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Ti racconto una storia: la mia – Presentazione del libro

Mecoledì 19 marzo 2025 ore 10 - Salone degli Stemmi Melfi

DIOCESI DI MELFI -RAPOLLA-VENOSA

 

Comunicato

La diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa unitamente alla direzione della Casa Circondariale di Melfi, il prossimo 19 marzo, presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile di Melfi, alle ore 10:00, presenta il risultato editoriale di una significativa attività laboratoriale realizzata nel carcere di Melfi: il libro “Ti racconto una storia, la mia”.

Il libro presenta, in una forma editoriale ben riuscita, il focus del laboratorio: il sostegno alla genitorialità.

I “narratori” di eccezione di questa opera sono gli stessi detenuti.

Il progetto che ha fatto da terreno fecondo per la realizzazione di questo libro, ha posto al centro il rapporto tra padre e figlio, partendo dall’angolo visuale del carcere.

Il libro si presenta come “libro di favole” dal titolo emblematico: “10 storie prima della buona notte”.

Il progetto è stato ideato e curato dalla dott.ssa Emilia D’Arace.

Partendo dalla sensibilità di ogni detenuto si è lavorato sulla condivisione di esperienze, desideri e prospettive future.

Il laboratorio ed il testo hanno mostrato che è possibile mantenere legami affettivi nonostante la condizione restrittiva, riscoprendo anche il significato che i figli attribuiscono all’assenza della figura paterna.

Alla realizzazione del progetto editoriale hanno dato un apporto fondamentale attraverso appropriate illustrazioni, gli alunni del Liceo Artistico M. Festa Campanile di Melfi. Le realizzazioni grafiche hanno fatto sì che i personaggi dei racconti riportati prendessero vita e forma.

L’iniziativa di alto valore culturale e sociale è segno e frutto della collaborazione di realtà diverse ma tutte protese ad intercettare bisogni affettivo-genitoriale della popolazione detenuta.

Gli adulti giovani ci stanno a cuore

Incontro diocesano adulti giovani di Azione Cattolica

Domenica 16 Marzo - Hospitalis, Melfi

Incontro adulti giovani ac

Il settore adulti di azione cattolica della nostra diocesi, vuole porre l’attenzione alla fascia di età degli adulti-giovani per tenere il tempo della loro vita per non lasciarli soli, per accompagnarli in una fase in cui le scelte stravolgono il vivere e rischiano di farli sentirsi “fuori” perché non più “in grado” di seguire i ritmi pastorali e associativi, vuole farlo con la consapevolezza che occorre ripartire dalla custodia, dalla cura, dalla fatica di camminare insieme e del ricercare insieme una proposta, nuove prassi da avviare. L’incontro diocesano per adulti giovani che si terrà a Melfi presso l’ HOSPITALIS il prossimo 16 marzo vuole essere un primo passo in tal senso. Ci faremo aiutare in questo da Francesco Carrozzo coordinatore del testo adulti, già consigliere nazionale del settore adulti per capire come l’azione cattolica nazionale si sta muovendo rispetto a questo. L’incontro è rivolto ai gruppi adulti giovani della diocesi, agli adulti giovani presenti nelle varie parrocchie , agli adulti giovani che hanno fatto parte in passato dell’associazione.

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2025

Camminiamo insieme nella speranza

Cari fratelli e sorelle!

Con il segno penitenziale delle ceneri sul capo, iniziamo il pellegrinaggio annuale della santa Quaresima, nella fede e nella speranza. La Chiesa, madre e maestra, ci invita a preparare i nostri cuori e ad aprirci alla grazia di Dio per poter celebrare con grande gioia il trionfo pasquale di Cristo, il Signore, sul peccato e sulla morte, come esclamava San Paolo: «La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» ( 1Cor 15,54-55). Infatti Gesù Cristo, morto e risorto, è il centro della nostra fede ed è il garante della nostra speranza nella grande promessa del Padre, già realizzata in Lui, il suo Figlio amato: la vita eterna (cfr Gv 10,28; 17,3).

In questa Quaresima, arricchita dalla grazia dell’Anno Giubilare, desidero offrirvi alcune riflessioni su cosa significa camminare insieme nella speranza, e scoprire gli appelli alla conversione che la misericordia di Dio rivolge a tutti noi, come persone e come comunità.

