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In preghiera per il Paese

In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa.

TV2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta.

“A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa”  (Leone XIII)


Se noi conoscessimo il dono di Dio!

Riflessioni del Vescovo per la 3^ Domenica di Quaresima

CIRO FANELLI

VESCOVO DI MELFI-RAPOLLA-VENOSA

Se noi conoscessimo il dono di Dio!

RIFLESSIONI PER LA 3° DOMENICA DI QUARESIMA

NEL TEMPO DEL COMUNE CONTRASTO ALLA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS
(Gv 4,1-42)

Fratelli e sorelle,

Una fase di grande emergenza sanitaria
1. nessuno di noi avrebbe mai immaginato di vivere questa terza domenica di Quaresima 2020 in questo modo, e soprattutto con l’impedimento a celebrare la Santa Messa comunitariamente. Il concorso dei fedeli è stato giustamente impedito dalle autorità governative. Le ragioni oggettive addotte sono, purtroppo, gravissime e sono davanti agli occhi di tutti. Per alcuni però queste ragioni restano ancora incomprensibili, e questo mi addolora. Non dobbiamo banalizzare l’allerta sanitaria e tutte le necessarie prescrizioni: un calo di vigilanza può mettere in pericolo la salute di tutti. In queste ore, stiamo sperimentando, sotto un’angolatura molto diversa, la verità delle parole dell’apostolo Paolo: “pur essendo molti, siamo un solo corpo” (Rm 12, 5). Si, siamo un solo corpo: gli errori di uno ricadono su tutti; le attenzioni di tutti, avvantaggiano ognuno. Non celebrare comunitariamente l’Eucaristia è sicuramente una grande sofferenza, per tutti! Per noi sacerdoti, per voi fedeli. In questo momento delicato penso in particolare agli anziani e agli ammalati; penso alle famiglie e ai bambini; penso ai nostri giovani: a tutti dico la mia cordiale e paterna vicinanza! La mia preghiera personale è sempre per voi. Ma, in questo particolare e drammatico momento, lo è in modo tutto speciale: la mia preghiera  – ve lo assicuro –   è tutta per voi, per ciascuno di voi. Ma, mi permetto di chiedervi: preghiamo fortemente gli uni per gli altri.

Le nostre case, vere chiese domestiche
2. Riscopriamo le nostre case come chiese domestiche,  ricordando le parole di Gesù “dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18, 20). L’emergenza sanitaria è grande: la comunità cristiana, pastori e fedeli, condivide la preoccupazione dell’Italia, dell’Europa e
del mondo intero. Questo è per tutti un tempo di grande responsabilità: responsabilità civica e morale. Tutti dobbiamo sentirci investiti del grave dovere morale di prevenire il diffondersi del contagio attraverso i nostri comportamenti: la prevenzione per la salute di tutti, passa attraverso la massima attenzione di ognuno. Accogliamo quindi gli obblighi, i divieti, i consigli con spirito di vera collaborazione. Non è questo il tempo delle polemiche, che sono sempre sterili e dannose, ma le polemiche, soprattutto in circostanze come queste, sono distruttive. Non serve il panico, serve invece tanta lucidità; non serve la superficialità, serve invece tanta scrupolosa attenzione. Tutti stiamo comprendendo che, come ha ribadito la Conferenza Episcopale Italiana, “più che soffiare sulla paura, più che attardarci sui distinguo, più che puntare i riflettori sulle limitazioni e sui divieti del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la Chiesa tutta sente una responsabilità enorme di prossimità al Paese”.

