
CIRO FANELLI
VESCOVO DI MELFI – RAPOLLA – VENOSA
La comunione: dono e responsabilità
ASSEMBLEA DIOCESANA VERSO IL PRIMO SINODO
RIONERO – CHIESA DI SAN GERARDO – 18 SETTEMBRE 2026
Carissimi fratelli e sorelle,
carissimi sacerdoti,
religiosi e religiose, diaconi,
animatori sinodali, membri dei Consigli Pastorali e fedeli laici,
domani sera, venerdì 18 settembre, ci attende a Rionero, nella Chiesa di San Gerardo, alle ore 19:30, la nostra Assemblea in vista del primo Sinodo diocesano.
Vorrei raggiungere ciascuno con un invito semplice ma suadente, come quello rivolto da Gesù ai primi discepoli: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini» (Mc 1, 17). Non è uno dei tanti incontri organizzati dalla Diocesi, ma un primo passo significativo verso il nostro Sinodo diocesano (11 ottobre 2026). Viviamolo con entusiasmo, fiducia e cuore aperto a ciò che lo Spirito Santo vorrà suggerirci (cfr. Ap. 3, 13-22).
Il Sinodo non è “qualcosa che la Diocesi organizza”: il Sinodo siamo noi, con al centro Gesù, «Via, Verità e Vita». Il Sinodo è il cammino che facciamo insieme, ascoltando il Vangelo per imparare sempre più a essere Chiesa, famiglia, «un cuor solo e un’anima sola» (At 4,32).
La comunione è possibile
Vorrei consegnarvi una certezza: la comunione è possibile, sempre. Non perché siamo capaci di costruirla da soli o di risolvere ogni difficoltà, ma perché è un dono che il Signore ci ha già fatto. Cristo ci ha chiamati a essere un solo corpo e un solo popolo (Ef 4,4-6); lo Spirito Santo è già all’opera nelle nostre comunità.
Il nostro compito, dunque, non è partire da zero, ma riconoscere, accogliere, custodire e far crescere questo dono (cfr. Lc 17, 20-21). C’è già tanta comunione nelle nostre parrocchie: nei sacerdoti che donano la vita, nelle famiglie accoglienti, nei giovani, nei volontari, nelle persone che si prendono cura degli altri e nelle comunità vicine alle fragilità (cfr. Mt 25).
Forse non sempre la vediamo, perché ci soffermiamo sulle difficoltà e su ciò che manca. Il Signore ci invita a cambiare sguardo (cfr. Mt 13, 24 e ss). Ma la comunione, come ogni dono prezioso, è fragile e va custodita attraverso ascolto, perdono, accoglienza, pazienza e corresponsabilità (cfr. 2 Cor 4,7).
Non pensiamo dunque che la “comunione” sia «l’Isola che non c’è», come canta Bennato: non è un’utopia. È il dono che c’è (cfr. LG 1). Il Sinodo non viene ad inventarla, ma ad aiutarci a riconoscerla e a farla crescere. Non una Chiesa perfetta, ma una Chiesa capace di vivere l’unità senza avere paura delle differenze, accogliendo e ascoltando ogni persona (cfr. Gv 13, 34-35).
Le Comunità pastorali: uno stile di pastorale unitaria e di accoglienza
Anche le Comunità pastorali vogliamo riscoprire non soltanto come organizzazione, ma come stile di Chiesa: accoglienza, fraternità, condivisione e corresponsabilità. Non basta mettere insieme parrocchie e gruppi: occorre imparare a riconoscerci fratelli, aprire le porte, fare spazio all’altro e camminare insieme.
In questo spirito accoglieremo tra noi due fratelli presbiteri che condividono con noi la ricchezza dei loro cammini: don Mario Santangelo, del Cammino Neocatecumenale, e padre Alfredo Marchello, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Puglia. La loro presenza sia un dono di confronto, ascolto e apertura ai diversi carismi che lo Spirito suscita nella Chiesa.
Partiamo insieme!
Carissimi, partiamo insieme con entusiasmo e senza paura. Veniamo all’Assemblea non da spettatori, ma da protagonisti. Portiamo il volto delle nostre comunità, le loro speranze, fatiche e domande, perché il Sinodo nasca dalla vita e ritorni alla vita. Al termine di questo primo passo potremo dire: «Ci siamo incontrati. Ci siamo ascoltati. Ci siamo accolti. Abbiamo iniziato a camminare insieme».
Affidiamo questo cammino al Signore e alla Vergine Maria, donna dell’ascolto e della comunione. Ella ci insegni a fare spazio all’altro e a riconoscere, nella diversità dei volti, la ricchezza dell’unica famiglia.
La “comunione ecclesiale” non è “l’Isola che non c’è”. È il dono che c’è: il dono che abbiamo ricevuto, che siamo chiamati a custodire e che, insieme, possiamo e dobbiamo far crescere.
Vi aspetto a Rionero, nella Chiesa di San Gerardo. Venite con il cuore aperto, con la vostra esperienza, le vostre domande e le vostre speranze. Questo cammino è di tutti noi.
Con gioia, fiducia e speranza, camminiamo insieme. Vi abbraccio e vi benedico.
Melfi, 17 settembre 2026 – Memoria delle Stimmate di San Francesco
+ Ciro Fanelli
Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa





