Archivi della categoria: News

A Melfi, il nostro Vescovo Ciro incontra il Consiglio diocesano e i presidenti parrocchiali di AC

ARMIDA BARELLI: L’EREDITA’ DI UNA LAICA CHE HA SEGNATO LA VITA DELLA CHIESA

Fondatrice dei primi circoli della Gioventù femminile di Azione Cattolica, diede vita ad Assisi all’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo e fu co-fondatrice nel 1921, insieme a padre Agostino Gemelli, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Nata a Milano il primo dicembre 1882, studiò in un collegio religioso svizzero, prima di incontrare, nel 1910, il francescano Agostino Gemelli, con il quale organizzò la consacrazione al Sacro Cuore dei soldati italiani nella Grande Guerra. Nel 1917 il cardinale Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano, la invitò ad occuparsi del movimento femminile, e lei fondò i primi circoli della futura Gioventù femminile dell’Azione Cattolica, che nel settembre del 1918, per incarico di Papa Benedetto XV, furono estesi in tutta Italia. Morì a 71 anni, il 15 agosto 1952, a Marzio, in provincia di Varese, ed è sepolta nella Cripta dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano. Il 17 luglio 1970 la Curia arcivescovile di Milano avviò il processo diocesano per la sua beatificazione, proseguita a Roma alla Congregazione delle Cause dei santi. Il primo giugno 2007 venne dichiarata venerabile da Benedetto XVI che autorizzò il decreto di promulgazione delle sue virtù eroiche. Il 30 Aprile 2022 viene beatificata.

(Fonte: VATICAN NEWS)

Giornata Diocesana dei Ministranti

I ministranti delle Parrocchie della diocesi dopo due anni si sono incontrati e hanno celebrato l'Eucaristia con il nostro Vescovo

Fare la storia” è il tema scelto per la prossima Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni ed è il tema su cui ci si è soffermati a Venosa presso la Parrocchia dell’Immacolata lo scorso 25 aprile nella Giornata Diocesana dei Ministranti. Dopo due anni anni di distanziamenti, di isolamento e di paura i nostri ministranti sono tornati a vivere l’emozione di ritrovarsi insieme e condividere l’esperienza del servizio unitamente all’ascolto della Parola di Dio e del nostro Pastore, il Vescovo Ciro. La giornata è stata preparata da un incontro vissuto lo scorso 13 marzo presso la Parrocchia San Marco Evangelista di Rionero e ha visto la presenza di diversi ministranti provenienti dalle varie parrocchie della diocesi .

I NOSTRI ADOLESCENTI INCONTRANO PAPA FRANCESCO E CELEBRANO L’EUCARISTIA CON IL NOSTRO VESCOVO CIRO A SAN GIOVANNI IN LATERANO

Il pellegrinaggio degli adolescenti della nostra diocesi si è concluso a San Giovanni in Laterano con la Santa Messa presieduta dal nostro Vescovo

Sentirsi parte: di una Chiesa universale, di una Chiesa diocesana, di gruppi giovanili che potrebbero scoprire la bellezza del sentirsi chiamati a seguire Gesù. Dopo due anni di distanziamenti, di isolamento, di paura, di diffidenze, vivere l’emozione del ritrovarsi in migliaia in ascolto della parola di Dio e del nostro pastore, papa Francesco.

E tutta la diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, coordinata dal servizio diocesano per la Pastorale Giovanile, diretto da Suor Nuccia Matera,  ha voluto rispondere all’invito del Papa che ha chiamato gli adolescenti ad essere presenti, a far sentire nuovamente l’entusiasmo, la freschezza, l’autenticità che caratterizza i più giovani. 220 presenze che martedì 19 aprile hanno continuato il loro pellegrinaggio seguendo il nostro Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Ciro Fanelli, nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Che il seme gettato in questi giorni possa produrre frutti abbondanti!

 

 

Discorso del Papa agli adolescenti Italiani


PASQUA 2022 – CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA PRESIEDUTE DAL VESCOVO

LA SETTIMANA SANTA

LA DOMENICA DELLE PALME

Nella domenica delle palme “nella passione dei Signore” la chiesa entra nel mistero del suo Signore crocifisso, sepolto e risorto, il quale, con l’ingresso in Gerusalemme, ha dato un presagio della sua maestà. I cristiani portano i rami in segno di quel regale trionfo che Cristo ha ottenuto, cadendo sotto la croce. Secon- do quanto dice l’apostolo: «se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per par- tecipare anche alla sua gloria»135, venga messo in luce nella celebrazione e nella catechesi di questo giorno il collegamento fra i due aspetti del mistero pasquale. i la messa prosegue nel modo consueto.

