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MISSIONE KERYGMATICA NELLA VILLA COMUNALE DI MELFI

Il progetto della Missione Kerygmatica proposta dal Cammino Neocatecumenale a tutte le diocesi in occasione dell’Anno 2014 consiste nell’annuncio della Buona Notizia nelle piazze, attraverso canti, testimonianze di fede e catechesi.
In accordo e in obbedienza a Sua Santità Papa Francesco e al cardinale Vallini vicario di Roma, le comunità si prepareranno a dare una testimonianza di fede e di amore a Cristo, morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione, riempiendoci così di gioia e facendoci partecipare alla sua vita immortale.

FESTA DEGLI INCONTRI

Promossa dall’equipe diocesana dell’Azione Cattolica Ragazzi (ACR) si terrà a Forenza la “Festa degli Incontri”. L’appuntamento è per Domenica 25 maggio,dalle ore 8.30 alle ore 17.30. Per info e adesioni vedi allegato.

PRESENTATO IL LIBRO DI PADRE ROCCO RIZZO

Un 16 maggio da ricordare nella cittadina federiciana. Nel salone degli Stemmi della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa (presente anche il Vescovo di Tursi-Lagonegro, Nolè ed il Vescovo emeritodi Brindisi mons. Rocco Talucci), è stato presentato il libro: “Un giardino di delizie per il Signore, il Monastero carmelitano di Ripacandida e la madre priora Maria di Gesù” a cura di padre Rocco Rizzo originario di Ripacandida, rettore del Collegio dei Padri penitenzieri Vaticani dei frati minori conventuali e direttore editoriale de “La voce del Collegio” dei Padri Penitenzieri. Personalità di prestigio sono intervenuti: padre Gianfranco Todisco, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa; la prof.ssa Marcella Campanelli dell’Università degli studi “Federico II”di Napoli; il dott. Angelo Scelzo, vice direttore della Sala Stampa della Santa Sede; padre Gianfranco Grieco, originario di Barile, giornalista e scrittore, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia; padre Luigi Borriello, docente di Teologia Mistica e di Storia della spiritualità. A portare i saluti, l’assessore Francesco Gonnella di Pescopagano, paese dove nel 1723 nacque suor Maria di Gesù;  il Sindaco di Ripacandida, dott. Remollino, dove nella chiesa di San Giuseppe si conservano ancora intatte le spoglie di suor Maria di Gesù,   eletta nel 1748 priora del monastero carmelitano e muorta nel 1803. Padre Gianfranco Grieco ha assolto il ruolo di moderatore: ‘padre Rocco ha trovato il tempo per raccogliere notizie su suor Maria di Gesù, frutto dell’amore per il suo paese.  Il Vescovo padre Gianfranco Todisco ha detto: ‘a nome della famiglia diocesana un cordiale saluto a tutti i presenti. Padre Rocco Rizzo ha portato alla luce un tesoro nascosto e di santità. Un merito va a don Peppino Gentile, parroco per oltre 50 anni di Ripacandida, che ha raccolto le prime testimonianze su suor Maria di Gesù. Prima della sua morte, lasciò tanti scritti e risparmi economici che servissero alla causa di canonizzazione di questa suora. Padre Rocco ha raccolto questa eredità, lasciata da don Peppino. La conoscenza di questa suora ci trasmette un modello di santità facilmente assimilabile nel quotidiano’. La prof.ssa Marcella Campanelli, profonda conoscitrice del santi Liguorini, ha parlato del 1700 e di suor Maria di Gesù: ‘ un periodo di pieno fervore spirituale, tra questi il monastero carmelitano di Ripacandida, retta da una priora che ha avuto il merito di conoscere due guide spirituali: S.Alfonso e san Gerado, che hanno permesso di eliminare le sue ansie ed angosce. I monasteri femminili svolgevano una funzione non solo religiosa, ma anche sociale e politica. In tanti sono andati a Ripacandida per chiedere consigli a questa priora. Suor Maria di Gesù è stata un esempio da imitare, umile ed affabile, dolce e forte,senza ombra di riguardo. Il dott. Angelo Scelzo ha aggiunto: ‘il libro di padre Rocco fa respirare appieno una forte spiritualità che si tramanda in ogni angolo di Ripacandida. Intrecci tra contadini,donne,uomini ed anziani e le stradine fanno da scenario’. Padre Luigi Borriello, ha concluso gli interventi,sulla Regola di S.Teresa d’Avila e su suor Maria: ‘ una donna del popolo che ha vissuto l’ordinario quotidiano lasciando tracce di virtù e di santità che noi tutti dobbiamo portare avanti’. Lorenzo Zolfo