Eucaristie senza popolo, ma per il popolo
3. E’ questo il tempo in cui stiamo celebrando l’Eucaristia senza popolo, ma dobbiamo anche ricordarci che ogni volta che si celebra l’eucaristia, la si celebra sempre per tutto il popolo. E’ questo un tempo da vivere con grande responsabilità proprio in quanto credenti! Un tempo che dobbiamo riempire di preghiera personale e familiare, riscoprendo le nostre case e le nostre famiglie come chiese domestiche. I mezzi attuali di comunicazione sociale possono aiutarci a seguire fruttuosamente celebrazioni e riflessioni spirituali; ma essi non devono sostituire la nostra preghiera personale: leggiamo e meditiamo, dunque, il Vangelo; preghiamo a casa la liturgia delle lodi e dei vespri; recitiamo in famiglia il Santo Rosario e la preghiera della “Via crucis”; facciamo ogni giorno la comunione spirituale: ripeto, valorizziamo le nostre case come luoghi di fede e di preghiera, in attesa di poter ritornare nelle aule liturgiche delle nostre Chiese per riempirle cantando un grande “Te Deum”.

Se conoscessi il dono di Dio
4. In questa terza domenica di Quaresima, la parola di Gesù risuona provvidenzialmente come un farmaco per le nostre anime, prese dalla paura per questo terribile virus, il covid-19. La parola di Gesù è sempre un farmaco per le nostre paure e per tutte le nostre malattie spirituali e materiali. Oggi, Gesù dice a noi, come alla donna di Samaria: “Se conoscessi il dono di Dio”! Il Gesù che entra in dialogo con questa donna è un Gesù che è in viaggio e per la stanchezza si ferma al pozzo di Sicar; è un Gesù  che con tutti gli uomini “condivide la fatica e l’insicurezza dell’esistenza terrena. Pellegrino tra noi pellegrini, oggi – in quell’oggi che è ogni istante della vita presente – stanco e assetato, siede presso il pozzo di Giacobbe vicino alla città di Sicar, in Samaria: in terra considerata straniera; possiamo dire: nella terra della nostra povertà. È mezzogiorno. È l’ora più calda del giorno, l’ora della stanchezza. E Gesù è stanco della nostra stanchezza; meglio, si fa stanco, accetta di sperimentare l’umana stanchezza per potersi incontrare con la nostra debolezza” (A. M. Canopi).  E’ vero! Noi forse, come la donna samaritana, non conosciamo ancora pienamente il dono di Dio. Un dono che è la Parola forte e viva, di cui questo nostro mondo, in questo particolare e tragico momento, ha urgente bisogno.

Chi crede non trema
5. Un “dono” che ci porta a dire nella fede: “Chi crede non trema! Chi crede non vacilla!”. Si, miei cari, riscopriamo in questi giorni drammatici  –  che ci sembrano un grande sabato santo, per il  grande silenzio che regna nei nostri paesi e nelle nostre strade  –   la potenza del kerigma: “chi beve l’acqua  – dice Gesù –  che io gli darò non avrà più sete” (Gv 4, 10)! Non dobbiamo, pertanto, miei cari, inventarci un altro Vangelo per ritrovare le ragioni vere della speranza, ma quell’unico Vangelo di Gesù deve ora ri-entrare (entrare nuovamente) con una forza maggiore nei nostri cuori per trasformarli. Non cadiamo nell’errore di pensare che per il fatto che abbiamo sospeso la celebrazione dei riti, abbiamo interrotto la preparazione alla pasqua. Anzi, è tutt’altra la verità! Non cadiamo nell’errore che per il fatto che dobbiamo mantenere le necessarie distanze tra di noi, abbiamo spezzato i legami tra noi, anzi, è tutt’altra la verità dei fatti! Prepariamo la Pasqua.

Prepariamo la Pasqua e diciamo parole che sanno di Vangelo!
6. Si, prepariamo la Pasqua! Con rinnovato coraggio credente “prepariamo la Pasqua”, e come di recente ha scritto  Gianfranco Brunelli su la rivista “Il Regno”,  “prepariamo la Pasqua nel sabato del tempo”! Io voglio, miei cari, nel mio piccolo  – accogliendo l’invito del direttore Brunelli –   far sentire la mia voce: voce che vuole ri-proporre con forza e umiltà il Vangelo della risurrezione! Non lo dimentichiamo: siamo gente di Pasqua! Sempre, ovunque e comunque. Proprio perché ci avviciniamo alla Pasqua: una parola di vita e di risurrezione non deve mancare sulle labbra della Chiesa e dei cristiani; una parola che non deve ridursi al tema, pur necessario e doveroso, come dicevo all’inizio di questa mia meditazione, della chiusura delle chiese, dell’opportunità o meno di celebrare le funzioni liturgiche. Voglio pronunciare, invece, una parola che abbia il sapore del Vangelo, e voglio che con me voi tutti come singoli e come comunità cristiana la diciate a questo nostro territorio: una parola che abbia il sapore del Vangelo; questa è buona notizia per il grande dramma collettivo che stiamo vivendo! Ci sentiamo tutti più fragili, è vero! Con una modalità nuova tocchiamo con una mano una grande fragilità collettiva, che non avremmo mai pensato di poter sperimentare prima.