Prima di tutto, camminare. Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” fa pensare al lungo viaggio del popolo d’Israele verso la terra promessa, narrato nel libro dell’Esodo: il difficile cammino dalla schiavitù alla libertà, voluto e guidato dal Signore, che ama il suo popolo e sempre gli è fedele. E non possiamo ricordare l’esodo biblico senza pensare a tanti fratelli e sorelle che oggi fuggono da situazioni di miseria e di violenza e vanno in cerca di una vita migliore per sé e i propri cari. Qui sorge un primo richiamo alla conversione, perché siamo tutti pellegrini nella vita, ma ognuno può chiedersi: come mi lascio interpellare da questa condizione? Sono veramente in cammino o piuttosto paralizzato, statico, con la paura e la mancanza di speranza, oppure adagiato nella mia zona di comodità? Cerco percorsi di liberazione dalle situazioni di peccato e di mancanza di dignità? Sarebbe un buon esercizio quaresimale confrontarsi con la realtà concreta di qualche migrante o pellegrino e lasciare che ci coinvolga, in modo da scoprire che cosa Dio ci chiede per essere viaggiatori migliori verso la casa del Padre. Questo è un buon “esame” per il viandante.

In secondo luogo, facciamo questo viaggio insieme. Camminare insieme, essere sinodali, questa è la vocazione della Chiesa. I cristiani sono chiamati a fare strada insieme, mai come viaggiatori solitari. Lo Spirito Santo ci spinge ad uscire da noi stessi per andare verso Dio e verso i fratelli, e mai a chiuderci in noi stessi. Camminare insieme significa essere tessitori di unità, a partire dalla comune dignità di figli di Dio (cfr Gal 3,26-28); significa procedere fianco a fianco, senza calpestare o sopraffare l’altro, senza covare invidia o ipocrisia, senza lasciare che qualcuno rimanga indietro o si senta escluso. Andiamo nella stessa direzione, verso la stessa meta, ascoltandoci gli uni gli altri con amore e pazienza.

In questa Quaresima, Dio ci chiede di verificare se nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nei luoghi in cui lavoriamo, nelle comunità parrocchiali o religiose, siamo capaci di camminare con gli altri, di ascoltare, di vincere la tentazione di arroccarci nella nostra autoreferenzialità e di badare soltanto ai nostri bisogni. Chiediamoci davanti al Signore se siamo in grado di lavorare insieme come vescovi, presbiteri, consacrati e laici, al servizio del Regno di Dio; se abbiamo un atteggiamento di accoglienza, con gesti concreti, verso coloro che si avvicinano a noi e a quanti sono lontani; se facciamo sentire le persone parte della comunità o se le teniamo ai margini. Questo è un secondo appello: la conversione alla sinodalità.

In terzo luogo, compiamo questo cammino insieme nella speranza di una promessa. La speranza che non delude (cfr Rm 5,5), messaggio centrale del Giubileo, sia per noi l’orizzonte del cammino quaresimale verso la vittoria pasquale. Come ci ha insegnato nell’Enciclica Spe salvi il Papa Benedetto XVI, «l’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: “Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” ( Rm 8,38-39)». Gesù, nostro amore e nostra speranza, è risorto e vive e regna glorioso. La morte è stata trasformata in vittoria e qui sta la fede e la grande speranza dei cristiani: nella risurrezione di Cristo!

Ecco la terza chiamata alla conversione: quella della speranza, della fiducia in Dio e nella sua grande promessa, la vita eterna. Dobbiamo chiederci: ho in me la convinzione che Dio perdona i miei peccati? Oppure mi comporto come se potessi salvarmi da solo? Aspiro alla salvezza e invoco l’aiuto di Dio per accoglierla? Vivo concretamente la speranza che mi aiuta a leggere gli eventi della storia e mi spinge all’impegno per la giustizia, alla fraternità, alla cura della casa comune, facendo in modo che nessuno sia lasciato indietro?

Sorelle e fratelli, grazie all’amore di Dio in Gesù Cristo, siamo custoditi nella speranza che non delude (cfr Rm 5,5). La speranza è “l’ancora dell’anima”, sicura e salda. In essa la Chiesa prega affinché «tutti gli uomini siano salvati» ( 1Tm 2,4) e attende di essere nella gloria del cielo unita a Cristo, suo sposo. Così si esprimeva Santa Teresa di Gesù: «Spera, anima mia, spera. Tu non conosci il giorno né l’ora. Veglia premurosamente, tutto passa in un soffio, sebbene la tua impazienza possa rendere incerto ciò che è certo, e lungo un tempo molto breve» ( Esclamazioni dell’anima a Dio, 15, 3).

La Vergine Maria, Madre della Speranza, interceda per noi e ci accompagni nel cammino quaresimale.

Roma, San Giovanni in Laterano, 6 febbraio 2025, memoria dei Santi Paolo Miki e compagni, martiri.

Walk in progress, pellegrini di speranza: incontri per giovani

Domenica 2 marzo 2025 - Parrocchia Santa Gianna Beretta Molla, Melfi

Gli Uffici di Pastorale Vocazionale e Giovanile assieme alle suore Apostoline propongono un incontro per tutti i giovani dai 18 ai 35 anni che si terrà domenica 2 marzo, alle ore 19.30 presso la Parrocchia Santa Gianna Beretta Molla, a Melfi.

