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Melfi, 17 dicembre 2025

La Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa aderisce al progetto strategico “Fantastico Medioevo”: iniziativa di natura culturale e valore religioso per le comunità

 

 

 

La Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa aderisce al progetto strategico “Fantastico Medioevo”: iniziativa di natura culturale e valore religioso per le comunità

Presidente Regione Basilicata Bardi –

La Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa conferma la propria partecipazione al progetto strategico “Fantastico Medioevo”, iniziativa promossa dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinata dalla Fondazione Matera‑Basilicata 2019, con la direzione scientifica del prof. Fulvio Delle Donne e la direzione artistica del poeta Davide Rondoni. Si sottolinea che si tratta di un progetto di carattere eminentemente culturale; la Diocesi ne riconosce il significativo valore culturale e religioso per le comunità locali e partecipa per favorire attività di ricerca storica, percorsi formativi, iniziative educative e momenti di incontro destinati a riscoprire le radici storiche e spirituali del territorio.

“Fantastico Medioevo” promuove attività multidisciplinari — ricerche storiche, percorsi didattici e iniziative di promozione culturale — finalizzate alla conoscenza della storia medievale della regione e in particolare del Vulture Alto Bradano. La Diocesi sostiene il progetto come occasione di approfondimento delle radici cristiane e come strumento di formazione per le comunità parrocchiali, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Le attività previste favoriranno il confronto tra istituzioni civili e ecclesiali, la partecipazione dei cittadini e momenti di riflessione condivisa sul patrimonio identitario delle comunità lucane. La partecipazione della Diocesi è un atto di responsabilità culturale e pastorale: l’obiettivo è sostenere la conoscenza della storia e promuovere percorsi di formazione che aiutino le comunità a riconoscere e trasmettere le proprie radici spirituali e culturali. Si precisa che si tratta di iniziative di natura culturale, non liturgica.

“Sosteniamo questo progetto come percorso di conoscenza e custodia della memoria storica e religiosa — dichiara S.E. Mons. Ciro Fanelli, Vescovo della Diocesi di Melfi‑Rapolla‑Venosa —. Partecipare a ‘Fantastico Medioevo’ significa promuovere la bellezza e il bene comune delle nostre comunità, educando le nuove generazioni al valore della nostra storia e della nostra identità.”

Mercoledì 17 dicembre alle ore 10:30, nella Sala Inguscio della Regione Basilicata, si terrà la conferenza stampa per la firma del protocollo d’intesa tra Regione Basilicata, Fondazione Matera‑Basilicata 2019, Comune di Melfi — ente capofila della rete dei comuni del progetto — la Diocesi di Melfi‑Rapolla‑Venosa e l’Arcidiocesi di Acerenza. All’incontro interverranno il Presidente della Giunta regionale Vito Bardi, S.E. Mons. Ciro Fanelli, S.E. Mons. Francesco Sirufo, il Sindaco di Melfi Giuseppe Maglione e la Manager culturale della Fondazione Matera‑Basilicata 2019 Rita Orlando. L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare il bilancio del primo anno di attività e per illustrare le iniziative future.

La Diocesi è convinta che nella consapevolezza che la collaborazione fra Chiesa, enti pubblici e istituzioni culturali può promuovere una fruizione responsabile e condivisa delle radici storiche e spirituali della nostra regione, sempre nel rispetto del carattere culturale dell’iniziativa.

Giubileo del mondo della comunicazione

Giubileo del mondo della Comunicazione

 

La Conferenza Episcopale di Basilicata promuove per martedì 20 maggio 2025 a Potenza il Giubileo del mondo della Comunicazione, un evento che si inserisce nel cammino dell’Anno Santo e che intende offrire un momento di riflessione e confronto per tutti gli operatori della comunicazione. L iniziativa, dal titolo “Le nuove frontiere della comunicazione. Verità e Speranza nell’era dell’intelligenza artificiale”, vuole essere un occasione per interrogarsi sul ruolo dei media in un tempo segnato da cambiamenti profondi, ma anche da grandi opportunità.