Annunciare la Risurrezione
7.   “Questo è il tempo” –  dice un canto che risuona nei tempi liturgici forti – “questo è il tempo dell’annuncio del Vangelo”:  in questo tempo di grande fragilità globale, che ci rimanda la realtà della malattia, del contagio, della morte.  Ma queste realtà, malattia e morte, per noi cristiani sono legate al tema della risurrezione. E, con  Brunelli, voglio citare, anche io, le parole di San Paolo ai Corinti: “Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo” (1 Cor 15, 32). Ecco il “dono di Dio” di cui Gesù ci parla in questo brano del Vangelo, che ci racconta il dialogo con la donna samaritana.  Gesù vuole che conosciamo questo dono di Dio. Questo dono di Dio è l’acqua che disseta veramente e per sempre! È l’acqua della Parola di Dio; è l’acqua dello Spirito Santo; è l’acqua della Grazia che il Signore fa giungere attraverso i cuori aperti alla fede! Ecco la vocazione del cristiano: operare con la forza del Vangelo, in qualsiasi situazione, per una trasformazione profonda del tempo cronologico.

Siamo entrati in una lunga vigilia, in attesa dello Spirito

 8. Se si chiudono le Chiese, devono aprirsi gli animi; se si spopolano le città, i cuori devono riempirsi dei volti della gente; se non ci stringiamo più le mani, si devono allargare gli orizzonti del mondo interiore per abbracciare tutti. Ci sia, dunque, una grande eccedenza d’amore.  E’ vero, stiamo sperimentando una forma insolita di solitudine della fede.  Certo, non poter celebrare l’eucaristia, che è il centro della nostra fede, non è cosa di poco conto, da argomentare con un semplice e burocratico “in ottemperanza … a disposizioni governative”, il che spingerebbe, davvero, ad un’accelerazione – dice il Brunelli –   del processo di scristianizzazione. Ma, per noi che vogliamo rendere la fede il pilastro di tutta la nostra vita, deve essere forte la consapevolezza che siamo entrati in una lunga vigilia, in un’interminabile veglia notturna.  Per il cristiano vigilare è attendere, è prestare attenzione ai segni del Dio che viene. Noi dobbiamo vegliare con amore, vegliare con speranza, vegliare con fede!  Questo è il tempo in cui possiamo e dobbiamo far risuonare con maggiore forza nei nostri cuori la parola della Speranza: “O Dio, degno di adorazione, tu che susciti tremore e benedizione, manda il tuo Spirito e tutti saremo creati, e rinnoverai la faccia della terra. Fa’ passare il tuo Spirito sulla terra perché si ritiri il mare, si ritiri la salsedine e appaia l’asciutto assetato della fonte della vita” (Guglielmo di  San Thierry). Santa domenica a tutti. Vi benedico di cuore nel Signore che sempre ci libera da ogni male. Amen.
Melfi, 14 marzo 2020
+  Ciro Fanelli
Vescovo

 


SANTA MESSA TRASMESSA DA RADIO KOLBE

PRESIEDUTA DA S.E. IL VESCOVO MONS. FANELLI

Domenica 15 marzo 2020 alle ore 18.00 dagli studi di Radio Kolbe verrà trasmessa la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal nostro Vescovo Mons. Ciro Fanelli. Per radio potete seguire sulla frequenza 98,00 fm. In video potete collegarvi sulla pagina Facebook all’indirizzo: Radio Kolbe Melfi.

