
CIRO FANELLI
VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA
CANTIERE DI FUTURO
LA SCUOLA PER “RI-ESISTERE”, INSIEME
Carissimi ragazzi e carissime ragazze, e voi tutti – dirigenti, docenti, personale non docente – che vivete e animate la comunità scolastica nel territorio della nostra diocesi,
Sarebbe ingenuo augurarci un buon cammino chiudendo gli occhi di fronte alla realtà. Iniziamo questo nuovo anno in un tempo faticoso, attraversato dai venti oscuri di troppe guerre, da difficoltà economiche che provano le famiglie e da un clima diffuso di rabbia e intolleranza. Ferisce profondamente vedere come questo spirito di scontro — innescato dal colore della pelle, dalla fede professata o da una semplice diversità — si insinui talvolta tra i giovanissimi, trasformando la solitudine in aggressività. Come possiamo evitare che i ragazzi cedano al cinismo o alla rassegnazione?
Ci aiutano a ritrovare la bussola alcune immagini forti, capaci di intrecciarsi in un’unica grande visione.
Penso all’immagine che Alessandro D’Avenia, scrittore contemporaneo, trae nel suo ultimo libro dal suo viaggio nell’Odissea (Resisti, cuore): Ulisse, naufrago e sommerso dalle onde, si batte il petto e dice a se stesso: «Resisti, cuore». Non è un invito a subire passivamente, ma a «ri-esistere»: trovare la forza di rinascere ogni volta che ci sentiamo spezzati, restando umani proprio quando tutto attorno spinge alla ferocia.
A questo si unisce la testimonianza profetica di don Lorenzo Milani: la scuola non può ridursi a un freddo “esamificio” o a una semplice sala d’attesa per il mondo del lavoro, che spesso non c’è. È il grande presidio della libertà e della responsabilità, il “cantiere” in cui si impara a farsi carico degli altri vincendo l’indifferenza. Il vero compito dell’educazione è dare la parola a chi non ce l’ha, affinché ogni persona, a prescindere dalle proprie fatiche di partenza, possa scoprire chi è e conquistare gli strumenti per costruire un mondo migliore e decidere del proprio futuro. E’ anche questa la sfida che come diocesi, attraverso il Sinodo, vogliamo raccogliere a partire da quest’anno: dare a tutti la parola, in modo particolare a voi ragazzi e ragazze.
La scuola diventa così il cantiere in cui si impara a essere liberi per poter “ri-esistere” insieme.
A voi ragazzi chiedo, con il cuore in mano, di avere il coraggio di andare controcorrente. La violenza, il bullismo e il disprezzo non sono prove di forza, ma maschere della paura. Sostituite il pugno chiuso con la mano tesa, la provocazione con il dialogo. L’esperienza di don Milani a Barbiana ci ricorda che la parola è la chiave per diventare liberi: la scuola vi dona le parole per pensare con la vostra testa. Usatele per disarmare l’odio e per fare spazio a chi rimane indietro. Siete fatti per il mare aperto e per grandi sogni, non per soffocare nel rancore e nella rabbia.
Agli insegnanti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico ricordo che voi non trasmettete solo nozioni: voi custodite la democrazia e la speranza. Siate presenze autorevoli animate da passione educativa, capaci di spingere ciascuno oltre i propri limiti senza l’ansia di dover “selezionare”. Insegnate il valore della fatica, la bellezza del pensiero libero e siate capaci di scorgere il fuoco del talento anche dove gli altri vedono solo cenere.
Alle famiglie chiedo di camminare alleati. Scuola e comunità ecclesiale sono unite a voi in un patto educativo necessario per sorreggere i nostri giovani e mostrare loro che il futuro è una promessa da costruire, non una minaccia da temere.
Non permettiamo alle tempeste del presente di spegnere la nostra “magnifica umanità”! Invochiamo la benedizione di Dio, che non ci libera magicamente dalle onde, ma naviga con noi per darci la forza di costruire una comunità più giusta, libera e fraterna. Buon cammino e buon inizio d’anno a tutti noi!
Melfi, settembre 2026
+ Ciro Fanelli
Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa




