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ALLA RICERCA DI SOLUZIONI POSSIBILI E CONCRETE PER LE PRESTAZIONI SANITARIE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

COMUNICATO

PER DARE VOCE ALLA GENTE E PER FAVORIRE IL DIALOGO
ALLA RICERCA DI SOLUZIONI POSSIBILI E CONCRETE
PER LE PRESTAZIONI SANITARIE NEL VULTURE-MELFESE-ALTO BRADANO

 

L’incertezza che circonda in questi giorni i presidi sanitari convenzionati  preoccupa tutti i cittadini del nostro territorio. Come Vescovo sento il dovere di farmi portavoce delle persone fragili di questa nostra comunità, che hanno necessità di interventi diagnostici e prestazioni sanitarie urgenti e facilmente raggiungibili, dato che ogni anno vengono assisti un numero importante di pazienti del nostro territorio.

Ogni legittima valutazione sull’ottimizzazione della spesa sanitaria non può e non deve minimamente intaccare il diritto alla salute dei cittadini, un bene pubblico indiscutibile che va non solo difeso ma coltivato e promosso sempre di più. E questo obiettivo non può che coincidere con il sostegno fattivo ai presidi sanitari convenzionati, centri che negli anni hanno raggiunto traguardi importanti nel campo della diagnostica, della cura e dell’assistenza e che oggi costituiscono un patrimonio di competenze e professionalità importante nel sistema sanitario regionale.

Mi appello alle istituzioni politiche e sanitarie della Regione Basilicata. Spero fortemente che all’ascolto attento seguano decisioni a tutela del diritto alla salute di tutti ma in modo particolare delle persone più fragili. Confido che tutti sapranno fare squadra per risolvere questa emergenza avendo a cuore innanzitutto il bene delle famiglie, dei pazienti e degli operatori nel settore sanitario. Di certo la Chiesa diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa continuerà a prestare la sua voce alla propria gente e farà la sua parte per favorire il dialogo alla ricerca di soluzioni possibili e concrete.

Melfi, 6 settembre 2025

+ Ciro Fanelli

Vescovo

Aree interne: Lettera aperta al Governo e al Parlamento

Aree interne: Lettera aperta al Governo e al Parlamento

Pubblichiamo la “Lettera aperta al Governo e al Parlamento”, sottoscritta a conclusione dell’annuale convegno dei Vescovi delle Aree interne. Il documento, firmato al momento da 139 tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati, resta aperto per ulteriori adesioni. Il testo sarà consegnato all’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Isole e Aree Fragili”.

