo modo riscoprire le radici di un popolo non si riduce ad un operazione nostalgica, ma riesce ad essere presenza propositiva che si fa carico delle sfide del presente e si protende con speranza verso il Per la nostra diocesi, che è in cammino verso la celebrazione del Sinodo diocesano, la Quaresima deve diventare tempo fruttuoso di esercizi di sinodalità, cioè di ascolto reciproco, discernimento condiviso e azione collegiale per camminare insieme. Chiedo alle comunità parrocchiali e alle realtà ecclesiali di promuovere, già in questa Quaresima, assemblee di ascolto, ovvero spazi di confronto generazionale e luoghi di progettazione di forme concrete di accompagnamento per i poveri e i giovani.
- La Quaresima, inoltre, ci ricorda che la Chiesa se desidera essere fedele al Vangelo non deve mai sottrarsi alla responsabilità civica: deve farsi voce presso le istituzioni per chiedere politiche che sappiano promuovere un lavoro dignitoso per tutti, che siano in grado di chiedere abitazioni per quelle famiglie che sono senza un tetto e che sappia garantire formazione culturale ed etica. Concludo questo messaggio con un appello paterno: viviamo questa Quaresima come un tempo vera conversione. Digiuniamo non soltanto dal cibo, ma anche dal linguaggio che divide; nutriti della Parola di Dio ascoltiamo con attenzione i poveri, giovani e le famiglie; pratichiamo opere concrete di solidarietà e giustizia; impegniamoci insieme, senza paura, a costruire relazioni fraterne e riconciliate. Solo così la nostra comunità diocesana potrà incamminarsi verso il Sinodo come comunità riconciliata, capace di essere segno credibile di speranza e di servizio.
Nel comune cammino sulle vie del Vangelo, mentre vi auguro che la luce del Risorto possa orientare i vostri passi, vi benedico di cuore nel Signore Gesù, nostra unica speranza.
Il vostro Vescovo
+ Ciro Fanelli