Tale incontro si inserisce in un percorso di accompagnamento verso il Giubileo, al fine di comprendere come tale dinamica di speranza si renda sempre concreta nella vita personale e quotidiana di ognuno e viverla pienamente.

Per informazioni è possibile contattare Don Davide al numero 3272180785, Claudia al numero 3281370066 o il profilo @orientati_ su Instagram.

La casa delle aspettative: incontro per giovani famiglie

Sabato 1 marzo 20225 - Centro sociale don Domenico Telesca, Barile

La casa delle aspettative è un incontro organizzato dagli Uffici di Pastorale Vocazionale, Giovanile e Familiare con le Suore Apostoline, e si rivolge a tutte le giovani famiglie (under 45).

L’incontro si terrà presso il Centro sociale don Domenico Telesca, a Barile, sabato 1 marzo 2025 alle ore 20.00 e sarà formato dalla cena condivisa (per cui è possibile portare qualcosa da condividere) e dalle attività.
È prevista anche l’animazione per i bambini.

Per informazioni è possibile contattare Don Davide al numero 3272180785, Giusy al numero 3669904094, Matilde al numero 3356729286 oppure è possibile contattare l’equipe su Instagram: @orientati_.

Walk in progress, pellegrini di speranza: Incontri per adolescenti

Sabato 1 marzo 2025 - Hospitalis, Melfi

Il 1 marzo 2025 presso l’Hospitalis, a Melfi, si terrà il secondo incontro per gli adolescenti organizzato dalla Pastorale Vocazionale e Giovanile con le Suore Apostoline e si inserisce nel percorso di accompagnamento al Giubileo, cercando di coltivare sempre di più il tema della speranza e di capire come esso sia presente nella vita di ognuno.

L’incontro è rivolto a tutti i ragazzi tra i 13 e i 17 anni e inizieranno con il pranzo alle ore 12.30, cui seguiranno le attività e si concluderà alle ore 17.30.

La quota di partecipazione è di 5 euro. Per informazioni, è possibile contattare Claudia al numero 3281370066 o Giusy al numero 3669904094 o la pagina Instagram @orientati_.

Incontri per studenti dopo la scuola

Venerdì 28 febbraio 2025 - Centro pastorale San Mauro, Lavello

L’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale, assieme alle Suore Apostoline sta continuando ad incontrare gli studenti presso l’Istituto Solimene di Lavello.

In seguito agli incontri nelle classi, si propone un incontro presso il Centro pastorale San Mauro, a Lavello, per tutti gli studenti dal I al V superiore. L’incontro si terrà venerdì 28 febbraio e inizierà con il pranzo alle ore 13.30. Saranno poi proposte delle attività, guidate dall’equipe e dalle Suore Apostoline e terminerà alle ore 17.00.

L’iscrizione all’incontro è possibile al link: Iscrizione all’incontro per studenti

Chiesa di San Gerardo - Rionero in V. - domenica 23 febbraio 2025

OLTRE I CONFINI PASTORALI: NUOVE FORME PASTORALI IN UN CAMBIAMENTO DI EPOCA

Formazione Unitaria

 

Domenica 23 Febbraio 2025, presso la Chiesa di San Gerardo Maiella in Rionero in V., con l’accompagnamento dell’equipe del Centro Studi Missione Emmaus si vivrà in diocesi il primo dei 3 appuntamenti di formazione unitaria di questo anno Pastorale

 

Chi è il Centro Studi Missione Emmaus che ci accompagnerà in questo cammino formativo

 

Il Centro Studi Missione Emmaus nasce nel 2018 su impulso dei fondatori Roberto Mauri, Fabrizio Carletti, Stefano Bucci e don Sergio Carettoni. Fin dai primi passi coniuga due attenzioni:

a) una ricerca di alto livello legata alla prospettiva del cambiamento sistemico processuale;

b) lo specifico ambito ecclesiale.

In questa prospettiva il Centro Studi si pone come strumento di accompagnamento per la “conversione pastorale” offrendo a Sacerdoti, Vescovi, Vicari, Provinciali, Superiori Generali… esperienze di facilitazione e di trasformazione coniugate e integrate alla consulenza di processo.

Nella prospettiva della ricerca il Centro Studi ha proposto in questi anni Think Tank su temi pastorali di rilievo. Ha partecipato a Convegni nazionali e internazionali, ha pubblicato diversi testi e continua con il suo Blog a promuovere un pensiero distintivo sul cambiamento pastorale.

Nella prospettiva dell’accompagnamento il Team ha lavorato con oltre 200 realtà ecclesiali, a livello nazionale e internazionale, facilitando processi di unificazione e di integrazione di parrocchie e Diocesi, Province Religiose, Capitoli e Assemblee, processi di riforma di Curie e Centri Pastorali, con ridefinizione di forme e prassi pastorali in contesti complessi.