Nella difficile fase in cui siamo immersi è indubbio che nel Paese si stia allargando la forbice delle disuguaglianze e dei divari, mentre le differenze non riescono a diventare risorse, tanto da lasciare le società locali – e in particolare i piccoli centri periferici – alle prese con nuove solitudini e dolorosi abbandoni. Sullo sfondo, assistiamo alla più grave eclissi partecipativa mai vissuta. S’impone, dunque, una diversa narrazione della realtà, capace nel contempo di manifestare una chiara volontà di collaborazione e di sostegno autentico ed equilibrato, al fine di favorire le resistenze virtuose in atto nelle cosiddette Aree Interne, dove purtroppo anche il senso di comunità è messo a rischio dalle continue emergenze, dalla scarsa consapevolezza e dalla rassegnazione.
La recente pubblicazione del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne, che aggiorna la Strategia Nazionale per questi territori, delinea per l’ennesima volta il quadro di una situazione allarmante, soprattutto per il calo demografico e lo spopolamento, ritenuti nella sostanza una condanna definitiva, tale da far scrivere agli esperti che «la popolazione può crescere solo in alcune grandi città e in specifiche località particolarmente attrattive» (p. 45). Nel testo, vengono a un certo punto indicati alcuni obiettivi che, però, per la stragrande maggioranza delle aree interne, risultano irraggiungibili per mancanza di «combinazione tra attrattività verso le nuove generazioni e condizioni favorevoli alle scelte di genitorialità» (ivi). Sono molti gli indicatori che fanno prevedere all’ISTAT un destino delle aree interne che, sotto tanti aspetti, sarebbe definitivamente segnato, al punto che l’Obiettivo 4 della Strategia nazionale s’intitola: «Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile». In definitiva, un invito a mettersi al servizio di un “suicidio assistito” di questi territori. Si parla, infatti, di struttura demografica ormai compromessa, «con basse prospettive di sviluppo economico e deboli condizioni di attrattività. Queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma non possono nemmeno essere abbandonate a sé stesse». In sintesi, il sostegno per una morte felice.
In questo quadro complesso – e preoccupante! –, la comunità ecclesiale resta una delle poche realtà presenti ancora in modo capillare sul territorio nazionale. Già nel maggio 2019 i vescovi della Metropolia beneventana sottoscrissero un documento (Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli Amministratori) che metteva a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle cosiddette “aree interne”. Prese avvio allora un percorso che ha avuto i suoi sviluppi. Via via s’è andata difatti manifestando in maniera crescente anche l’esigenza di mettere a fuoco la questione da un punto di vista più strettamente pastorale: è per questo che, dal 2021 ogni anno, a Benevento, s’incontrano vescovi provenienti da tutte le regioni d’Italia al fine di avviare un confronto con l’obiettivo, se non di enucleare una pastorale per le aree interne, almeno di abbozzarne qualche linea.
Va inoltre precisato che la stessa Caritas italiana, facendo seguito alle richieste delle Caritas diocesane, sta avviando un coordinamento nazionale per le aree interne, pure con l’intento di sostenere le realtà territoriali nell’elaborazione di progetti che promuovano la coesione sociale e favoriscano la “restanza”, ovvero la possibilità concreta per le persone, soprattutto i giovani, di scegliere di rimanere e costruire il proprio futuro nei luoghi in cui sono nati: un lavoro frutto di un processo dal basso, fondato sull’ascolto dei bisogni e sulla mappatura partecipata delle risorse locali.
Anche diversi interventi promossi con i fondi dell’8xmille testimoniano questa attenzione concreta: attivazione di una rete d’infermieri e operatori sociosanitari di comunità, servizi di taxi sociale, valorizzazione delle risorse esistenti per favorire occupazione e imprenditorialità locale.
Come vescovi e pastori di moltissime comunità fragili e abbandonate, quindi, non possiamo e non vogliamo rassegnarci alla prospettiva adombrata dal Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne; risuonano anzi ancor più forti, dentro di noi, le parole del profeta: «Figlio dell’uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele» (Ez 3,17). Non possiamo del resto non considerare come, nel corso degli anni, documenti e decreti governativi e regionali siano finiti in un ingorgo di dispositivi legislativi per lo più inapplicati, non di rado utili soltanto a consolidare la distribuzione di finanziamenti secondo logiche politico-elettorali, mettendo spesso le piccole realtà in contrasto tra loro e finendo per considerare come progetti strutturali piccoli interventi stagionali.
Chiediamo perciò che venga esplorata con realismo e senso del bene comune ogni ipotesi d’invertire l’attuale narrazione delle aree interne. Sollecitiamo le forze politiche e i soggetti coinvolti a incoraggiare e sostenere, responsabilmente e con maggiore ottimismo politico e sociale, le buone prassi e le risorse sul campo, valorizzando un sistema di competenze convergenti, utilizzate non più per marcare differenze, ma per accorciare le distanze tra le diverse realtà nel Paese. Chiediamo altresì di avviare un percorso plurale e condiviso in cui gli attori contribuiscano a costruire partecipazione e confronto così da generare un ripopolamento delle idee ancor prima di quello demografico.
Riteniamo, inoltre, che si debba ribaltare la definizione delle aree interne, passando da un’esclusiva visione quantitativa dello spazio e del tempo – in cui è ancora il concetto di lontananza centro-periferia a creare subalternità – a una narrazione che lasci emergere una visione qualitativa delle storie, della cultura e della vita di certi luoghi: si favoriscano esperienze di rigenerazione coerenti con le originalità locali e in grado di rilanciare l’identità rispetto alla frammentazione sociale; s’incoraggi il controesodo con incentivi economici e riduzione delle imposte, soluzioni di smart working e co working, innovazione agricola, turismo sostenibile, valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, piani specifici di trasporto, recupero dei borghi abbandonati, co-housing, estensione della banda larga, servizi sanitari di comunità, telemedicina.
In questi luoghi in cui la vita rischia di finire, essa può invece assumere una qualità superiore: guardarli con lo stesso spirito con cui ci si pone al capezzale di un morente sarebbe – oltre che segno di grave miopia politica – un torto fatto alla Nazione intera, poiché un territorio non presidiato dall’uomo è sottoposto a una pressione maggiore delle forze della natura, con il rischio – per nulla ipotetico – di favorire nuovi e sempre più vasti disastri ambientali, senza contare il rischio della perdita di parte di quell’immenso patrimonio artistico-architettonico che fa dell’Italia intera un museo a cielo aperto.
Ci auguriamo che queste nostre riflessioni, frutto di esperienze maturate sul campo, che offriamo in spirito di serena collaborazione, siano fatte oggetto di attenta riflessione da parte del Governo e del Parlamento. Per questo, saremmo lieti di poter esporre le nostre riflessioni in un dialogo sereno e costruttivo, qualora ciò si ritenesse opportuno.

Con vivissima cordialità.

   Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento

Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente CEI

Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale CEI

Card. Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

Card. Domenico Battaglia, Arcivescovo di Napoli

Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino, Arcivescovo-Vescovo di Susa

Card. Francesco Montenegro, Amministratore Apostolico dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, Arcivescovo emerito di Agrigento

Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena Nonantola, Vescovo di Carpi, Vicepresidente CEI

Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo di Ascoli Piceno, Vescovo di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, Vicepresidente CEI

Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio, Vicepresidente CEI

Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, Presidente COMECE

Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù

Mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti

Mons. Adriano Cevolotto, Vescovo di Piacenza-Bobbio

Mons. Domenico Pompili, Vescovo di Verona

Mons. Franco Moscone, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo

Mons. Mario Vaccari, Vescovo di Massa Carrara-Pontremoli

Mons. Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace

Mons. Giacomo Cirulli, Vescovo di Teano-Calvi, Vescovo di Alife-Caiazzo,
Vescovo di Sessa Aurunca

Mons. Sabino Iannuzzi, Vescovo di Castellaneta

Mons. Pietro Lagnese, Vescovo di Caserta, Vescovo di Capua

Mons. Gaetano Castello, Vescovo ausiliare di Napoli

Mons. Antonio Napolioni, Vescovo di Cremona

Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Avellino

Mons. Carlo Villano, Vescovo di Pozzuoli, Vescovo di Ischia

Mons. Lauro Tisi, Arcivescovo di Trento

Mons. Giuseppe Vegezzi, Vescovo ausiliare di Milano

Mons. Andrea Bellandi, Arcivescovo di Salerno

Mons. Francesco Soddu, Vescovo di Terni-Narni-Amelia

Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia

Mons. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina, Vescovo di Tricarico

