L’amore per la città nell’esperienza
di Giorgio La Pira
Incontro con il
Prof. Luca Micelli
autore del libro
Sabato 8 febbraio 2020
alle ore 18.00
Salone degli Stemmi
MELFI
Diocesi di Melfi – Rapolla – Venosa
OMNIA PROPTER EVANGELIUM
Incontro con il
autore del libro
Salone degli Stemmi
MELFI
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Quest’anno il Consiglio Episcopale Permanente per la 42° Giornata per la Vita ha scelto un tema molto significativo racchiuso nel titolo del messaggio inviato per la circostanza: “aprite le porte alla vita”. Il messaggio dei Vescovi italiani prende spunto dal brano evangelico del giovane ricco, quando Gesù ascoltando la domanda di senso del giovane, l’accoglie e risponde: “Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti” (v. 17). “La risposta introduce un cambiamento – da avere a entrare – che comporta un capovolgimento radicale dello sguardo: la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati”.
La Giornata per la Vita 2020, per noi cristiani del Vulture-Melfese, non può essere celebrata con superficialità e retorica.
Essa deve essere accolta da ciascuno di noi come un’occasione per reagire con forza a tutti i comportamenti che offendono, in qualsiasi modo, la vita umana. Dobbiamo, tutti, maggiormente vigilare sulle nostre relazioni interpersonali e sociali. Questo è il tempo in cui ognuno di noi deve immettere nel tessuto sociale semi di riconciliazione, di perdono e di pace: non dobbiamo costruire muri di rancore, ma realizzare, sempre ed ovunque, ponti di dialogo!
Dobbiamo cioè prenderci cura dell’altro. Non possiamo permettere che la violenza ci paralizzi o che scateni altra violenza. I mali sociali che indeboliscono la nostra società vanno individuati con lucidità, senza paura, e nel contempo vanno stigmatizzati con vigore, affinché siano estirpati in radice con determinazione: è necessaria una forte riscossa etica. Non dobbiamo, quindi, lasciarci prendere da uno sterile sconforto, come accade di fronte a un evento nefasto contro il quale non esistono rimedi.
Bisogna reimparare ad “abitare” i luoghi dove si “costruisce” il tessuto dei valori. L’imbarbarimento dei comportamenti in una comunità non è mai frutto del caso o di una fatalità, ma è sempre il risultato di scelte deliberate, di tante omissioni e di numerose superficialità. Un primo passo da fare consiste nel mostrare con i fatti che la diversità non è mai avversità.
Tutti abbiamo il dovere di aiutare le nuove generazioni, prevendendo queste situazioni. Molteplici sono gli ambiti di prevenzione e diversi i campi di azione. Gli ambiti nei quali si deve maggiormente lavorare sulla prevenzione sono la parrocchia, la famiglia, la scuola, lo spazio pubblico e i media.
Un approccio sinergico e strategico tra le istituzioni e le diverse agenzie educative su questi temi, che sono alla base del disagio sociale delle fasce più a rischio della nostra società, garantirà l’efficacia della prevenzione e la cura della vita. E saremo capaci di vivere l’atteggiamento etico fondamentale che la Sacra Scrittura ci ricorda continuamente: l’ospitalità. Non dobbiamo mai dimenticare, ci ricordano i nostri Vescovi a conclusione del messaggio per la Giornata per la Vita, una verità: “Il frutto del Vangelo è la fraternità”. Chiudo queste riflessioni con un testo celebre attribuito a Madre Teresa di Calcutta: “La vita è un’opportunità, coglila”.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
Buona vita a tutti!
+ Ciro Fanelli
Vescovo
CATTEDRALE S. MARIA ASSUNTA
Melfi, 1 febbraio 2020 ore 19.30
PRESIEDE S.E. IL VESCOVO MONS. CIRO FANELLI


IL VESCOVO DI MELFI-RAPOLLA-VENOSA
COMUNICATO STAMPA
PONTI DI DIALOGO, NON MURI DI RANCORE!
L’urgenza di debellare il rancore, la prepotenza e la violenza e di favorire la cultura del dialogo e del rispetto della dignità della vita.