Da alcuni anni, tramite il Percorso Intro, il Team offre un’esperienza trasformativa dedicata a futuri “facilitatori del cambiamento pastorale” nella quale si consegnano chiavi di lettura inedite e strumenti elaborati nel corso della stessa. Il Team cura inoltre una rete di ricerca ed interesse sul “cambiamento pastorale”, dedicata a coloro che hanno preso parte al Percorso Intro denominata Accademia Campo Base.

La Vision
(Luca 24,13-36)

In quello stesso giorno…

Forse avevano ragione loro a mettersi in cammino e uscire da Gerusalemme, non quelli che stavano chiusi e spaventati nel Cenacolo. Forse quei due non se ne stavano andando, non stavano minacciando l’unità del gruppo dei discepoli ma cercavano risposte e strade diverse rispetto alla sicurezza che dava loro il restare fermi, immobili, chiusi tra mura amiche.

Forse avevano ragione loro, a rischiare il confronto con uno sconosciuto lungo la strada, per non ripiegarsi a cercare consolazione tra persone note. Forse è per questo loro interrogarsi, nonostante tutto, che il Risorto ha trovato più decisivo mettersi al loro fianco, prima di apparire a chi attendeva passivo e incerto tra le mura amiche.

Prima di tornare a Gerusalemme occorre uscire verso Emmaus; prima di ricevere conferme servono le domande; prima del bisogno di sicurezza viene il desiderio di libertà e leggerezza.

“In quello stesso giorno”, ovvero oggi, siamo di fronte a queste scelte.

La Mission 

Liberiamo il Cambiamento Pastorale

Dalla formazione all’accompagnamento

Il Centro Studi opera attraverso un approccio di accompagnamento pastorale che si differenza da una semplice proposta di formazione. Ciò si concretizza nell’affiancamento e nel sostegno dei responsabili di una Diocesi o Comunità Religiosa, senza sostituirsi ad essi, ma facilitando e sviluppando sinergie che valorizzino le risorse presenti.

Dai progetti ai processi

Lavorare per processi significa attivare nuovi dinamismi a partire da una visione condivisa e non da semplici bisogni, privilegia l’apprendimento rispetto al risultato, opera attraverso il discernimento delle priorità e non con analisi e obiettivi, fa risuonare attraverso la narrazione l’eco dello Spirito che orienta e sostiene il processo stesso.

 

PREGHIERA CORALE, AFFETTUOSA E GRATA PER PAPA FRANCESCO

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

PREGHIERA CORALE, AFFETTUOSA E GRATA PER PAPA FRANCESCO

Carissimi,

ci sono momenti, come questi del ricovero in ospedale di Papa Francesco, in cui il nostro legame ecclesiale con il Santo Padre deve manifestarsi visibilmente anche nell’affettuosa unione di preghiera per la Sua persona.

La nostra Diocesi con tutte comunità parrocchiali, in questi giorni in cui il Santo Padre è ricoverato presso il Policlinico A. Gemelli in Roma, si stringe con affetto attorno a lui, pregando e facendo pregare per la Sua piena guarigione.

Anche la nostra Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, unita a tutte le Chiese che sono in Italia, desidera far sentire a Papa Francesco il suo affetto attraverso una preghiera corale, intensa e perseverante.

La nostra Chiesa locale ama il Papa e prega per lui in questo momento di fragilità e di sofferenza!

Con fiducia eleviamo al Signore la nostra invocazione nelle Sante Messe e in ogni altra preghiera comunitaria.

Chiediamo al Signore che sostenga Papa Francesco e gli dia il dono della guarigione, affinché attraverso il Suo Magistero egli possa continuare a guidare il cammino della Chiesa sui sentieri della comunione e della missione.

Invito, dunque, tutti i presbiteri a celebrare la Santa Messa per il Papa, e chiedo ad ogni comunità parrocchiale, ad ogni casa religiosa, a ogni cuore illuminato dalla luce della Fede di unirsi in preghiera, affinché il Signore lo custodisca per aiutarci ad essere autentici pellegrini di speranza.

La Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli, interceda per il nostro amato Papa Francesco e faccia sentire al suo cuore l’affetto sincero di tutta la Chiesa e delle donne e degli uomini di buona volontà.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

Preghiera e vicinanza al Papa

Preghiera e vicinanza al Papa

«Gli auguri per una pronta guarigione e la preghiera delle Chiese in Italia».

È quanto scrive la Cei nel suo sito www.chiesacattolica.it e sui suoi canali social riguardo a Papa Francesco che venerdì 14 febbraio, «al termine delle udienze, si ricovera al Policlinico Agostino Gemelli per alcuni accertamenti diagnostici e per proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite in corso».

Fonte Cei