Mons. Ciro Fanelli, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa

Mons. Vincenzo Carmine Orofino, Vescovo di Tursi-Lagonegro

Mons. Stefano Rega, Vescovo di San Marco Argentano-Scalea

Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa

Mons. Antonello Mura, Vescovo di Nuoro, Vescovo di Lanusei

Mons. Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia

Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo

Mons. Roberto Carboni, Arcivescovo di Oristano, Vescovo di Ales-Terralba

Mons. Corrado Melis, Vescovo di Ozieri

Mons. Franco Alfano, Arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia

Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale

Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento

Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone

Mons. Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta

Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania

Mons. Gualtiero Isacchi, Arcivescovo di Monreale

Mons. Giuseppe Schillaci, Vescovo di Nicosia

Mons. Salvatore Rumeo, Vescovo di Noto

Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo

Mons. Guglielmo Giombanco, Vescovo di Patti

Mons. Rosario Gisana, Vescovo di Piazza Armerina

Mons. Giuseppe La Placa, Vescovo di Ragusa

Mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa

Mons. Pierino Fragnelli, Vescovo di Trapani

Mons. Cesare Di Pietro, Vescovo ausiliare di Messina

Mons. Luca Raimondi, Vescovo ausiliare di Milano

Mons. Giuseppe Mazzafaro, Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti

Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo

Mons. Ambrogio Spreafico, Amministratore Apostolico di Frosinone-Veroli-Ferentino, Amministratore Apostolico di Anagni-Alatri

Mons. Luciano Paolucci Bedini, Vescovo di Gubbio, Vescovo di Città di Castello

Mons. Vito Piccinonna, Vescovo di Rieti

Mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Orvieto-Todi

Mons. Daniele Gianotti, Vescovo di Crema

Mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli, Vescovo di Palestrina

Mons. Giuseppe Favale, Vescovo di Conversano-Monopoli

Mons. Lorenzo Ghizzoni, Arcivescovo di Ravenna-Cervia

Mons. Mario Toso, Vescovo di Faenza-Modigliana

Mons. Luigi Vari, Arcivescovo di Gaeta

Mons. Davide Carbonaro, Arcivescovo di Potenza

Mons. Francesco Neri, Arcivescovo di Otranto

Mons. Mauro Maria Morfino, Vescovo di Alghero-Bosa

Mons. Mario Farci, Vescovo di Iglesias

Mons. Antonio De Luca, Vescovo di Teggiano-Policastro

Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra

Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca

Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

Mons. Gianrico Ruzza, Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, Vescovo di Porto-Santa Rufina

Mons. Franco M. G. Agnesi, Vicario Generale di Milano

Mons. Leonardo D’Ascenzo, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie

Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo

Mons. Livio Corazza, Vescovo di Forlì-Bertinoro

Mons. Giovanni Mosciatti, Vescovo di Imola

Mons. Calogero Marino, Vescovo di Savona-Noli

Mons. Andrea Migliavacca, Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

Mons. Francesco Beneduce, Vescovo ausiliare di Napoli

Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo di Cesena-Sarsina

Mons. Marco Brunetti, Vescovo di Alba

Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo

Mons. Fortunato Morrone, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova

Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea

Mons. Claudio Giuliodori, Ass. Eccl. Generale dell’Azione Cattolica Italiana e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Mons. Roberto Fornaciari, Vescovo di Tempio-Ampurias

Mons. Giacomo Morandi, Arcivescovo-Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla

Mons. Domenico Beneventi, Vescovo di San Marino-Montefeltro

Mons. Renato Marangoni, Vescovo di Belluno-Feltre

Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Vescovo di Foligno

Mons. Giuseppe Mengoli, Vescovo di San Severo

Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara

Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola

Mons. Santo Marcianò, Vescovo eletto di Frosinone-Veroli-Ferentino,
Vescovo eletto di Anagni-Alatri

Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi-Cava de’Tirreni

Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli

Mons. Giuseppe Giudice, Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno

Mons. Bernardino Giordano, Vescovo di Grosseto, Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello

Mons. Marco Tasca, Arcivescovo di Genova

Mons. Vincenzo Calvosa, Vescovo di Vallo della Lucania

Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Mons. Ivo Muser, Vescovo di Bolzano-Bressanone

Mons. Pierantonio Pavanello, Vescovo di Adria-Rovigo

Mons. Giuliano Brugnotto, Vescovo di Vicenza

Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Arcivescovo di Gorizia

Mons. Giampaolo Dianin, Vescovo di Chioggia

Mons. Michele Tomasi, Vescovo di Treviso

Mons. Fausto Tardelli, Vescovo di Pistoia, Vescovo di Pescia

Mons. Saverio Cannistrà, Arcivescovo di Pisa

Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze

Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia

Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo di Catanzaro-Squillace

Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma

Mons. Sergio Melillo, Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia

Mons. Paolo Ricciardi, Vescovo di Jesi

Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei

Sottoscrive il documento l’intera Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana:

Mons. Camillo Cibotti, Vescovo di Isernia-Venafro (Presidente), Vescovo di Trivento

Mons. Emidio Cipollone, Vescovo di Lanciano-Ortona (Vicepresidente)

Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto

Mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne

Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo di Teramo-Atri

Mons. Michele Fusco, Vescovo di Sulmona-Valva

Mons. Giovanni Massaro, Vescovo di Avezzano

Mons. Biagio Colaianni, Arcivescovo di Campobasso-Bojano

Mons. Claudio Palumbo, Vescovo di Termoli-Larino

Mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo di L’Aquila

Mons. Francesco Sirufo, Arcivescovo di Acerenza

Dom Luca Antonio Fallica, Abate di Montecassino

Dom Diego Gualtiero Rosa, Abate Territoriale di Monte Oliveto

Don Michele Petruzzelli, Abate di Cava de’ Tirreni

Don Riccardo Luca Guariglia, Abate di Montevergine

26 Agosto 2025

22 agosto: digiuno e preghiera

22 agosto: digiuno e preghiera

La Chiesa italiana aderisce all’invito del Papa

Questa mattina, 20 agosto, al termine dell’Udienza Generale, Papa Leone XIV ha invitato “tutti i fedeli a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti in corso”. La Chiesa in Italia aderisce a questo invito, chiedendo alle comunità ecclesiali di invocare il dono della riconciliazione per la nostra Terra che, ha sottolineato il Pontefice, “continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina, e in molte altre regioni del mondo”.
“Ci uniamo al pressante appello del Santo Padre: il perdurare di situazioni di violenza, odio e morte ci impegna a intensificare la preghiera per una pace disarmata e disarmante, supplicando la Beata Vergine Maria Regina della Pace di allontanare da ogni popolo l’orrore della guerra e di illuminare le menti di quanti hanno responsabilità politiche e diplomatiche”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI ricordando che “la pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa (Leone XIV, Udienza ai Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana, 17 giugno 2025).