Quanto avvenuto nel pomeriggio di ieri, domenica 19 gennaio, a Vaglio, che ha coinvolto alcuni nostri giovani di Rionero in Vulture e di Melfi, e indirettamente le loro famiglie, non ha nulla a che spartire non solo con lo sport e con il tifo, ma nemmeno con l’umanità. Una violenza insensata, probabilmente solo mascherata dalla rivalità sportiva, ha lasciato a terra una giovane vita ed ha ferito altre vite.
Con dolore di padre mi stringo alla famiglia della vittima e dei feriti, ma con responsabilità altrettanto paterna voglio esprimere anche la mia vicinanza a quanti hanno subito violenza dall’una e dall’altra parte; ma, non posso non affermare con forza che è inconcepibile che una dimensione così importante e diffusa per una comunità, come lo sport, debba – ancora una volta – fare i conti con comportamenti di natura violenta.
Questi tragici eventi paradossalmente ci rivelano che il nostro contesto sociale è letteralmente assetato e affamato di valori veri, di relazioni autentiche, di riconciliazione e di pace. Infatti, le nostre comunità – spesso “lacerate da lotte e discordie” – anelano comunione.
La comunità cristiana, nell’ora presente, è chiamata ad essere “sale” e “luce” (Cfr. Mt 5, 13-16), portando – con la testimonianza di una vita riconciliata – il lievito nuovo della fraternità e del perdono (Cfr. Mt 13, 33). Dobbiamo sentire forte il dovere di costruire ponti di dialogo, non muri di rancore! Solo ripartendo dalla Parola di Dio riusciremo ad uscire dal labirinto dei pregiudizi, delle contrapposizioni, degli odi, dei rancori e delle discordie. Non possiamo negare che spesso questi atteggiamenti rancorosi, che attraversano le nostre comunità e la nostra società, sono una delle cause che impediscono la crescita sociale e culturale del nostro territorio; questa pericolosa decrescita genera paura, che quando non la si controlla porta sempre “a costruire muri, prigioni, risentimenti, capri espiatori. A confondere le diversità con l’avversità” (Don Luigi Ciotti).
Dobbiamo “fermarci”! Dobbiamo “incontrarci”! Dobbiamo chiederci con schiettezza il “perché” di simili comportamenti. Dobbiamo anche domandarci con coraggio “dove stiamo andando” come Chiesa, Istituzioni, politica, agenzie educative, la scuola, la famiglia, i gruppi sportivi. È necessario che soprattutto quanti hanno responsabilità educative verso le giovani generazioni si impegnino ancora di più per coltivare, anche con la pratica sportiva, una cultura del rispetto, del dialogo, della lealtà, della dignità della vita umana, della pace, come avviene quotidianamente in tanti oratori e in tanti spazi deputati allo sport.
Oggi, come società civile e come comunità ecclesiale, dobbiamo sentire forte la responsabilità di dare risposte concrete e di portare un forte e condiviso messaggio di riconciliazione e di pace nel cuore di quanti sono feriti dall’odio e dal rancore. Questo è il momento in cui bisogna fare meno parole e più fatti! Non dobbiamo dimenticare però che la rottura con Dio sfocia sempre, in modo drammatico, nella divisione e nell’odio. Alla luce di questa verità possiamo dire che non potrà mai esserci armonia vera nelle relazioni interpersonali, solidarietà autentica nella società, fraternità calda nella comunità ecclesiale e rispetto reale del creato, se il nostro cuore non si apre al vero, al bene, a Dio. Sono ancora attualissime le parole di S. Massimiliano M. Kolbe, il francescano morto martire nel campo di concentramento di Auschwitz: “Solo l’amore crea. L’odio distrugge chi lo prova e lo fomenta”. Affido a me e ad ogni persona di buona volontà le parole, piene di responsabilità morale e sociale, dette – quasi come un monito – da don Luigi Ciotti: “Occorre che ciascuno di noi apra gli occhi e si assuma con convinzione la sua parte di responsabilità in quanto custode e artefice del bene comune!”.
Mostra mariana temporanea
Museo diocesano Melfi – 02 febbraio/25 marzo 2020
La via dell’Arte sacra accompagna, manifesta e racconta ai credenti di ogni epoca i grandi temi cristiani della Salvezza, particolarmente quelli neotestamentari legati alla figura centrale del Signore Gesù e della sua SS. ma Madre, la sempre Vergine Maria.
La Chiesa fin dalle sue origini ha compreso che l’estetica, categoria spirituale universale, costituisce il linguaggio privilegiato per giungere a Dio, suprema bellezza e armonia assoluta.