CONFERENZE EPISCOPALI DELLA COMUNITA’ EUROPEA

In una Dichiarazione pubblicata il 20 marzo 2014, i vescovi cattolici dell’UE ribadiscono il loro sostegno al progetto europeo e invitano tutti i cittadini dell’UE a partecipare alle prossime elezioni europee e a impegnarsi in un dialogo costruttivo con i candidati durante la campagna elettorale.  (Aggiornamenti Sociali – maggio 2014)

MESE MARIANO A PIERNO

 Cari Amici, come ci ha insegnato Papa Francesco, guardiamo a Maria che “accompagna la vita di suo Figlio e accompagna la sua morte”; …a cui il suo stesso Figlio affida la Chiesa nascente, che da allora Lei accompagna.Maria è donna del silenzio, della pazienza, che sopporta il dolore e che “sa rallegrarsi profondamente” con l’allegria di suo Figlio, che è attenta ai bisogni di chi le sta intorno.La contemplazione della vita della Vergine deve portare noi a porci una domanda centrale: “Sappiamo accompagnare la vita? quella dei nostri figli e quella di chi è nel bisogno?Guardiamo allora a Maria perché il suo amore insegna a prendersi cura della vita.p.Alberto

LAICI SECONDO IL CONCILIO: TRA IL GIA’ E IL NON ANCORA

L’incontro, che  vedrà come relatrice la Teologa  Prof.ssa CETTINA MILITELLO, si svolgerà a Melfi, sabato 24 maggio prossimo alle ore 17,30 nel Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile. Sono invitate tutte le componenti dell Popolo di Dio della nostra Diocesi e in particolare i Laici, quelli appartenenti a Gruppi, Associazioni, Movimenti costituenti la Consulta Diocesana delle Aggregazioni laicali, quelli che in forma non aggregata, rendono un servizio alla Chiesa locale nei diversi campi della Pastorale, i laici alla ricerca del senso della loro appartenenza alla Chiesa e del compito che il Signore assegna loro nella sua vigna. Per tutti il Concilio  rappresenta un punto di riferimento attualissimo e un cantiere sempre aperto per scoprire-riscoprire e vivere la propria missione, il proprio ruolo oggi nella Chiesa e nella società.
 

GIANNA MOLLA A MELFI: “CANTO ALLA VITA”