NON SABOTIAMO LA PACE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

NON SABOTIAMO LA PACE

“Non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato”

 

Carissimi,

  1. quest’anno, mentre ci prepariamo a celebrare la solennità dell’Assunta – facendo eco all’appello di Papa Leone XIV e della Chiesa italiana – sento nell’animo il dovere morale di raggiungervi con questo messaggio per chiedervi una corale preghiera per la pace e un forte impegno civico, affinché non si lasci nulla di intentato per porre fine alla tragedia della guerra che sta colpendo in particolare il cuore dell’Europa e il Medio Oriente. Il nostro cuore credente – illuminato dalla luce della fede in Cristo, re della Pace – non può non rivolgersi all’Altissimo con la forza della preghiera affinché cessi quanto prima l’orrore della guerra in ogni parte della terra e i popoli possano convivere nella pace, nella libertà e nella giustizia. Noi cristiani, infatti, siamo fermamente convinti che, come affermava san Giovanni Crisostomo, «l’uomo che prega ha le mani sul timone della storia». Con questa certezza nel cuore chiediamo nella preghiera il dono di una pace che sia, come ci ha detto Papa Leone XIV, «disarmata e disarmante».
  1. La necessità della preghiera per la pace nel mondo, per noi cristiani, si fa più urgente in questo giorno solenne nel quale onoriamo Maria Santissima, assunta in cielo in anima e corpo, segno di sicura speranza per l’intera umanità. Contemplando la Vergine di Nazareth, vittoriosa sul peccato e sulla morte, sentiamo innanzitutto il dovere morale di uscire da ogni possibile forma di indifferenza con la quale possiamo rapportarci alle tragiche e drammatiche notizie che ci provengono dai luoghi martoriati da una guerra ingiusta e ingiustificata. Papa Leone XIV ha ricordato di recente che «il Signore, infatti, ci invia al mondo a portare il suo stesso dono: “La pace sia con voi!”, e a diventarne artigiani nei luoghi della vita quotidiana. (…) Deve farsi visibile una Chiesa capace di riconciliazione. L’apostolo Paolo ci esorta così: ‘Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti’ (Rm 12,18); è un invito che affida a ciascuno una porzione concreta di responsabilità».
  1. Pensando in particolare all’Ucraina e a Gaza, il dolore e la preoccupazione ci spingono a stare dalla parte di quanti soffrono ingiustamente per gli orrori della guerra e di tutti coloro chiedono il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi.  Il nostro tempo sta vivendo una grave crisi umanitaria, soprattutto in quei luoghi dove la guerra schiaccia la popolazione civile: bambini, donne, anziani, persone vulnerabili. Tutti abbiamo il dovere di far giungere ai capi delle nazioni il grido delle popolazioni, che soffrono a causa di questi disumani conflitti, affinché cessino queste guerre fratricide e le nazioni coinvolte si incammino sinceramente sulla via del dialogo. La logica del conflitto, purtroppo, sta distruggendo ogni principio del diritto internazionale e sta calpestando la dignità delle persone, soprattutto dei più fragili. Questa tragica prospettiva ha un solo obiettivo condurre a stravincere su tutti, a non voler cedere in nulla, a non accettare nessuna di quelle soluzioni che hanno come unico obiettivo il bene complessivo. Molto spesso queste logiche perverse si presentano anche con ragionamenti geopolitici apparentemente rispettabili, ma che in realtà mostrano soltanto sete di sangue umano e volontà di asservire gli altri.  Questi ragionamenti accecano le coscienze, boicottano la pace e fanno incamminare l’umanità verso il baratro dell’autodistruzione.
  1. Non si difendono i diritti di un popolo quando vengono annullati i più elementari principi umanitari, ma si mostra semplicemente che a muovere le decisioni è la vendetta e la ritorsione! La Parola di Dio ce lo ricorda con chiarezza che chi è schiavo di queste logiche diventa cieco riguardo al volto umano dell’altro. Le atroci violenze che si perpetuano oggi in Ucraina e Gaza, e in tante altre parti del mondo, sono il segno che c’è una spudorata adorazione dell’idolo del potere. Chi ha fiducia solo nella violenza e nel potere prima o poi tende ad eliminare e distruggere l’altro, non accorgendosi che alla fine giunge a distruggere anche sé stesso. Già san Paolo ammoniva: “Non vi fate illusioni: non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato” (Lettera ai Galati 5,15 e 6,7).
  1. Siamo nel vortice di una crisi di umanità che intacca il vincolo di solidarietà fra tutto quanto ha un volto umano. Oggi è l’idea stessa di uomo, di umanità, che viene offesa; è il volto stesso di Dio che viene deturpato nell’immagine sfigurata e ferita dell’uomo: bambini, donne, anziani, persone vulnerabili! Ma proprio da questa situazione, dalla presa di coscienza di trovarsi in un tragico vicolo cieco di violenza – a cui più volte hanno fatto riferimento sia Papa Francesco che Papa Leone XIV – può scaturire un grande e corale grido di allarme, più forte di ogni logica sacrilega che vede, paradossalmente, la violenza come la via per garantire la pace. È un grido che si traduce concretamente nel proclamare che non vi sono alternative al dialogo: se vogliamo la pace, dobbiamo preparare la pace e credere nella forza del dialogo!
  1. Questo grido dell’umanità sofferente, precede ogni dichiarazione pubblica, per quanto necessaria e accorata. Di alternativo alla pace oggi vi è solo la violenza, comunque espressa. Soprattutto in questo momento in cui sembrano prevalere il male e il terrore, la sola alternativa è il dialogo come una necessità ineludibile. Per questo i leader di tutte le parti tra loro contrastanti debbono ritrovare le ragioni del diritto e costruire senza esitazioni ponti di pace. Anche le nostre comunità e le nostre istituzioni locali devono avvertire forte il dovere di non tacere e di esprimere nelle forme consentite la ferma condanna di ogni guerra, riconoscendo a tutti i popoli il diritto a vivere nella pace e nella libertà nella propria terra. La Chiesa diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa esprime, anche visibilmente ponendo sulla casa episcopale accanto ai tradizionali drappi le bandiere della pace – la più ferma condanna ad ogni violazione del diritto internazionale umanitario, che diventa sempre preludio di mali più gravi: crimini contro l’umanità, genocidio, pulizia etnica ecc… Come credenti in Cristo Gesù, unico salvatore del mondo ieri oggi e sempre, noi affermiamo la piena solidarietà a tutte le vittime di questi conflitti. Siamo infatti fermamente convinti che “dare voce al dolore altrui – come affermava il cardinale C. M. Martini – è premessa di ogni futura politica di pace”.
  1. La Vergine Santa, regina della pace, interceda per il mondo intero. Al suo Cuore Immacolato vogliamo rivolgerci con le parole di Papa Francesco raccogliendo le preghiere di tutti: «Ricorriamo a te, bussiamo alla porta del tuo Cuore noi, i tuoi cari figli che in ogni tempo non ti stanchi di visitare e invitare alla conversione. In quest’ora buia vieni a soccorrerci e consolarci. Ripeti a ciascuno di noi: “Non sono forse qui io, che sono tua Madre?” Tu sai come sciogliere i grovigli del nostro cuore e i nodi del nostro tempo. Riponiamo la nostra fiducia in te. Siamo certi che tu, specialmente nel momento della prova, non disprezzi le nostre suppliche e vieni in nostro aiuto».