LA MESSA DEL CRISMA

Questa messa che il vescovo concelebra con il suo presbiterio e nella quale consacra il santo crisma e benedice gli altri oli, è come la manifestazione della comunione dei presbiteri con il loro vescovo.
Con il santo crisma consacrato dal vescovo vengono unti i nuovi battezzati e vengono segnati coloro che devono ricevere il sacramento della confermazione; inoltre vengono unte le mani dei presbiteri e il capo dei vescovi, la chiesa e gli altari durante il rito della dedicazione. Con l’olio dei catecumeni invece essi vengono preparati e disposti a ricevere il battesimo. Infine con l’olio degli infermi i malati trovano sollievo nelle loro infermità.
Per questa messa si radunano e concelebrano in essa i presbiteri, dal mo- mento che nella confezione del crisma sono testimoni e cooperatori del loro vescovo, della cui sacra funzione nella edificazione, santificazione e guida del popolo di
Dio sono partecipi, e così si manifesta chiaramente l’unità del sacerdozio e del sacrificio continuamente presente nella Chiesa di Cristo.

IL SACRO TRIDUO PASQUALE

«Il triduo della passione e della risurrezione del Signore risplende al vertice dell’anno liturgico, poiché l’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per mezzo del mi- stero pasquale, con il quale, morendo, ha distrutto la nostra morte, e risorgendo, ci ha ridonato la vita. La preminenza di cui gode la domenica nella settimana, la gode la pasqua nell’anno liturgico».
Sarà sacro anche il digiuno pasquale, da celebrarsi ovunque il venerdì santo, “nella passione del Signore” e da protrarsi, se è possibile, anche al sabato santo, in modo da giungere così, con animo sollevato e aperto, ai gaudi della domenica di risurrezione. Tenendo quindi presenti la particolare dignità di questi giorni e la grande importanza spirituale e pastorale di queste celebrazioni nella vita della Chiesa, è sommamente conveniente che il vescovo presieda nella sua chiesa cattedrale la messa nella cena del Signore l’azione liturgica del venerdì santo, “nella passione del Signore” del Signore, e la veglia pasquale, soprattutto se in essa si devono celebrare i sacramenti della iniziazione cristiana. Inoltre conviene che il vescovo partecipi, per quanto è possibile, con il clero e il popolo all’ufficio delle letture e alle lodi mattutine del venerdì “nella passione del Signore” e del sabato santo, nonché ai vespri del giorno di pasqua, soprattutto dove vige la consuetudine di celebrare i vespri battesimali.

LA MESSA “NELLA CENA DEL SIGNORE”
PREMESSE

Con questa messa, celebrata nelle ore vespertine del giovedì della settimana santa, la Chiesa inizia il sacro triduo pasquale, e intende commemorare quell’ultima cena nella quale il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, amando fino alla fine i suoi che erano nel mondo, offrì a Dio Padre il proprio corpo e il proprio sangue sotto le specie del pane e del vino e li diede agli apostoli per- ché se ne nutrissero e ordinò loro e ai loro successori nel sacerdozio di offrirli.
Con questa messa dunque si fa memoria della istituzione dell’eucaristia, o memoriale della pasqua del Signore, con la quale si rende perennemente presente tra di noi sotto i segni del sacramento il sacrificio della nuova alleanza; si fa u- gualmente memoria della istituzione del sacerdozio con il quale si rende presente nel mondo la missione e il sacrificio di Cristo; infine si fa memoria dell’amore con cui il Signore ci ha amati fino alla morte.

LA CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

In questo giorno in cui «Cristo nostra pasqua è stato immolato», con effetto manifesto si sono compiute le cose che a lungo erano state promesse sotto misteriose prefigurazioni: che la vera vittima Prendesse il posto della vittima che la indicava e con un solo sacrificio si portasse a compimento la differente molte- plicità dei precedenti sacrifici.
Infatti «l’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell’antico testamento, è stata compiuta da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione, mistero con il quale morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ci ha rido- nato la vita. Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa».
Infatti fissando lo sguardo sulla croce del suo Signore e sposo, la Chiesa commemora la propria nascita e la propria missione di estendere a tutte le genti i felici effetti della passione di Cristo che oggi celebra, rendendo grazie per così ineffabile dono.