Mosso da questi alti fondamenti, il nostro Vescovo, attraverso una Mostra, da allestire nel monumentale Episcopio /Museo, vuole offrire in visione ai fedeli, e non solo ad essi, i tesori artistici custoditi – spesso nascosti – nelle nostre chiese e luoghi ecclesiastici.
La Mostra, necessariamente tematizzata, vuole esaltare la figura della Madonna, prima credente, che ha ispirato i maggiori Artisti dell’umanità.
Il Vescovo, per mezzo dell’Ufficio diocesano Beni culturali, si rivolge fiducioso a tutti i soggetti ecclesiastici interessati perché, nel rispetto delle vigenti norme canoniche e statuali, si possa realizzare la Mostra ponendo a disposizione le opere pittoriche o scultoree afferenti il tema dell’Immacolata Concezione e dell’Annunciazione.
Ove la cosa si rendesse difficile per la delicatezza dei manufatti o per altre ragioni o difficoltà, tra cui il trasporto, i Responsabili dei citati beni possono comunque partecipare alla Mostra mediante riproduzioni fotografiche di buona definizione dei manufatti.
I beni artistici da prestare, previa documentazione liberatoria, dovranno pervenire in Episcopio per l’allestimento entro il giorno 25 gennaio 2020. Vi resteranno fino al 25 marzo 2020 incluso. La Curia ed il Museo diocesano sono a disposizione per qualunque richiesta relativa alla fattispecie.
La natura catechetico/culturale della Mostra certamente costituirà una opportunità di supporto didattico e di crescita teologica delle nostre Comunità parrocchiali.
Mons. Ciro Guerra, delegato dioc. BB.CC.EE.
PROGRAMMA
Partenza
ore 8,45 da Venosa c/o Scuole Elementari
ore 9.00 da Melfi c/o Scuole Nitti
ore 9.00 da Rionero c/o Statua Madonnina
Arrivi
ore 9.30 Rapolla c/o Parrocchia San Michele Arcangelo
Rientro ore 16.30
QUOTA PULLMAN €.5,00
PRANZO A SACCO
ADESIONI ENTRO IL 23 GENNAIO AI RESPONSABILI PARROCCHIALI
AZIONE CATTOLICA RAGAZZI 2019/2020
Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa
Quest’anno tema della settimana di preghiera è “Ci trattarono con gentilezza” (Atti degli Apostoli 28,2). Testo biblico di riferimento è Atti 27,18-28,10. Il materiale per questa aggiornata è stato preparato dalle comunità cristiane di Malta e Gozo.
Il testo biblico fa riferimento a un naufragio della nave che portava Paolo e altri prigionieri a Roma e che naufragò a Malta, avvenimento che viene considerato il primo passo dell’evangelizzazione dell’Isola.
Per quanto riguarda la settimana di preghiera a livello locale (diocesano) avrà i seguenti appuntamenti:
Sabato 18 gennaio ore 19 nella Chiesa Valdese di Venosa
Celebrazione ecumenica della Parola di Dio che sarà presieduta dal Pastore della Chiesa Valdese Francesco Marfè con il Pastore Antonio Piacentini della Chiesa Evangelica della Riconciliazione e il nostro Vescovo, che commenterà il testo del Vangelo (Marco 16,14-20).
Mercoledì 22 alle ore 18,30 nella Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Barile
Studio biblico: Il Pastore Francesco Marfé farà una breve esegesi del testo degli Atti e P. Adrian Roman, ortodosso, il commento spirituale.
Venerdì 24 alle ore 18,30 nella Concattedrale di Rapolla
Marcia della Pace ecumenica: Introdotta con la lettura del Messaggio per la Giornata della Pace 2020 di Papa Francesco, farà poi sosta in piazza con la proclamazione del Vangelo di Matteo 18,1-6 commentato dal Pastore Antonio Piacentini e conclusione nella Chiesa Valdese.
Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso
Interventi:
Vincenzo DI MAGLIE Presidente Azione Cattolica Diocesi di Taranto
S.E. Mons. Ciro FANELLI Vescovo diocesano
Domenica 19 Gennaio 2020 – ore 16.30
Salone degli Stemmi – MELFI
L’incontro è rivolto ai membri del Consiglio Diocesano e dei Consigli Parrocchiali