Melfi, 14 agosto 2025

+ Ciro Fanelli
Vescovo


INVITO DELLA CEI A PREGARE PER LA PACE

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA

 

INVITO DELLA CEI A PREGARE PER LA PACE

 

Carissimi fratelli e sorelle,

in considerazione del drammatico momento di violenza a cui stiamo assistendo, il cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, accogliendo il pressante appello di Papa Leone XIV, invita tutte le comunità a chiedere nella preghiera al Re della Pace di allontanare al più presto dall’umanità gli orrori della guerra.

Nell’attesa di ulteriori indicazioni da parte della CEI per momenti da vivere “coralmente”, tenendo in considerazione le precedenze dei giorni liturgici, è bene che per le celebrazioni dell’Eucaristia si utilizzino i formulari delle Messe “Per la pace e la giustizia” e “In tempo di guerra e disordini” (Messale Romano pp. 894-896).

Altresì, è auspicabile che nella Liturgia delle Ore si inseriscano particolari intenzioni per implorare dal Signore il dono della pace e che si organizzino momenti di preghiera e di adorazione.

Vi saluto tutti cordialmente.

+ Ciro Fanelli
Vescovo

 

Pubblichiamo la lettera che il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ha inviato ai Vescovi e alle comunità ecclesiali invitando a intensificare la preghiera per una “pace disarmata e disarmante”.

Il drammatico momento di violenza, odio e morte a cui stiamo assistendo ci impegna a intensificare la preghiera per una “pace disarmata e disarmante”. Accogliendo il pressante appello di Papa Leone XIV, tutte le nostre comunità sono invitate a chiedere al Re della Pace di allontanare al più presto dall’umanità gli orrori e le lacrime della guerra.

Nell’attesa di ulteriori indicazioni per momenti da vivere “coralmente” nelle nostre Chiese, tenendo in considerazione le precedenze dei giorni liturgici, è bene che per le celebrazioni dell’Eucaristia si utilizzino i formulari delle Messe “Per la pace e la giustizia” e “In tempo di guerra e disordini” (Messale Romano pp. 894-896). Altresì, è auspicabile che nella Liturgia delle Ore si inseriscano particolari intenzioni per
implorare dal Signore il dono della pace e che si organizzino momenti di preghiera e di adorazione.

+Matteo Maria Card. Zuppi
Presidente CEI

 


Bicentenario della Confraternita Maria Santissima del Carmelo di Rionero in Vulture

Venerdì 1° agosto 2025 - Chiesa Madre Rionero

La Confraternita Maria Santissima del Carmelo di Rionero in Vulture, celebra il bicentenario della sua fondazione.
Eretta il 26 maggio 1825 con decreto di Francesco I, Re del Regno delle due Sicilie, in seguito recepito e confermato dal Vescovo diocesano di Melfi e Rapolla.
Gli scopi principali della confraternita sono:
1 – collaborare con gli organismi diocesani e parrocchiali per diffondere il vangelo attraverso una collaborazione attiva dei confratelli;
2 – promuovere iniziative di carattere caritativo e culturale;
3 – curare la chiesa di S. Antonio Abate, sede della stessa;
4 – organizzare la processione del sabato santo;
5 – organizzare la festa patronale della Madonna del Carmine qualora non vi fosse un comitato.

