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L’articolo del Vescovo
I frutti della Visita Pastorale
Tempo intenso di ascolto, preghiera e confronto
Con gioia e profonda riconoscenza desidero condividere con voi i frutti della visita pastorale che ho avuto la grazia di compiere nelle 33 parrocchie della nostra Diocesi di Melfi–Rapolla–Venosa, dall’ottobre 2023 all’ottobre 2025. È stato un tempo intenso di ascolto, preghiera e confronto, che ha rivelato volti, speranze e ferite della nostra gente, ma soprattutto la presenza viva del Signore che, come abbiamo meditato insieme, «sta alla porta e bussa».
Un grazie grande e sentito ai parroci e a tutto il clero per l’accoglienza fraterna e per il servizio quotidiano che rendono nelle comunità. La vostra disponibilità e il vostro amore per il popolo di Dio sono stati la prima e più bella testimonianza del Vangelo. Ringrazio inoltre i consacrati, i diaconi, i catechisti, i religiosi, i membri dei consigli parrocchiali, i volontari e tutte le famiglie che si sono impegnate nell’accogliere questa visita: la vostra partecipazione ha reso possibile un dialogo sincero e fecondo.
La parola che ha guidato il cammino della visita — «Sto alla porta e busso» — ci ha aiutato a vivere il discernimento come apertura: riconoscere che il Signore viene, chiede di entrare nelle nostre case, nei nostri cuori e nelle nostre comunità. Ho trovato in molti luoghi semi buoni seminati dallo Spirito: esperienze di fede autentica, iniziative caritative, poveri sostenuti, giovani desiderosi di senso, gruppi che si impegnano nella liturgia e nell’annuncio. Al contempo sono emerse fragilità e sfide: arretratezza economica e sociale, solitudine degli anziani, difficoltà delle famiglie, povertà educativa, precarietà lavorativa, il rischio della marginalizzazione dei giovani, e una crescente complessità culturale segnata anche dalle tecnologie digitali e dai cambiamenti geopolitici.
Nel mio discernimento, sostenuto da un ampio supporto ecclesiale, ho ritenuto necessario convocare il Sinodo diocesano. Credo che il tempo maturato con la Visita Pastorale abbia seminato molte cose: ora è il momento di far germogliare quei semi attraverso un cammino sinodale che aiuti la Chiesa locale a ridire il Vangelo, a rifare comunità e a ridare speranza alla nostra gente e alla nostra società. Il Sinodo non è un evento amministrativo, ma un itinerario di ascolto e di conversione, aperto a tutti i battezzati: sacerdoti, consacrati, diaconi, laici, famiglie e giovani.
I temi che il Sinodo dovrà affrontare riguarderanno in particolare:
- la formazione cristiana e la cura delle vocazioni;
- il rinnovamento delle comunità parrocchiali e la corresponsabilità laicale;
- l’attenzione preferenziale ai poveri e alle fragilità sociali;
- la pastorale giovanile e familiare;
- l’uso etico e prudente delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale;
- l’impegno per la pace e la solidarietà in un tempo segnato da conflitti.
Viviamo un’epoca di grandi sfide che richiedono di essere lette alla luce della fede e della fedeltà all’umano. È necessario farsi prossimi, evangelicamente, alle fragilità del nostro territorio, vigilando sulle implicazioni morali e sociali della tecnologia e impegnandoci per la riconciliazione là dove i conflitti feriscono la dignità umana. Solo così potremo contribuire, come Chiesa, alla costruzione di un mondo più fraterno e solidale. Vi invito a pregare con me e per il Sinodo: perché lo Spirito Santo guidi tutti noi, illumini le coscienze e renda fecondo il nostro impegno. Invito le comunità a partecipare con creatività e responsabilità a questo cammino sinodale, perché la Chiesa non è soltanto una struttura, ma il popolo santo che cammina insieme verso il Regno. Con gratitudine e affetto pastorale, affido la nostra diocesi all’intercessione della Vergine Maria e al cuore misericordioso di Cristo che bussa sempre per entrare.
+ Ciro Fanelli
Vescovo