L incontro prevede due momenti. Il primo si terrà alle 16 nel Teatro Stabile. Previsti i saluti di Monsignor Ciro Fanelli, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa e delegato della CEB per le Comunicazioni Sociali, del sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, del Presidente di Assostampa Basilicata Angelo Oliveto e della Presidente dell’Ordine dei giornalisti lucani Sissi Ruggi.

Seguirà un talk con la partecipazione di Fabio Bolzetta, giornalista e presidente di WeCa (Associazione Web Cattolici Italiani), del professor Daniel Arasa, docente di Comunicazione istituzionale presso la Pontificia Università della Santa Croce e di don Gianluca Bernardini, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Milano e presidente Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema). A moderare sarà la presidente dell’Ucsi Basilicata, Cinzia Grenci. Le conclusioni saranno affidate a Monsignor Davide Carbonaro, Arcivescovo Metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.

Alle 18.30 l’evento proseguirà con la processione verso la Cattedrale di San Gerardo, seguita da un momento di preghiera: un tempo spirituale per riconsegnare il cammino dei comunicatori alla luce del Vangelo.

“Vogliamo vivere questo Giubileo come un occasione di ascolto, di crescita e di speranza ha dichiarato Monsignor Ciro Fanelli . I comunicatori oggi sono chiamati a un compito esigente: raccontare la verità senza paura, costruire ponti tra le persone e non muri di disinformazione, saper leggere i segni dei tempi anche nell’era dell’intelligenza artificiale”.

L’incontro è aperto a tutti e intende coinvolgere in particolare giornalisti, operatori pastorali, studenti, comunicatori istituzionali e quanti, nella quotidianità, si confrontano con le sfide e le potenzialità della comunicazione.

1. DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
2. MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA LIX GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
3. Messaggio Gmcs 2025
4. Comunicato stampa CEB giubileo del mondo delle comunicazioni sociali

 


COMUNICATO STAMPA – Rosario Livatino, il giudice che non si piegò: coerenza, mitezza e martirio

COMUNICATO STAMPA

 

A Melfi un incontro in memoria del giudice Rosario Livatino, un esempio alto di integrità personale e fedeltà al proprio dovere, modello di giustizia non arrogante ma umile, testimone limpido della verità e della giustizia, al centro del dibattito civile e spirituale.

La Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, in collaborazione con Libera, la Pastorale Sociale e del Lavoro, il MEIC, le Aggregazioni Laicali e l’Azione Cattolica, promuove un nuovo momento di confronto pubblico e riflessione che unisce impegno civico e testimonianza cristiana.

Venerdì 9 maggio 2025, alle ore 18:00, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile di Melfi, si terrà l’incontro intitolato: “Sotto lo sguardo di Dio. Rosario Livatino, il giudice che non si piegò: coerenza, mitezza e martirio”.

Un’occasione per riscoprire l’eredità spirituale e civile del giudice Rosario Livatino, proclamato beato, simbolo luminoso di giustizia vissuta come vocazione e servizio. La figura del magistrato agrigentino sarà al centro della riflessione proposta da Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica di Avellino, relatore dell’incontro.

A moderare il dialogo sarà Tanino Araneo, Presidente diocesano del MEIC, mentre le conclusioni saranno affidate a Mons. Ciro Fanelli, Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

L’iniziativa si inserisce nel percorso della diocesi volto a promuovere la cultura della legalità, la formazione alla cittadinanza attiva e il discernimento cristiano nell’agire pubblico. La scelta di valorizzare la testimonianza di Livatino nasce dal desiderio di educare alla coerenza tra fede e vita, in un tempo in cui coraggio e responsabilità appaiono sempre più necessari. Il suo esempio è oggi una voce profetica per la società e per la Chiesa, capace di parlare in particolare ai giovani, chiamati a costruire un futuro libero dalla paura e fondato sulla coerenza e sul coraggio.

Tutte e tutti sono invitati a partecipare.

ROSARIO LIVATINO, IL GIUDICE CHE NON SI PIEGÒ