Nel corso di quest’anno giubilare, sono state pensate diverse conferenze di carattere storico e teologico – mariano, tese a ricordare il bicentenario, che avranno il culmine nella celebrazione commemorativa il 1° Agosto alla presenza del Vescovo diocesano Monsignor Ciro Fanelli.
Dopo la Santa Messa delle ore 18, introduce l’incontro don Giuseppe Cacosso parroco, segue l’intervento del prof. Michele Pinto confratello e coordinatore diocesano delle confraternite, che presenterà un excursus storico sulla confraternita di Rionero in Vulture.
Le conclusioni sono affidate al Vescovo.
Alla fine si benedirà un nuovo stendardo che ricorderà il bicentenario e sarà consegnato ad ogni confratello un diploma ricordo.

Santuari: ricognizione ufficiale e nuove istituzioni in Calabria e Basilicata

Santuari: ricognizione ufficiale e nuove istituzioni in Calabria e Basilicata

Si è conclusa la chiarificazione giuridico-pastorale, sulla base del Codice di Diritto Canonico (cann. 1230-1234) e i nn. 136-137 dell’Istruzione in materia amministrativa della Conferenza Episcopale Italiana del 31 maggio 2005, nella regione ecclesiastica della Basilicata e Calabria.

Santuari in Basilicata: nuovi titoli e centralità pastorale

In Basilicata, dopo aver pubblicato i dati nella monografia Classificazione e Decreti dei Santuari (Giustina Aceto, LEV, 2019) sono stati eretti: L’11 febbraio 2020 il luogo sacro dedicato all’Adorazione Perpetua Sante Lucia e Agata alla Fontana in Matera con il titolo di Santuario Diocesano (Prot. N.12/2020), unico Santuario Eucaristico in Basilicata e Calabria, istituito con decreto dall’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo.

Volendo istituire il primo Santuario dedicato alla Famiglia, in Basilicata, il 17 luglio 2022, memoria liturgica di Santa Sinforosa l’ordinario diocesano mons. Vincenzo Carmine Orofino vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro ha eretto il Santuario Diocesano della Famiglia “Santa Sinforosa, San Getulio e figli martiri” nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.

Il 12 ottobre 2022 (XXV anniversario dalla Beatificazione del sacerdote Lentini e inizio del «Giubileo Lentiniano – 12 ottobre 2022-12 ottobre 2023»), mons. Vincenzo Carmine Orofino vescovo di Tursi-Lagonegro ha eretto la chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari in Santuario Diocesano con il titolo “Beato Domenico Lentini”.

Il 1° dicembre 2022 mons. Giovanni Intini vescovo di Tricarico ha eretto la piccola chiesa della Parata a Santuario Diocesano dedicandola a San Giuseppe Lavoratore, unico luogo sacro presente in Basilicata e Calabria, allo sposo della Beata Vergine Maria e padre putativo di Gesù.

Il 25 aprile 2023 la chiesa parrocchia San Nicola in Tolve e Santuario Diocesano con il titolo di “San Rocco”, Patrono principale della Città da tempo immemorabile, è da molti secoli punto di riferimento spirituale e luogo di pellegrinaggio di fedeli dell’Arcidiocesi di Acerenza, è stato insignito con il titolo e della dignità di Basilica Minore.

Il 2 luglio 2024 (Boll. vol. II fol. 18 n. 018) l’arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico mons. Antonio Giuseppe Caiazzo ha confermato e dichiarato la chiesa di Santa Maria Fonte delle Grazie, ubicato a 12 chilometri da Tricarico (MT), a Santuario Mariano Diocesano come luogo di pellegrinaggi, di preghiera e di pietà popolare per i fedeli della diocesi di Tricarico e delle diocesi limitrofe «ab immemorabili».

L’11 febbraio 2025 mons. Ciro Fanelli vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa ha eretto con decreto (Prot. 10/25/V R.G.) i «luoghi di culto presenti nel territorio della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa».

Santuari in Calabria: nuovi riconoscimenti e decreti generali

In Calabria al Censimento dei luoghi Sacri – iniziato il 1° novembre 1999 (Ordinamento generale di mons. Giuseppe Agostino in I Santuari dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2000, pp. 30-32) – si sono aggiunti:

L’11 settembre 2019 (Prot. 041/2019 – decreto 028/2019) la chiesa di Santa Liberata in Santo Stefano di Rogliano (CS), già Santuario Foraniale, con prot. 032 e decreto 027 del 7 settembre 2004, è stata eretta alla dignità di “Santuario Diocesano di Santa Liberata” dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano mons. Francescantonio Nolè.

Il 16 luglio 2021 l’arcivescovo di Rossano-Cariati mons. Maurizio Aloise ha dichiarato, con decreto (Prot. n. 10/2021), la chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola in Corigliano Calabro con il titolo di Santuario Diocesano.

Il Santuario Diocesano Madonna del Castello in Castrovillari, appartenente alla diocesi di Cassano all’Jonio, è stato elevato alla dignità di Basilica Minore il 3 gennaio 2022.

Con decreto vescovile l’8 maggio 2022 mons. Donato Oliverio vescovo dell’Eparchia di Lungro ha eretto la chiesa della Madonna della Stella, posta nel territorio del comune di San Costantino Albanese in provincia di Potenza, a Santuario Diocesano Mariano.

L’8 settembre 2023 mons. Stefano Rega vescovo della diocesi di San Marco Argentano-Scalea ha stilato il Decreto sui Santuari della Diocesi di San Marco Argentano-Scale (Prot. N. 09/2023/D).

Il 12 settembre 2023 l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago ha confermato e dichiarato la chiesa della Madonna della Rocca in Settingiano (CZ) a Santuario Mariano Parrocchiale.

La chiesa Cuore Immacolata di Maria Rifugio delle Anime, sorta a Paravati, voluta dalla Serva di Dio Natuzza Evolo (1924-2009) è stata elevata da mons. Attilio Nostro vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea alla dignità di Santuario il 23 agosto 2024 (Prot. N. 31/24/D).