LA VEGLIA PASQUALE

Per antichissima tradizione, questa è una notte di veglia in onore del Signore. La veglia che in essa si celebra, dal momento che commemora la notte santa nella quale il Signore è risorto, è ritenuta «la madre di tutte le sante veglie». In essa infatti la Chiesa aspetta vegliando la risurrezione del Signore, e la celebra con i sacramenti della iniziazione cristiana.

IL TEMPO PASQUALE
I cinquanta giorni che decorrono dalla domenica di risurrezione alla domenica di pentecoste sono celebrati con gioia ed esultanza come un unico giorno festivo, anzi come “la grande domenica”.
Sono i giorni nei quali, in modo del tutto speciale, si canta l’Alleluia.

Il cero pasquale si accende in tutte le celebrazioni liturgiche più solenni di questo tempo, sia alla messa, sia alle lodi e ai vespri. Dopo il giorno di pentecoste, il cero pasquale è conservato con il debito onore nel battistero. Alla fiamma del cero si accendono, nella celebrazione del battesimo, le candele dei neobattezzati.
Durante tutto il tempo pasquale, per conferire il battesimo si adopera l’acqua benedetta nella notte pasquale.
I primi otto giorni del tempo pasquale costituiscono l’ottava di pasqua e sono celebrati come solennità del Signore.

Reportage nel tempo di quaresima in Diocesi

Annodati in Sinodo

Lo speciale *Sulla Strada verso Emmaus* della Diocesi di Melfi andrà in onda sabato 9 aprile alle 17:00 e alle 21:00. Domenica 10 aprile alle 7:00, alle 12:30 e alle 20:00 su Trmh24 canale 16 Puglia/Basilicata e su www.trmtv.it

Messa Crismale

Concattedrale Venosa - 13 aprile, ore 17:00

Si terrà a Venosa quest’anno nella Concattedrale alle ore 17:00 la Messa Crismale presieduta dal nostro vescovo Mons. Ciro Fanelli.  La benedizione del Crisma dà il nome a questa liturgia “Messa Crismale o del Crisma”, si celebra nella chiesa cattedrale vedendo riuniti tutti i presbiteri e i fedeli laici.  Secondo l’antica tradizione, è funzione propria del vescovo, «una fra le principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio»,  il rito della benedizione degli oli, inserito nella celebrazione eucaristica, dopo l’omelia e la rinnovazione delle promesse sacerdotali, tutto questo sottolinea il mistero della Chiesa come Sacramento globale del Cristo, che santifica ogni realtà e situazione di vita. Ecco perché, insieme al Crisma, sono benedetti anche l’olio dei catecumeni per quanti lottano per vincere lo spirito del male in vista degli impegni del Battesimo e l’olio degli infermi per l’unzione sacramentale di coloro che nella malattia compiono in sé ciò che manca alla passione redentrice del Cristo. Così dal Capo si diffonde in tutte le membra della Chiesa il buon odore di Cristo.

Il nuovo Consiglio Pastorale Diocesano

Il Vescovo Ciro ha costituito il Consiglio Pastorale Diocesano con decreto vescovile del 30 marzo 2022

Il nuovo Consiglio Pastorale Diocesano

S.E. il Vescovo, dopo la costituzione dei Consigli Pastorali parrocchiali e zonali, a norma dello Statuto (promulgato il 22 febbraio 2022), il 30 marzo 2022 con apposito decreto Prot. N. 22/22/V R.G. ha nominato i componenti del Consiglio Pastorale Diocesano.

Il Consiglio Pastorale Diocesano ha il compito di studiare, valutare e proporre orientamenti per aiutare la diocesi a crescere nella comunione, a rafforzarne lo slancio missionario e a favorire la partecipazione alla vita ecclesiale di tutto il popolo santo di Dio.