Diocesi di Melfi Rapolla Venosa

TERRA SANTA

PELLEGRINAGGIO DIOCESANO

dal 24 GIUGNO AL 2 LUGLIO

Pellegrinaggio Diocesano in Terra Santa

presieduto da S.E. Mons. Ciro Fanelli Vescovo Diocesi Melfi Rapolla Venosa

guidato da p. Franco Annichiarico

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Per info e prenotazioni: don Giuseppe Cacosso

Parroco di San Marco Evangelista, Chiesa Madre di Rionero

3286178155 (entro e non oltre il 15 marzo 2020)


ANNULLATO IL RITIRO DI QUARESIMA

ABBAZIA DI PIERNO - SAN FELE

Carissimi,
come già sapete in questi tempi difficili ci è chiesto un grande sforzo comune e anche la Conferenza Episcopale della Basilicata ha sospeso le attività di catechismo e simili.
Quindi il ritiro di quaresima fissato per domenica 8 marzo non ci sarà: siamo arrivati ad oltre 30 prenotazioni e per chi conosce le dimensioni del Centro, vuol dire stretto contatto che non garantirebbe la salute di tutti i partecipanti.
Sono davvero tempi difficili in cui tutto pare spingerci ad isolarci, a stare rintanati nella paura.
Ma come ha detto don Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei “appartenere alla Chiesa dice proprio il contrario rispetto all’isolamento… noi ci riconosciamo, siamo, le persone che abbiamo incontrato, siamo coloro che hanno disegnato il nostro sguardo sulle cose e sulla vita”.
Ci invitano a non stringere mani e abbracciare, ma non dobbiamo arrenderci: ci rimane lo sguardo con il quale possiamo riconoscere, accogliere, scaldare il cuore degli altri.
Sguardo, in francese si traduce regard, che contiene la parola guardia, salvaguardare.
Lo sguardo è custodia e relazione e infatti «Gesù fissatolo, lo amò». Mc 10,21
Lasciamoci capovolgere il cuore dallo sguardo. Perché nello sguardo dell’altro incontro me stesso, scorgo la somiglianza con l’altissimo Altro, imparo ad Accogliere, Amare, Perdonare. Lo sguardo lenisce le ferite…
Non dimentichiamo che è essenziale cercare gli altri e allora viviamo questo tempo di quaresima:
guardandoci negli occhi
cercando di essere reciprocamente pazienti
ascoltandoci anche nel silenzio
mostrandoci vulnerabili
insomma addomesticandoci gli uni gli altri.
Ancora, buona Quaresima

p.Alberto

Centro di Spiritualità san Guglielmo – Abbazia di Pierno – 85020 San Fele (Pz)
telefono 097698250 – 3389000362; indirizzo mail: abbaziapierno@gmail.com

INCONTRO REGIONALE DEL CLERO

19 MARZO 2020 ORE 9.30

Vi darò pastori secondo il mio cuore” (Ger 3,15)

Incontri di formazione permanente per il clero regionale

in preparazione al 30° di fondazione del Seminario Maggiore

 PRIMO INCONTRO

L’importanza della maturità affettivo-sessuale

 nella vita del presbitero: 

elaborazione di itinerari pedagogici

Relatore: p. Amedeo Cencini 

19 MARZO 2020 ore 9.30

Auditorium Parco del Seminario

Viale G. Marconi,104

SCUOLA BIBLICA ZONALE

ZONA PASTORALE DI RIONERO

In continuità con la SETTIMANA BIBLICA DIOCESANA, nella zona pastorale di Rionero si terranno degli incontri biblici mensili per approfondire la conoscenza della Parola di Dio.

MARTEDI’ 17 MARZOO 2020 (terzo incontro)

MARTEDI’ 21 APRILE 2020

MARTEDI’ 19 MAGGIO 2020

ore 18.30 presso Salone San Marco

Chiesa Madre di Rionero in Vulture