Il 10 marzo 2025 mons. Francesco Oliva vescovo di Locri-Gerace ha formulato il ″Regolamento generale dei Santuari diocesani″, (Decreto vescovile n. 695 – Prot. n. 199/2025), «per disciplinare giuridicamente questi luoghi per una migliore organizzazione degli stessi e per una maggiore trasparenza ed efficienza nei servizi che ivi vengono svolti a favore dei fedeli» (Cfr. Decreto vescovile n. 695 – 1. Premessa).

Il Censimento dei Santuari in Calabria si conclude con il Decreto Generale di Qualificazione e Riordino dei Santuari dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova (Prot. N. A/16/25 del 1° maggio 2025) dell’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra (CEC) mons. Fortunato Morrone.

 Mappatura e digitalizzazione dei dati: un progetto condiviso

L’obiettivo del Censimento è realizzare la schedatura e “mappatura” dei Santuari, registrandone gli elementi più caratteristici e significativi, corredati da una ricca e spesso inedita documentazione, con lo scopo finale di pubblicare le schede – secondo fasi incrementali – sul sito del catalogo gestito dall’ICCD (Censimento dei santuari italiani – ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (cultura.gov.it)): considerato l’interesse di questa attività di ricognizione sistematica, le schede prodotte sono disponibili sul sito della Pontificia Accademia Mariana Internazionale (PAMI) (https://www.pami.info/santuari-censimento/), a corredo di una mappa con la georeferenziazione dei luoghi santuariali.

Dal mese di maggio 2024 è stata avviata la pubblicazione dei dati sui siti diocesani delle diocesi ecclesiastiche della Basilicata e Calabria; la fase di immissione si concluderà entro il mese di agosto.

Verso il Giubileo 2025: volumi, QR code e contenuti multimediali

I risultati della ricerca verranno pubblicati, in occasione del Giubileo 2025 pellegrini di speranza, anche in una collana di monografie a colori riguardanti i Santuari; si inizierà con I Santuari della Basilicata e Calabria, in uscita per il nuovo anno pastorale (ottobre 2025), con la presentazione dell’arcivescovo mons. Antonio Giuseppe Caiazzo vescovo di Cesena-Sarsina e membro della Commissione Episcopale per la Liturgia, e si continuerà con Sardegna e Sicilia, Campania e Puglia.

Visita la pagina:
I Santuari della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa

La parola N. 8 luglio 2025

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L’editoriale

… e state con noi

Bentrovati nel nuovo numero del giornale diocesano “La Parola”. Questa edizione estiva racchiude tanti temi e tanti eventi accomunati dal filo conduttore della speranza, la virtù protagonista dell’anno giubilare che stiamo vivendo. E già la copertina di questo numero porta con sé un messaggio forte e chiaro con la raffigurazione del quadro realizzato dall’artista Massimiliano Ferragina: la “Madonna dei pellegrini di speranza”. Una tela di grandi dimensioni che nel suo tour nazionale ha esordito proprio nella nostra diocesi. Il cammino giubilare come pellegrini di speranza sulle orme di San Paolo, che ha visto protagonista la diocesi lo scorso 17 giugno a Roma, è racchiuso nelle parole del nostro Vescovo che sapientemente traccia l’insegnamento dell’ “apostolo delle genti” e ci parla della speranza come “forza viva che fa vedere oltre le difficoltà e mette in movimento”.

Di grande importanza l’annuncio del Sinodo diocesano per rinnovare l’azione pastorale e annunciare il Vangelo. Ripercorreremo, poi, per immagini le tappe della visita pastorale a Pescopagano, Rapone, Ruvo del Monte, San’Ilario e Cecci. Il giubileo è protagonista anche nel racconto di Mario Miglionico parlando della giornata dedicata agli adolescenti e poi della giornata giubilare degli adulti di Azione Cattolica a cura di Vincenzo Cascia. Spazio alla seconda assemblea sinodale tenutasi a Roma, cui hanno partecipato i delegati diocesani don Mauro Gallo, Donatina Allamprese e Teresa Sperduto, e spazio anche al percorso di formazione unitaria, a cura di Angela Boccomino, e al convegno ecclesiale diocesano raccontato da Roberta Martino. Inoltre, troverete l’esperienza di Emma Spennacchio come facilitatore, un’interessante riflessione sulla genitorialità a cura di Daniele Lagatta, il racconto emozionante ed emozionato di Domenico Marchitiello sulla fumata bianca e il ricordo del giudice Livatino nel racconto di Gaetano Araneo. Chiude questo numero una delle “10 storie prima della buonanotte” a cura di Emilia D’Arace in un progetto di sostegno alla genitorialità a favore dei detenuti, di cui vi avevamo parlato nello scorso numero.

Un numero ricco e pieno di contenuti.

Non resta che augurarvi una buona lettura, magari sotto l’ombrellone.

Lucia Nardiello
Direttore Responsabile

La parola N.8Indice La parola N.8

Progetto Policoro: bando per l’assegnazione di Borsa di studio per l’anno 2025

Giovani – Vangelo – Lavoro: un’esperienza a servizio dei giovani!

Progetto Policoro: bando per l’assegnazione di Borsa di studio per l’anno 2025

 

Il Progetto Policoro della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, in collaborazione con i tre uffici Caritas, Pastorale Sociale e del Lavoro e Pastorale Giovanile, è alla ricerca del prossimo Animatore di Comunità.

Il bando è rivolto a giovani dai 20 ai 32 anni.

Il Progetto Policoro è un progetto organico della Chiesa italiana che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione in Italia, attivando iniziative di formazione a una nuova cultura del lavoro, promuovendo e sostenendo l’imprenditorialità giovanile.

La Conferenza Episcopale Italiana, INECOOP, in collaborazione con la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa ha istituito una borsa di studio del valore di € 3.120,00, per la formazione di Animatori di Comunità finalizzata a sostenere la formazione in materia di lavoro, imprenditorialità giovanile e animazione territoriale.