Il Consiglio Pastorale Diocesano, composto da presbiteri, diaconi, consacrati e soprattutto da laici, ai sensi dei canoni 511-14 del Codice di Diritto Canonico, è un organo consultivo che contribuisce a realizzare la comunione nella Chiesa particolare come strumento di partecipazione aperto a tutte le componenti del popolo di Dio e che, sotto l’autorità del Vescovo, ha il compito di studiare, valutare e proporre orientamenti per aiutare la diocesi a crescere nella comunione, a rafforzare lo slancio missionario e a favorire la partecipazione alla vita ecclesiale. Il Consiglio Pastorale Diocesano della Chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa è retto da un proprio Statuto, promulgato il 22 febbraio 2021 (Prot. N. 11/21/V.R.G.), che privilegia nella sua costituzione i 5 ambiti di vita e di testimonianza delineati nel Convegno Ecclesiale di Verona (2006).

Questo organismo di comunione e di partecipazione è il frutto del processo avviato nelle parrocchie e nelle zone pastorali per la costituzione dei rispettivi Consigli Pastorali. Il cammino ecclesiale che ha condotto la diocesi a questa fase è stato avviato nel 2018, con la lettera pastorale “Chiesa in Festa: Camminare insieme per una Chiesa giovane, gioiosa e missionaria” (15 agosto 2018) e con gli ultimi due Convegni pastorali, “Ministerialità e comunione per una Chiesa in uscita” (2019) e “Un mosaico di voci. Esercizi di sinodalità” (2021). Il servizio missionario della Chiesa diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa, in questo tempo di grazia del Cammino sinodale, si è concentrato su alcune scelte da rafforzare. In primo luogo l’impegno per una crescita di qualità delle comunità ecclesiali attraverso la riscoperta del sacramento del Battesimo (Linee pastorali per il triennio 2020-2023, “Capire e vivere il Battesimo, per essere Chiesa in uscita, 2020), con la valorizzazione dell’appartenenza a Cristo (1° anno),  dei carismi e ministeri (2° anno) e del servizio al mondo e alla vita (3° anno).

L’obiettivo pastorale generale, che si inserisce armonicamente nel processo sinodale, è quello di far crescere nelle comunità la consapevolezza che bisogna diventare “comunità capaci di una «rinnovata narrazione» della fede (e speranza); una «rinnovata collocazione» sociale ‘evangelica’; una «pluralità» di forme territoriali; una «nuova articolazione ministeriale» e una «nuova politica» di alleanze culturali” (cfr. L. Meddi). La comunità diocesana, che attraverso le parrocchie si articola nelle sue plurali forme di decentramento, permette all’esperienza cristiana e alla testimonianza di avvicinare territorio, in cui le medesime parrocchie svolgono il ruolo di soggetto, di coordinamento e animazione (comunione di comunità, famiglia di famiglie).

La Chiesa diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa è una comunità che, a partire dall’Eucaristia,  si sente chiamata ad interessarsi della quotidianità dell’esistenza attraverso la modalità dei 5 ambiti di testimonianza, delineati nel documento conclusivo del Convegno di Verona (2006). Essa, soprattutto attraverso gli organismi di partecipazione, si autocomprende  e descrive come comunità che vuole coinvolgere nei 5 ambiti di testimonianza: la crescita e guarigione della Vita affettiva; la elaborazione di una autentica cultura del Lavoro e festa; il sostegno alla Fragilità umana; l’impegno per la trasmissione della Tradizione; la costruzione autentica della Cittadinanza. In questo orizzonte pastorale le parrocchie sono chiamate a mettere sempre più al centro l’esperienza di fede degli adulti nella forma di comunità di vita cristiana. Questo compito missionario è frutto di nuovi percorsi formativi e iniziatici da sviluppare nelle singole comunità. Soprattutto attraverso la formazione degli adulti, dei giovani e degli operatori pastorali.

NOMINE CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO


Pubblichiamo di seguito la Lettera della Presidenza CEI in merito alla fine dello stato di emergenza COVID-19, contenente consigli e suggerimenti circa le celebrazioni liturgiche insieme agli Orientamenti per i riti della Settimana Santa.

Fine stato di emergenza COVID-19

Il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (cfr DL 24 marzo 2022, n.24), offre la possibilità di una prudente ripresa. In seguito allo scambio di comunicazioni tra Conferenza Episcopale Italiana e Governo Italiano, con decorrenza 1° aprile 2022 è stabilita l’abrogazione del Protocollo del 7 maggio 2020 per le celebrazioni con il popolo.