“Ogni mattina quando mi sveglio ringrazio il Signore, la mia amatissima e santa mamma e anche il mio amatissimo papà per il dono della vita. E’ veramente tutto. Io posso ben dirlo. Non sarei qui in questo momento con tutti voi se non fossi stata amata così tanto. Il dono della vita è davvero il dono più grande, più prezioso e più sacro che si è sempre in dovere di onorare, di rispettare e di difendere».Con queste parole Gianna Emanuela Molla ha introdotto la sua testimonianza domenica 11 maggio nel salone della Parrocchia di Melfi, intitolata a sua madre Santa Gianna Beretta Molla, di fronte ad una assemblea molto numerosa ed attenta, rimasta in religioso silenzio per oltre due ore. Sono «contentissima e più emozionata del solito ‘ ha detto Emanuela ‘ di vedere tante generazioni unite in questo tempio dedicato alla mia Santa mamma».Una esperienza unica quella di Emanuela: ad essere sua figlia «si prova una grande gioia e un grande onore, ma ci sente investiti anche di una grande responsabilità».Questa santa è un esempio per tutti: giovani, fidanzati, sposi, medici, operatori sanitari e famiglie.  L’esperienza di Gianna afferma che ogni cristiano può santificarsi. Lei lo ha fatto mantenendosi eroicamente fedele all’impegno assunto nel giorno del suo matrimonio con una condotta che è stata «un vero canto alla vita», perché non ci si improvvisa santi. La sua palestra è stata la parrocchia con la partecipazione alla S. Messa quotidiana, l’impegno in Azione Cattolica, le attività di preghiera e tutte quelle formule di contatto con Dio della pastorale ordinaria.Gianna Emanuela ha potuto conoscere la mamma attraverso la testimonianza degli zii, dei fratelli e del papà Pietro, che ha assistito per quasi sette anni la sua sposa.Le radici della santità di Gianna affondano nella famiglia d’origine: i genitori erano due terziari francescani che l’hanno educata ad una vita profondamente cristiana, insieme agli altri dodici fratelli, di cui tre si consacreranno al Signore. Trasmettono a Gianna una sensibilità particolare verso i poveri e le missioni. Una fede che matura negli anni della giovinezza. Quando si trova a Genova frequenta la scuola delle suore Dorotee. Partecipa agli esercizi spirituali e prende coscienza dei doni ricevuti dal Signore: la vita, i santi genitori. Il cuore si riempie di grande gioia e Gianna capisce che non può tenere tutto per sé, ma deve far conoscere ed amare il Signore anche ad altri. Diventa catechista ed entra nell’Azione Cattolica.Nel 1942 torna a Magenta e si iscrive alla facoltà di medicina, professione che ritiene sia il mezzo più efficace per fare apostolato. Durante la pausa dello studio pomeridiano visita il SS. Sacramento e prega con il Rosario. Divenuta medico si prende cura dell’uomo nella sua globalità, di tutta la persona.Passano gli anni e Gianna si interroga sulla sua vocazione. Vorrebbe andare in Brasile ad aiutare il fratello missionario, ma il suo fisico esile non glielo permette. E’ il suo direttore spirituale ad indicarle che forse il Signore vuole altro da lei e si orienta, così, verso la vocazione alla famiglia. Va a Lourdes con gli ammalati per chiedere alla Madonna di farle incontrare colui che sarebbe diventato suo sposo.Le circostanze la portano ad incontrare Pietro, e qui nasce un grande amore che trova espressione in una spiritualità cristallina, che emerge limpida e sincera dalle lettere che si scambiano in questo periodo. L’amore tra Gianna e Pietro è così grande perché «il Signore e la Mamma celeste ne facevano parte integrante», dice Emanuela. Le nozze, precedute da un triduo di preghiera, rappresenteranno il coronamento di questo Santo amore. Poi la nascita dei primi figli, fino alla gravidanza di Gianna Emanuela: in questo tempo la presenza di una macchia nera all’addome portano i medici a prospettarle tre possibilità. Gianna – nella consapevolezza -, sceglie quella che le permette di salvare la gravidanza, nonostante fosse molto rischiosa: l’asportazione del fibroma. Due settimane prima del parto dice al marito: «Se dovete decidere tra me e il bimbo, nessuna esitazione; scegliete, e lo esigo, il bimbo. Salvate lui».Gianna entra in ospedale il Venerdì santo del 1962. Il parto naturale non va a buon fine e il giorno dopo le viene praticato il cesareo. Nasce Gianna Emanuela. Alle 11 del mattino la mamma incomincia a star male: «Da quel momento ne sono sicuro, Gianna non ha mai cessato nelle sue sofferenze e nelle sue agonie il suo colloquio con il Signore ‘ diceva il papà Pietro ad Emanuela – e nella sua comunicazione con il cielo non desiderava più che l’accarezzassi e la baciassi; apparteneva già al cielo. E la sua agonia si è proprio accompagnata alla agonia del suo Gesù sul monte calvario. La mamma ha ripetuto più volte: ‘Gesù ti amo, Gesù ti amo».Gianna viene proclamata, da Sua Santità Giovanni Paolo II, Beata il 24 aprile 1994 e Santa il 16 maggio 2004.’La vita della mamma è stata un atto di donazione perenne di fede e di carità’, con queste parole si è concluso il meraviglioso incontro di Gianna Emanuela con la folta e commossa assemblea composta da persone venute anche da altre Parrocchie.

CONVEGNO CANTARE LA FEDE

Promosso dal “Coro della Diocesi di Roma”, nei giorni 26-27-28 settembre 2014 si terrà a Roma il Convegno “Cantare la fede – Musica a servizio della Liturgia e dell’Evangelizzazione” a 50 anni dalla Costituzione Conciliare “Sacrosanctum Concilium” e nel 30° anniversario di fondazione del Coro della Diocesi di Roma. Il Convegno è rivolto a Corali diocesane, Cappelle Musicali, Corali Parrocchiali ed animatori musicali e liturgici. Iscrizioni entro il 30 maggio p.v. Per info: www.corodiocesidiroma.com tel.0692938760

IL LIBRO DI PADRE ROCCO RIZZO

Venerdì 16 maggio 2014 alle ore 17.30, presso la Sala degli Stemmi del Palazzo Vescovile di Melfi, verrà presentato il volume “Un giardino di delizie per il Signore. Il monastero di Ripacandida e la madre priora suor Maria di Gesù“. Interverrà l’autore, padre Rocco Rizzo, Rettore del Collegio dei Penitenzieri Vaticani.