La domanda di partecipazione deve essere indirizzata direttamente alla Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa tramite posta elettronica (diocesi.melfi@progettopolicoro.it) e deve pervenire entro e non oltre il giorno 31 del mese di Agosto 2025.

Per info 320 8276964 (Andrea).

Si allega

  1. MELFI Bando Borse di Studio PP 2026.pdf
  2. Domanda di partecipazione Bando PP 2026


Il cardinale Repole in visita a Rapone

Il cardinale Repole in visita a Rapone

 

La diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e la comunità di Rapone accolgono il Cardinale con gioia e gratitudine

 

La diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e la comunità di Rapone accolgono con gioia e gratitudine Sua Eminenza il Cardinale Roberto Repole, originario di Rapone, attualmente Arcivescovo Metropolita di Torino e Vescovo di Susa. Sua Eminenza sarà a Rapone l’11 e il 12 luglio 2025.

Il Cardinale Repole è stato invitato dal Sindaco di Rapone, ing. Felicetta Lorenzo e dal Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, S.E. Mons. Ciro Fanelli, in occasione del conferimento delle Chiavi della Comunità raponese, paese natale del suo papà. Questa lieta circostanza sarà una felice opportunità per consentire a tutti i cittadini di Rapone e alla Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa di esprimere la propria gioia per la Sua elezione ad Arcivescovo e per la Sua creazione a Cardinale.

Il Cardinale Repole è testimonianza vivente di un prestigioso “figlio” della nostra terra lucana, che ha dato lustro alle Sue origini non solo offrendo  una significativa testimonianza con la sua alta competenza teologica e il suo zelo pastorale, ma essendo segno riconosciuto ed apprezzato di squisita premura episcopale e di grande fedeltà alla Chiesa e al Santo Padre.

La comunità di Rapone e l’intera diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa si uniscono in questi giorni della visita alla gioia delle comunità di Torino e Susa e con cuore grato ringraziano il Signore per il dono e l’attenzione concessi dal Pontefice ai due territori diocesani piemontesi scegliendolo quale pastore e padre nella fede. Rapone e la diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa accompagnano nella preghiera il Cardinale Repole in questo tratto esaltante ed impegnativo del suo cammino pastorale.

Il Cardinale Repole è onore e vanto della Chiesa piemontese e dell’intera comunità lucana; la Basilicata oggi, attraverso la comunità di Rapone e la diocesi melfitana, intende onorare con affetto e gratitudine l’Eminentissimo presule.

La presenza del Cardinale Repole a Rapone è un evento atteso: i rapporti di parentela, di amicizia e comunione tra il presule e la diocesi melfitana e il comune di Rapone sono il segno di un legame che non si è mai interrotto. Nel 2019, prima di essere elevato alla dignità episcopale, il teologo Repole a Melfi, nel Salone degli Stemmi nel Palazzo Vescovile, ha tenuto una apprezzatissima relazione sulla “sinodalità”, dimensione fondamentale di una chiesa che vuole incarnare nell’oggi la missione affidatale dal Signore Risorto di essere fermento di una nuova umanità.

Il programma della visita del Cardinale prevede i seguenti appuntamenti:

 

Venerdì 11 luglio 2025:

ore 18.00: accoglienza del Cardinale all’ingresso del comune Rapone.

ore 19.00: in dialogo con il Cardinale in Piazza XX Settembre

ore 20.00: conferimento delle chiavi della città di Rapone

ore 21:00 il cardinale saluterà autorità ed amici.

Sabato 12 luglio 2025

ore 9.00: Visita privata del cardinale al cimitero, al santuario di S. Vito e alla locale casa di riposo.

ore 10.30: santa Messa presso la Chiesa Madre di Rapone

 

CENNI BIOGRAFICI

Il Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino (Italia), è nato a Torino il 29 gennaio 1967. Entrato in Seminario all’età di undici anni, ha svolto gli studi superiori presso il Seminario Minore, conseguendo la maturità classica presso il Liceo Salesiano Valsalice di Torino nel 1986. Ha studiato Filosofia e Teologia nel Seminario Arcivescovile di Torino e ha ricevuto l’ordinazione presbiterale il 13 giugno 1992. Dal 1992 al 1996 è stato Vicario Parrocchiale presso Gesù Redentore e Collaboratore della Parrocchia del Ss. Nome di Maria in Torino. Ha proseguito gli studi di Teologia Sistematica presso la Pontificia Università Gregoriana di  Roma, conseguendo la Licenza nel 1998 e il Dottorato nel 2001 con una tesi sul pensiero di Henri de Lubac in dialogo con Gabriel Marcel. Dal 2001 ha insegnato Teologia Sistematica presso la sede parallela di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della stessa città. Canonico della Real Chiesa di San Lorenzo a Torino dal 2010, è stato Presidente dell’Associazione Teologica Italiana dal 2011 al 2019; Preside della Sezione di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e Collaboratore della Parrocchia di Santa Maria della Stella a Druento. Il 19 febbraio 2022 è stato nominato da Papa Francesco 95º Arcivescovo Metropolita di Torino e Vescovo di Susa, unendo così in persona episcopi le due Sedi. Il 7 maggio successivo, ha ricevuto l’ordinazione episcopale. Nel settembre 2022, il Consiglio Episcopale Permanente della CEI lo ha nominato Membro della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università. Nell’ottobre 2022, i Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta lo hanno eletto Vicepresidente della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta (CEP). Il Papa Francesco lo ha nomindato membro del XVI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale il 4 dicembre 2024 e del Dicastero per la dottrina della Fede. Ha partecipato al Conclave che ha eletto al sommo pontificato Papa Leone XIV.

Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 7 dicembre 2024 del Titolo di Gesù Divin Maestro alla Pineta Sacchetti.