Tuttavia, la situazione sollecita tutti a un senso di responsabilità e rispetto di attenzioni e comportamenti per limitare la diffusione del virus. Condividiamo alcuni consigli e suggerimenti:

  • obbligo di mascherine: il DL 24/2022 proroga fino al 30 aprile l’obbligo di indossare le mascherine negli ambienti al chiuso. Pertanto, nei luoghi di culto al chiuso si acceda sempre indossando la mascherina;
  • distanziamento: non è obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di un metro. Si predisponga però quanto necessario e opportuno per evitare assembramenti specialmente all’ingresso, all’uscita e tra le persone che, eventualmente, seguono le celebrazioni in piedi;
  • igienizzazione: si continui a osservare l’indicazione di igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto;
  • acquasantiere: si continui a tenerle vuote;
  • scambio di pace: è opportuno continuare a volgere i propri occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino, evitando la stretta di mano o l’abbraccio;
  • distribuzione dell’Eucaristia: i Ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire l’Eucaristia preferibilmente nella mano;
  • sintomi influenzali: non partecipi alle celebrazioni chi ha sintomi influenzali e chi è sottoposto a isolamento perché positivo al COVID-19;
  • igiene ambienti: si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria sempre, specie prima e dopo le celebrazioni. Durante le stesse è necessario lasciare aperta o almeno socchiusa qualche porta e/o finestra. I luoghi sacri, comprese le sagrestie, siano igienizzati periodicamente mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti;
  • processioni: è possibile riprendere la pratica delle processioni.

Nella considerazione delle varie situazioni e consuetudini locali si potranno adottare indicazioni particolari. Il discernimento degli Ordinari potrà favorire una valutazione attenta della realtà e orientare le scelte.

***

Orientamenti per la Settimana Santa 2022

Si esortino i fedeli alla partecipazione in presenza alle celebrazioni liturgiche limitando la ripresa in streaming delle celebrazioni e l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse. A tal riguardo si segnala che i media della CEI – Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu – trasmetteranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre.

Nello specifico, si offrono i seguenti orientamenti:

  1. la Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata come previsto dal Messale Romano. Si presti però attenzione che i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé, evitando consegne o scambi di rami.
  2. il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore”, per il rito della lavanda dei piedi ci si attenga a quanto prescritto ai nn. 10-11 del Messale Romano (p.138). Qualora si scelga di svolgere il rito della lavanda dei piedi si consiglia di sanificare le mani ogni voltae indossare la mascherina.
  3. il Venerdì Santo, tenuto conto dell’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12), il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per quanti soffrono a causa della guerra”. L’atto di adorazione della Croce, evitando il bacio, avverrà secondo quanto prescritto ai nn. 18-19, del Messale Romano (p. 157).
  4. la Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito.

I presenti orientamenti sono estesi a seminari, collegi sacerdotali, monasteri e comunità religiose.

 

Fonte: sito ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana

IN COMUNIONE CON PAPA FRANCESCO

CONSACRAZIONE ALL’IMMACOLATO CUORE DI MARIA DELLA RUSSIA E DELL’UCRAINA

Imploriamo da Dio il dono della pace

Il 25 marzo Papa Francesco consacrerà la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

L’atto avverrà durante la Celebrazione della Penitenza che Papa Francesco presiederà alle 17 nella Basilica di San Pietro. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato del Papa

“Venerdì 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza che presiederà alle 17 nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco consacrerà all’Immacolato Cuore di Maria la Russia e l’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato dal Santo Padre”. Lo rende noto in una dichiarazione il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni. Per la consacrazione è stato scelto il giorno della festa dell’Annunciazione del Signore. Lo annuncia in un tweet anche il Papa, invitando a pregare per la pace.

La Madonna, nell’apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima, aveva chiesto la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, affermando che, qualora non fosse stata accolta questa richiesta, la Russia avrebbe diffuso “i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni – aveva aggiunto – saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte”. Dopo le apparizioni di Fatima ci sono stati vari atti di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria: Pio XII, il 31 ottobre 1942, consacrò tutto il mondo e il 7 luglio 1952 consacrò i popoli della Russia al Cuore Immacolato di Maria nella Lettera apostolica Sacro vergente anno:

“Come pochi anni fa abbiamo consacrato tutto il mondo al Cuore immacolato della vergine Madre di Dio, così ora, in modo specialissimo, consacriamo tutti i popoli della Russia al medesimo Cuore immacolato”.

Paolo VI, il 21 novembre 1964, rinnovò la consacrazione di tutto il genere umano al Cuore Immacolato alla presenza di Padri del Concilio Vaticano II. Papa Giovanni Paolo II compose una preghiera per quello che definì “Atto di affidamento” da celebrarsi nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 7 giugno 1981, solennità di Pentecoste. Questo il testo:

O Madre degli uomini e dei popoli, Tu conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, Tu senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo, accogli il nostro grido rivolto nello Spirito Santo direttamente al Tuo cuore ed abbraccia con l’amore della Madre e della Serva del Signore coloro che questo abbraccio più aspettano, e insieme coloro il cui affidamento Tu pure attendi in modo particolare. Prendi sotto la Tua protezione materna l’intera famiglia umana che, con affettuoso trasporto, a Te, o Madre, noi affidiamo. S’avvicini per tutti il tempo della pace e della libertà, il tempo della verità, della giustizia e della speranza.

Poi, per rispondere più pienamente alle richieste della Madonna, volle esplicitare durante l’Anno Santo della Redenzione l’atto di affidamento del 7 giugno 1981, ripetuto a Fatima il 13 maggio 1982. Nel ricordo del Fiat pronunciato da Maria al momento dell’Annunciazione, il 25 marzo 1984 in piazza San Pietro, in unione spirituale con tutti i Vescovi del mondo, precedentemente “convocati”, Giovanni Paolo II affida al Cuore Immacolato di Maria tutti i popoli:

E perciò, o Madre degli uomini e dei popoli, Tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al Tuo Cuore: abbraccia con amore di Madre e di Serva del Signore, questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli. In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno.

Nel giugno del 2000 la Santa Sede ha rivelato la terza parte del segreto di Fatima e l’allora arcivescovo Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, sottolineò che suor Lucia, in una lettera del 1989, aveva confermato personalmente che tale atto solenne e universale di consacrazione corrispondeva a quanto voleva la Madonna: “Sì, è stata fatta – aveva scritto la veggente – così come Nostra Signora l’aveva chiesto, il 25 marzo 1984”.


(fonte: VATICAN NEWS)

Lettera ai sacerdoti per la consacrazione della Russia e dell’Ucraina 21 marzo 2022


Lettera ai sacerdoti

PROCESSO SINODALE

Il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi e il Prefetto della Congregazione per il clero scrivono a tutti i sacerdoti

AI PRESBITERI DELLA DIOCESI DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

Carissimi fratelli presbiteri,

nella giornata di ieri, in occasione della festa di San Giuseppe, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi e il Prefetto della Congregazione per il Clero hanno scritto una Lettera ai sacerdoti di tutto il mondo riguardo alla partecipazione al processo sinodale che Papa Francesco ha aperto il 10 ottobre scorso.

In allegato Vi trasmetto la lettera, ringraziandoVi di cuore per la partecipazione al Cammino sinodale diocesano.

Accogliamo con gratitudine la premurosa vicinanza del Santo Padre che ci ha manifestato attraverso questa lettera del Sinodo dei Vescovi e della Congregazione per il Clero.

Colgo l’occasione per augurare ancora a ciascuno di Voi un buon tempo di quaresima, mentre Vi ricordo che la Messa crismale sarà celebrata nella Con-Cattedrale di Venosa alle ore 17:00, mercoledì santo, 13 aprile p.v.. Profitto della circostanza anche per darci appuntamento al prossimo ritiro del clero che si terrà martedì 5 aprile p.v. a Rionero, presso le Sorelle Misericordiose, con la presenza di Padre Lorenzo Gasparro.

Vi benedico di cuore nel Signore.

Melfi, 20 marzo 2022.

+ Ciro Fanelli

Vescovo

Lettera ai sacerdoti sinodo e congregazione per il clero 19 marzo 2022 processo sinodale

Lettera del vescovo per i sacerdoti 20 marzo 2021 processo sinodale